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Dom
19
Mag 13

Berlusconi: “Guardate come sono giovane! A Milano c’è gente che mi dà sei anni!”

La difesa di Berlusconi: “Le ragazze del Bunga-Bunga non hanno denunciato Silvio, erano troppo occupate a contare i soldi”. Ghedini: “Non è vero che Berlusconi ha fatto sesso con Ruby, ha un alibi di ferro, in quel momento stava comprando un senatore”. Dramma ai giardinetti di Motecitorio: Brunetta sfuggito al controllo del padrone ha azzannato un pitbull.

Chi gli ha parlato dopo la requisitoria di Elda Boccassini lo descrive depresso e scontroso. “Sì – dice un ministro – Silvio Berlusconi è sconvolto per la richiesta di interdizione dai pubblici uffici. Bisogna capirlo: dopo una vita di lavoro e di successi, sapere che ci sono ancora uffici pubblici che non sono suoi lo ha prostrato profondamente”. Intanto, nella sua residenza brianzola, è un viavai di visitatori. Hanno citofonato anche i Testimoni di Geova, molto speranzosi: “Abbiamo saputo che è un tipo generoso, che paga i testimoni – hanno detto – e noi ci proviamo”. Ora, si tenta di agire sull’opinione pubblica, i direttori dei giornali Mondadori sono mobilitati: tutti dovranno intervistare Marina Berlusconi due volte al giorno fino alla sentenza, mentre su Chi compaiono foto inedite di Ruby mentre guarisce i lebbrosi in India, a volte persino restando vestita. E le conseguenze politiche sul governo? Nessuna, assicura Daniela Santanché: “E’ solo un caso mediatico, una gigantesca montatura senza basi reali, un’invenzione della stampa. Andiamo, chi può credere che una cosa così enorme sia successa veramente?”. Dunque non c’è un caso Ruby? “Ma no, cos’ha capito! Io parlavo del governo Letta!”

Ven
17
Mag 13

Crozza nel paese della pacificazione! Questa sera! Non mancate!

Eccoci qui! Questa sera, nel corso di una toccante cerimonia, un’altra puntata di Crozza nel Paese delle Meraviglie (su La7, alle 21.10). Una mirabolante girandola di trovate che vi costringerà a fare la pace con Berlusconi, Brunetta, e tutti i personaggi pubblici che stimate di più! Perché la parola del momento è "pacificazione". E poi, diciamolo, dove lo trovate un programma dove Guccini… beh, non ve lo posso dire. E dove Ingroia… beh, non vi posso dire nemmeno questo… E dove Maroni e Bossi… dai, non fatemi svelare tutto. Sappiate però che si canta e si balla (gli autori, distratti dalle ballerine, sono stati rinchiusi in un sottoscala), si recita, si parla di politica, si taglia l’Imu e tante altre cose, compreso il gradito ritorno di Kazzenger. Insomma, una puntata notevole… che forse riusciremo persino a scrivere e provare prima di andare in onda…. boh… buona visione…
Data l’eccezionale presenza di ballerine sul palco insieme al nostro artista preferito, cliccandoci sopra, potete ingrandire la foto

Crozza nel paese delle meraviglie è un programma di Maurizio Crozza scritto con Vittorio Grattarola, Alessandro Robecchi, Andrea Zalone, Francesco Freyrie, Claudio Fois, Alessandro Giugliano e Luca Restivo. Orchestra del Maestro Silvano Belfiore. La regia è di Massimo Fusi.

Gio
16
Mag 13

Che delusione! La sala del bunga-bunga pare un sottoscala di provincia

La pornografia è nelle cose, nei piccoli dettagli, negli angolini male illuminati ai margini dell’inquadratura. Nel porno amatoriale, quello dei ragionieri e delle casalinghe con la mascherina, lo squallore supremo non è tanto nell’agitarsi delle pance, nelle smorfie innaturali, nell’esposizione generosa dei sessi, ma negli agghiaccianti particolari a margine. Il copriletto in lycra, le ciabatte sotto il comodino, l’abat-jour finto Impero sul mobiletto in formica finto-legno. E’ lì che si annida la tristezza, è li che fiorisce impetuosa e irrefrenabile la malinconia del reale. E questa pornografia involontaria, questo abbraccio mortale del banale, ci porta dritti nelle segrete stanze del castello del cuore dell’Impero.
Questo, alla fine ci ha mostrato il mirabolante speciale di Canale 5 dell’altra sera su Ruby e dintorni. Il tavolone con la tovaglia di broccato e l’apoteosi di soprammobili come a casa della vecchia zia. La tavernetta sotterranea con i divanetti quadrati, lo spazio per ballare, i muri in mattoni e l’angolino con qualche bottiglia. Come nel porno amatoriale, non è l’ipotetico peccato che scandalizza e offende il gusto (per quanto…), ma il suo banalissimo contorno. Immagini esclusive. Per la prima volta nella sala del bunga-bunga. Questo si diceva alla vigilia del sontuoso reportage. E poi, all’apparir del vero, si scopre che il luogo segreto, il buen retiro, la stanza dei segreti dell’uomo più ricco e potente d’Italia somiglia al sottoscala di una villetta medio-piccolo-borghese, Brianza-style.
E’ un colpo duro, durissimo, ancor più duro perché involontario. Ci sono vie di Milano ristrutturate con i marciapiedi in pietra e i lampioncini in ferro battuto. E’ una riproduzione di Parigi come se la immagina il milanese medio, finta fino alla parodia. E così, di tutta quella ricchezza, potere, milioni, milioni di milioni, indici di borsa, aziende quotate, managers incravattati, ristrutturazioni facciali, jet privati, efficientismo lombardo e soldi a palate, ci resta questa desolante immagine di accumulo cafoncello. Più quadri, più soprammobili, la riproduzione del Duomo di Milano, la tovaglia da ristorante-sala-matrimoni, gli argenti, le cornici pompose, la tavernetta, le poltroncine da sala congressi. Manca la bottiglia di rosolio, ma chissà, può essere che non l’abbiano inquadrata per carità di patria. Insomma, non è la ricchezza che offende (per quanto…), ma il suo dispiegarsi nella banalità del suo accumulo, nel particolare deprimente. La pornografia, appunto, negli angoli laterali, nei margini dell’inquadratura.
E’ così che l’uomo potente, ricco, arrogante e vittimista somiglia al blocco sociale che lo sostiene e lo vota. Una ricchezza che non produce bellezza, che non produce valore aggiunto per tutti, nemmeno in forma estetica, che non migliora, in nulla, il mondo con cui entra in contatto. Ecco. Le “cene eleganti” sembravano squallide prima. Ora, vista la location, sembrano più squallide ancora, meschine se si può dire. Con l’anfitrione che (dichiarazione di Berlusconi stesso) “monopolizza l’attenzione” e quindi già un po’ cafone di suo. Simpatico per convenzione, affabile perché ricco, osannato perché potente, ma di una potenza e di una ricchezza tutta interna al suo immaginario culturale. Il “cumenda” nel suo scannatoio, il barzellettiere, il miliardario volgarotto. E’ proprio vero, niente ci è stato risparmiato in questi vent’anni. Nemmeno la tavernetta del peccato, e la struggente pornografia dei dettagli.

Dom
12
Mag 13

Amen (di Andreotti non me ne frega un cazzo)

Tanti anni fa, nel Mesozoico inferiore, compilavo per divertimento e mestiere “le dieci cose per cui vale la pena vivere” su Cuore, il famoso settimanale di resistenza umana. Eravamo giovani, stupidi e ingenui, tre cose bellissime, e al sesto posto di quella classifica c’era “La fine di Andreotti”. Proprio così. Perché c’erano ancora i simboli e le speranze. E c’era ancora Andreotti, una specie di concentrato del potere più brutto, opaco e ripugnante che si riuscisse a immaginare. Poi, altri poteri vennero, ripugnanti anche loro, opachi anche loro. Andreotti morì allora, quando il suo potere era solo ricordo di un potere, e siccome il potere non ha memoria… non era più. Dunque la ri-morte di Andreotti, la bara, la Dc dietro il feretro, le lacrime finte, i coccodrilli prevedibili (“luci e ombre”… ma vaffanculo!), i paginoni dei giornali, le rimembranze dei suoi sodali, gli omaggi dei suoi eredi e tutto quello che si è letto e sentito questa settimana non è che la banda che passa in ritardo, quando il trapezista cade entrano i clown. E oggi che Andreotti se n’è andato, di quelle antiche passioni di noi giovani, stupidi e ingenui non rimane che il sorriso sghembo del “come eravamo”, leggero scuotimento di testa. E la soddisfazione magra di aver passato anche questo. E’ morto Andreotti. Ah, sì? Sapete che c’è? Non me ne frega un cazzo.