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set 23

Contro-informazione. Il Paese irreale del Tg1, un’Italia di balocchi e gardenie

PIOVONOPIETREUn vecchio proverbio brasiliano dice: “Accendo la tivù e c’è tutto, apro il frigo e non c’è niente”. Uff, populista, massimalista, sempre a lamentarsi, che palle. Accendere la tivù, invece, non è mai stato rilassante come oggi, almeno qui, dove qualche telegiornale sta diventando la sezione costume di un rotocalco degli anni Cinquanta, un catalogo dell’Italia Bella, quella che vorremmo, colorata, affollata di turisti a bocca aperta per le sue meraviglie, intenta a passioni solide e tradizionali, come il giardinaggio, o la cucina regionale. Sì, è vero, si parte sempre con qualche seccatura, i migranti o l’economia, pure la guerra, qualche frase di politico, le faccette di Giorgia che sono diventate un format. Ma poi, ecco che si apre la prateria dei nostri sogni, il racconto garrulo e soave di un paese che ha molti problemi, ma il più pressante sembra questo: sui nostri balconi, gardenie o gerani? Una sarabanda fantastica: il mercatino di tendenza, la pasta coi tuberi gialli, l’annata del tartufo, il caso umano di riscatto e rinascita (“facevo il manager, ora bado le pecore e sono felice”), il cane che conta fino a sei, la sagra delle roselline a Vergate sul Membro e il neonato che riporta la vita nel borgo abitato da sei persone. Alla fine del Tg abbiamo assistito a venti minuti di diretta dal Paese dei Balocchi, un vorticoso cinegiornale strenuamente impegnato con parole e opere (e soprattutto omissioni) a disegnare un Paese rilassato e ottimista, speranzoso nel futuro, che guarda al domani con lo sguardo fervido e acceso del pioniere del benessere.

Insomma ci si lamenta molto – e giustamente – dello stato dell’informazione italiana, della sua sudditanza al potere e del controllo politico, ma la narrazione si fa anche in altri modi e maniere, meno diretti e anche più ideologici. Visto che si sono buttati fiumi d’inchiostro sul primo anno di Meloni – e giù osanna dai suoi, nonostante i millemila fallimenti – è forse il caso di guardare a un anno di narrazione del paese, il famoso paese reale. E quello che ne esce, in effetti, è una specie di buco spazio temporale: fuori dal tuo incubo di inflazione, recessione, benzina, mutui, c’è tutto un mondo di notizie fantastiche: asteroidi bellissimi pieni d’oro, progressi della scienza, città meravigliose fondate dagli antichi romani, che saremmo noi di questa Nazzione. Alla fine, ti senti veramente un coglione, ad esserti occupato di cose così meschine come i Cpr o il caro-affitti, e se ti chiedessero “dove vuoi vivere?” non avresti esitazioni: “Nella seconda parte del Tg1”.

In sostanza, non sarebbe un’ambizione sbagliata, e tutti dovremmo tendere a vivere in un mondo senza spigoli, dove non bisogna mettere insieme il pranzo con la cena o pagare la benzina come lo champagne, un mondo di progressi scientifici e sagre paesane dove noi –  perché siamo dei geni italiani – ce la caveremo sempre.

Insomma, la narrazione sì, è un po’ cambiata in questo anno, anche se la tendenza è antica e stratificata e non c’è nulla di veramente nuovo, a parte l’abuso della parola Nazione, ormai spolverata come zucchero a velo, e spesso a vanvera, su ogni discorso. Un po’ poco, in effetti, per la poderosa seduta di ipnosi che servirebbe a scordarci la realtà, ma chissà, forse si può migliorare, colorare di più, esagerare. Fornire insomma una narrazione del Paese tutta virtuale e rassicurante, va tutto benissimo, siamo felici, un’Italia a realtà aumentata, che sarebbe tra l’altro l’unica cosa che aumenta nell’anno uno dell’era meloniana.

4 commenti »

4 Commenti a “Contro-informazione. Il Paese irreale del Tg1, un’Italia di balocchi e gardenie”

  1. Tramite una campagna elettorale truffaldina della sora,l’elettorato bue s’è fatto prendere per i fondelli,diventata establishment atlantico,europeo,nazionale,le Tv e i giornaloni le fanno la riverenza,nessuna sorpresa…
    Tocca informarsi online qua e là stando attenti alle fake news,purtroppo dagli anni 90 tra smediaset e politicizzazione Rai plasmano molto bene l’opinione pubblica…

    da Serentha Ivo   - mercoledì, 27 settembre 2023 alle 12:23

  2. Caro Robecchi, noto come non abbia cambiato il ritmo quasi musicale, di quando faveva i commenti ai quotidiani, la mattina alle 8 su Radio Popolare. La trovo coerente ma continuo sempre a chiedermi perché non sia un po’ più “arrabbiato”. Chi non sa leggere a volte per capire ha necessità che gli si facciano vedere anche i disegni.

    da Giuseppe Mangani   - mercoledì, 27 settembre 2023 alle 14:57

  3. Caro Robecchi, è proprio così. Alla sera verso le 20:15 ci diciamo:” Vediamo un po’ di coniglietti?” e accendiamo sul TG1, sicuri di passare un buon quarto d’ora nell’atmosfera FORSE NON TUTTI SANNO CHE … della Settimana Enigmistica. Se poi proprio ci annoiamo, ci sintonizziamo sul TG Regionale, che ci avvolge in un delirio di convegni sul nulla, inaugurazioni farlocche e interviste recitate. Per questi momenti di buonumore la trattenuta obbligatoria per il canone TV è persino troppo bassa.

    da Benedetto   - mercoledì, 27 settembre 2023 alle 17:06

  4. Buongiorno Alessandro. Quando queste perle di pensiero si trasformeranno in un nuovo libro.Da portasi su una personale Itaca. Grazie di esistere.

    da Giuseppe   - venerdì, 29 settembre 2023 alle 09:26

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