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Gio
23
Ott 14

Per pagina99, Piede Libero di oggi. L’Unità: Gramsci salvato da Padre Pio

Grande gioia per l’annunciata rinascita dell’Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci, periodicamente affondato da altri, rianimato spesso e miracolato più volte. Che a salvarlo questa volta sia l’editore del rotocalco Miracoli (in copertina Albano che spiega come ha sconfitto il demonio e le ricette di cucina di Padre Pio) potrebbe indurre a qualche freddura, che ci sforzeremo di non fare. Dalle interviste, il nuovo editore Guido Veneziani, che pubblica tra gli altri Stop, Vero e Rakam,sembra un tipo tosto, deciso e con le idee chiare. Per esempio dice che il modello non sarà il Sun, quel tabloid inglese con le donne nude, ma che “se becchiamo la fidanzata di Berlusconi nuda la pubblichiamo”. Resta, naturalmente il legame stretto con il Pd, sia per tradizione, sia per proprietà (mantiene il cinque per cento dell’Unità), ma soprattutto per perfetta consonanza politica. Il nuovo editore ha infatti dichiarato: “Io di sinistra? Lo ero”.
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Mer
22
Ott 14

Per pagina99, Piede Libero di oggi. La Finanziaria dei due moschettieri

Come i grandi feuilletton dell’800, anche la legge di stabilità esce a puntate: non passa giorno che non si scopra qualche novità. Ma se i grandi romanzi d’appendice uscivano sullo stesso giornale, qui bisogna rincorrere le puntate dove capita. Possibile che un premier tenga una conferenza stampa istituzionale per illustrare la manovra e si “dimentichi” (ops!) di presentare una norma come il bonus bebé? Possibile che vada poi ad annunciarla in tivù ospite di un programma popolare? E possibile che in quello stesso programma (pubblico anziano e famiglie, il target ideale) si “dimentichi” (ops!) di comunicare il pagamento delle pensioni il 10 anziché il primo del mese? Nel feuilleton economico di Renzi escono in prima pagina i capitoli di cui vantarsi, con l’autore che si pavoneggia, mentre capitoli più impopolari bisogna scoprirli altrove. Finisce che il lettore perde il filo, come se Dumas, dei Tre moschettieri se ne fosse dimenticato uno (ops!).
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Mer
22
Ott 14

Filosofia 80 euro: se vuoi l’uovo oggi uccidi la gallina domani

Sfugge il perché della cifra, ma sono sempre ottanta. Silvio preferiva i multipli di dieci: un milione di posti di lavoro, mille euro a chi fa un bambino, eccetera eccetera. Matteo si concentra sulla tabellina dell’otto: ottanta euro di qui, ottanta euro di là, e pare che il ministro Padoan si adegui (ottocentomila posti di lavoro). Probabile che sia una di quelle trovate dei guru della comunicazione: “ottanta euro” è ormai entrato nelle orecchie, nelle menti, nei cuori e in parecchi bilanci famigliari e tanto vale farne un brand. Avvertenza importante, qui non si fa facile snobismo: 80 euro sono 80 euro, in un anno fanno 960, che non bastano certo per invogliare a fare un bambino, ma che possono alleggerire un po’ la vita a chi già lo sta facendo. Questo per dire che non metteremo qui in dubbio la contadinissima e saggia teoria delle nostre nonne: se qualcuno ti regala dei soldi, tu prendili.
Ora si tratta di capire cosa si cede in cambio di ottanta euro, siano quelli della “più grande riduzione fiscale” nella storia della galassia, siano quelli del bonus bebé, siano quelli prossimi venturi (ottanta euro a chi non si tinge i capelli, a chi smette di fumare, a chi sa cambiare una gomma alla macchina, eccetera). La sensazione è che si richieda, in cambio di quei soldi, una soddisfatta rinuncia a soluzioni strutturali. Per dire: in un paese dove ci sono un milione e 400 mila bambini in situazione di povertà assoluta, consegnare dei soldi a chi fa un bambino, anche se ha un reddito che sfiora i 90.000 euro annui, fa un po’ impressione. Così come avrebbe dovuto fare un po’ impressione il regalo di altri soldi (80 euro) a chi guadagna dagli otto ai venticinque mila euro l’anno, senza darli a chi ne guadagna addirittura meno.
Ma questo è un punto economico. C’è invece anche un punto politico che vale la pena di esplorare. Se diventa una prassi quella di sganciare un po’ di soldi “a tema” anziché affrontare seriamente le carenze strutturali del welfare, la strada che si segue è quella di un potere lievemente medievale. Il signore dà al contado, se e quando gli va, se e quando ne ha voglia. Il contado applaude. Il signore decide chi premiare, con un occhio di riguardo per il suo elettorato o quello che potrebbe diventarlo. La situazione somiglia a quella dei camerieri nei ristoranti americani, quelli che quando vi portano il conto ci disegnano sopra faccine sorridenti, auguri al cliente, tenerissime frasi di sopraffina gentilezza. Lavorano senza contratto e con stipendi miserrimi e il loro guadagno viene dalle mance, cioè dal buon cuore di chi si è seduto a mangiare. Lo scambio di un diritto (contratto, stipendio decente, assistenza, welfare) per un po’ di contante è reso affascinante dalla crisi corrente e da una certa – abilmente costruita – diffidenza nei confronti dei diritti. Cioè: se si fa strada l’impressione che i diritti acquisiti si possono cancellare con un decreto legge, una delega in bianco, un voto di fiducia, significa che non sono così granitici e sicuri. Meglio ottanta euro subito piuttosto di certe garanzie che possono sparire da un momento all’altro. Si tratta, diciamo così, di un welfare-beneficienza al posto di un welfare-equità. La differenza è piuttosto evidente, ma mai evidente come mettersi in tasca 80 euro. Il che stravolge alcuni famosi proverbi. Sarà che è meglio un uovo oggi che una gallina domani, ma qui si va oltre. Si uccide la gallina oggi per avere un uovo oggi. E domani? Si vedrà: al buon cuore di chi lascia la mancia.

Mar
21
Ott 14

Per pagina99, Piede Libero di oggi. Picchiare la moglie per la democrazia

“Dieci milioni di cittadini europei rimangono senza rappresentanza politica!”, hanno tuonato i fans di Grillo e Farage dopo lo scioglimento del gruppo Efdd al Parlamento di Bruxelles. Un grave vulnus alla democrazia, in effetti. Forse intenerito da questa terribile prospettiva si è fatto avanti Robert Jaros Iwaszkiewicz, deputato polacco del Knp. Il tizio (vi prego, non fatemi riscrivere il cognome, che mi viene la labirintite) è già un mito per una sua famosa frase: “Picchiare la moglie la aiuterebbe in certi casi a farla tornare con i piedi per terra”. Sorvoliamo qui sulle convinzioni storico politiche del deputato polacco, secondo il quale è plausibile che Hitler non sapesse nulla dell’Olocausto. Calma. Moderazione. Serenità. Distacco. Restiamo alla moglie picchiata come un tamburo per farla restare coi piedi per terra. Ecco. Ora l’Efdd esiste di nuovo, dieci milioni di europei recuperano una rappresentanza politica e tirano un respiro di sollievo. E chissà le mogli, come sono contente!
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