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Mer
30
Lug 14

Per pagina99, Piede Libero di oggi. Le linee di Nazca e il patto del Nazareno

Mi spiace tornare sulla questione, ma avendola sollevata proprio da questo quadratino rosa, tocca seguirne gli sviluppi. Il fatto è che la pattuglia che chiede di sapere cosa diavolo c’è scritto nel famoso patto del Nazareno sta rapidamente aumentando. Ieri si sono iscritti al club, tra gli altri, Civati, Vendola e Della Valle. Prima che chiedano lumi anche Obama, il portiere del Costa Rica e Moira Orfei, sarebbe bene mettere un freno alle illazioni. C’è chi dice che si tratta di un patto orale e chi giura di averlo visto scritto nero su bianco (da Verdini, tra l’altro). Bello: le linee di Nazca, i cerchi nel grano e il patto del Nazareno. Ma siccome i misteri in Italia non mancano, è giusto chiedersi se ce ne serve un altro. Anche per evitare che tra qualche anno – fatte le riforme, a Senato non elettivo, a Italicum varato – Renzi e Berlusconi si incontrino di nuovo e si chiedano: ma cosa diavolo c’era scritto in quel patto del Nazareno? Boh, ormai…
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Mar
29
Lug 14

Per pagina99, Piede Libero di oggi. Sgarbi attrazione dell’Expo

Non può che mettere di buonumore, il ritorno di Vittorio Sgarbi sulle pagine delle cronache nazionali, un po’ come la ricomparsa delle nutrie nei corsi d’acqua prealpini o la riscossa dei cinghiali nei boschi della Lunigiana. Sarà, grazie al governatore Maroni, “ambasciatore” della Lombardia all’Expo del 2015 e già ha sparato le sue prime cartucce. Per esempio, deportare a Milano i bronzi di Riace, in cambio di un paio di tele del Caravaggio e la comproprietà di Balotelli. Prepariamoci, non è che l’inizio. Perché a dirla tutta anche il duomo di Orvieto non starebbe male sulla tangenziale est, e magari piazza Castello potrebbe guadagnare in leggerezza con la delocalizzazione di un paio di trulli dalla Puglia. E questo senza nulla togliere alla vera attrazione dell’Expo, un’installazione rumorosa e imprevedibile: Vittorio Sgarbi.


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Lun
28
Lug 14

Per pagina99, Piede Libero di oggi. Roberto Cota, campione di debiti

Vorremmo qui tessere l’elogio di Roberto Cota, già un sacco di cose (onorevole, sottosegretario, capogruppo leghista e altro) ma soprattutto già presidente della Regione Piemonte. Quando diventò governatore, per il centrodestra, la regione Piemonte aveva debiti per meno di cinque miliardi di euro. Ma Cota non si è perso d’animo e ha lavorato alacremente, forte anche di quell’antica credenza che la Lega, sì, avrà i suoi difetti, ma dove amministra lo fa bene.
Oggi, dopo la “cura Cota”, sul groppone del Piemonte ci sono debiti per 9,4 miliardi, e quindi solo per un pizzico di sfortuna (il suo mandato è terminato in lieve anticipo) non è riuscito a raddoppiare. Però bisogna dire, a sua difesa, che nel rush finale ce l’ha messa tutta. Nel solo 2013 il debito piemontese è aumentato del cinquanta per cento. Un vero record, un grande campione, solo un po’ sfortunato.


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Sab
26
Lug 14

Il patto del Nazareno: una questione (quasi) personale

Dunque accade questo.
Che da cittadino, da elettore (anche del Pd, sì mi è capitato, mai di Grillo, sempre a sinistra, ma questi sono fatti miei e qui irrilevanti), da giornalista e da quello che volete voi, io legga sui giornali – da mesi – del famoso “patto del Nazareno”, che sarebbe l’accordo tra il capo del primo e del terzo partito italiano (era il secondo ai tempi della stipula), patto che starebbe alla base di una sostanziale modifica della Costituzione Italiana.
Se ne è scritto in lungo e in largo, ma qui vorrei dire che molte cose dette non c’entrano con questo discorso.
Non c’entra che uno dei due contraenti sia un condannato (cioè, c’entra, ma non è questo il punto).
Non c’entra il merito della riforma del Senato (cioè, c’entra, ma non è questo il punto).
Non c’entra la riforma elettorale (cioè, c’entra, ma non è questo il punto).
Voglio dire che il discorso vale sia che uno sia contrario, sia che sia favorevole, ultrà contrario, ultrà favorevole, non mi interessa.
Con un piccolo tweet in risposta a Francesco Nicodemo (non uno che passa per caso, ma il responsabile comunicazione del più grande partito italiano), ho fatto una semplice domanda. Lui se la prendeva con le battutine acide di Grillo (più che legittimo farlo) e io gli ho chiesto perché non pubblicasse sul sito del Pd il testo integrale del famoso patto del Nazareno.
Lui non ha risposto (pur continuando a fare battutine, s’intende), e vabbé, non pretendiamo che i pezzi grossi rispondano a chiunque, e non sono uno che si offende. Invece si è scatenata una divertente bagarre.
Dividerei in due, anzi in tre, la platea.
Uno, quelli che sì, hai ragione, pubblicatelo. Però spesso con toni “grillini” e provocatori, e giù con la solita giaculatoria delle Ruby, del Condannato, del golpe, eccetera, eccetera, tutta roba che non mi appartiene, per cui, diciamo, la cosa mi interessa relativamente.
Due, i renziani offesi. In maggioranza piccoli saggi di conformismo, o fiducia cieca nel capo, o protagonismo (rispondo con sarcasmo, così mi si nota). E vabbé, niente di male, i ragazzini sono sempre divertenti. Caratteristica di questa pattuglia, un comico “benaltrismo” per cui tu chiedi: “Si può vedere sto patto?”, e loro rispondono “E Farage, allora?”. Oppure ti dicono che scrivi per il Fatto Quotidiano, come se questo ti rendesse automaticamente delegittimato a fare una domanda.
Tre (li ringrazio) quelli più aperti, che dicono: beh, per scacciare i cattivi pensieri, le dietrologie, i sospetti, perché in effetti non pubblicare il testo di questo patto? Tra questi, alcuni elettori Pd che gradirebbero sapere dal loro partito cosa c’è in quell’accordo (pochi).
Aggiungo che il patto viene richiamato, rivendicato e sottolineato sia da Renzi che da Berlusconi un giorno sì e l’altro pure, ne scrivono i giornali, con grandi titoloni, eccetera eccetera.
I due contraenti non negano che esista un patto, insomma, anzi.
Mi ha un po’ più stupito la reazione di un direttore di giornale, Stefano Menichini (Europa), quotidiano nazionale molto vicino a Renzi. Prima (sempre su twitter) ha fatto anche lui la battutina (siccome è il mio mestiere, capisco la perenne tentazione e non c’è niente di male). Poi a richiesta più seria (testuale: “Ma seriamente, direttore. C’è un patto di cui si parla da mesi ed è segreto. Perché non lo pubblica o chiede di pubblicarlo?”) ha usato strani giri, parlando di complotti con due tweet, questi:
Uno: Correte dietro ai complotti e non vedete le cose evidenti. Vecchio vizio.
Due: Fate uno sforzo, leggete i giornali di quei giorni invece dei libri gialli: è tutto scritto lì.
Insomma, nessuna risposta nel merito (e non è vero che nei giornali dell’epoca era tutto scritto. Erano illazioni o interpretazioni, nulla di ufficiale).
In seguito (qualche tweet più tardi), Menichini ha aggiustato il tiro dicendo che il patto, insomma, non è scritto, e garantirebbe a Berlusconi soltanto un “clima politico” migliore che lui, tapino, pensa di usare per trarsi dai guai.
Mah.
Insomma, nel merito, niente.
Niente sui contenuti reali del patto, sulla sua pubblicazione o sul suo essere in qualche modo esplicitato e reso noto ai cittadini.  In poche parole: tutti hanno parlato d’altro, i tifosi di qui e i tifosi di là. Nell’occasione specifica, ovviamente, i renzini mi hanno dato del grillino, ma sono abituato ed è capitato che i grillini mi dessero del renzino, quindi ci rido sopra e chiusa lì (stare in mezzo agli opposti estremismi è una cosa bizzarra, ma va detto che a volte sono così stupidi che fanno tenerezza… E comunque mai che rispondano nel merito, ovvio).

Ora, per scusarmi del tempo che vi ho fatto perdere, vi sottopongo uno scenario.
Mettiamo che Obama faccia un patto con il capo dei Repubblicani per cambiare la Costituzione Americana, e che ogni dieci minuti sia lui che il capo dei Repubblicani dicessero “rispetteremo il patto”, “c’è il patto”, “saremo fedeli al patto!”. Credete che Cnn, Abc, Nbc e tutti gli altri (anche i vecchi giornali di carta, i siti, ecc. ecc.) non chiederebbero di vederlo e pubblicarlo? Di discuterlo? Di commentarlo?
Siccome faccio il giornalista da trent’anni e ogni tanto mi sento agitare il ditino sotto il naso e citare il giornalismo anglosassone come massimo esempio di civiltà, per una volta ne approfitto: credete che in un paese anglosassone con libera stampa sarebbe possibile mantenere segreto un patto con cui si cambia la Costituzione?
Io non credo.
Poi, come la penso io sulle riforme renziane, sul Senato, sull’Italicum, sulle alleanze più o meno digeribili e le profonde sintonie è qui assolutamente irrilevante. La mia è una domanda da cittadino, ed è questa:
Perché il più grande partito italiano stipula un patto con un altro grande partito italiano e non lo rende pubblico pur affermando ogni giorno di onorarlo e rispettarlo?
Perché i due contraenti non lo firmano in pubblico? In un paese che ha un talk show ogni sera, perché non si discute liberamente e pubblicamente di un patto che cambierà la nostra legge fondamentale? 
Tutto qui. Una domanda.
Poi, dopo, ognuno può dire che sono grillino, venusiano, tifoso della Ternana, ussaro o biondo e si sbaglierebbe in ogni caso. Ma resta la domanda: si cambia la Costituzione con un patto. Bene. E’ troppo chiedere che il patto non sia segreto?
Ps – In serata, con il proseguire del dibattito, alcuni interlocutori (renziani) hanno addirittura teorizzato che il patto del Nazareno non esista, o sia un semplice accordo, che so, una stretta di mano.
Quindi, diciamo, sia il Presidente del Consiglio che il capo di Forza Italia andrebbero in giro parlando in continuazione (e giurando di rispettare) una cosa che non esiste.
Cascano un po’ le braccia.
E comunque, alla fine, la sostanza è questa: di quello che c’è veramente nel patto del Nazareno non sapremo niente, e la Costituzione Italiana sarà cambiata da due tizi che si sono visti, parlati, messi d’accordo su dettagli che noi non conosceremo mai.
Una questione personale, appunto.