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Sopravvivere alla notte del 4 marzo: un foulard per reggere la mascella

mercoledi-28-febbraio-2018-203x300Solo una manciata di ore ci separa dal fatidico 4 marzo, dalle maratone televisive, dagli exit-poll, dalle simulazioni, dalla nota giaculatoria “aspettiamo le prime proiezioni” e “aspettiamo i dati veri”. Ora pro nobis. Amen. Una legge elettorale che pare scritta in manicomio da uno che crede di essere Napoleone aumenterà la suspance.

Il Fatto Quotidiano, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblica alcuni consigli per limitare i danni al sistema nervoso centrale durante le dirette elettorali. Seguendo questi semplici consigli e rispettando i dosaggi dei medicinali prescritti sopravviverete alla notte del 4 marzo. Cioè, speriamo.

La spesa. Ricordiamo che le tonnellate di pop corn che ingurgiterete dovranno essere accompagnate da molta acqua. Evitare i superalcolici almeno fino ai primi dati ufficiali del Viminale o alla seconda proiezione di Pagnoncelli (è concessa un’eccezione quando compare la Meloni). Corde e nastro adesivo al reparto bricolage (poi capirete perché). Snack di ogni tipo, compresi quelli non ancora inventati. Una calcolatrice (reparto cancelleria) per quelli che volessero calcolarsi al volo, già al primo exit poll, il loro margine di guadagno con la Flat tax di Silvio, o quella di Salvini.

Postura. Se non avete uno di quei cuscini-collare che si usano per i lunghi viaggi aerei, procuratevi un foulard: vi servirà per tenere su la mascella nei momenti di sconforto. Il divano è sempre il luogo migliore per partecipare alla vita politica del paese così come emerge da queste elezioni, ma consigliamo di non stravaccarsi già dalle prime battute e aspettare i dati del maggioritario a Bologna. Raccomandazione importante per gli elettori Pd: occhio, ragazzi, non è che potete mangiare ansiolitici e antidepressivi come caramelle. Non più di due per ogni proiezione del maggioritario (per il proporzionale: ricordatevi i fermenti lattici e le vitamine).

Ospiti. Vi venisse mai in mente di inviare qualche ospite a vedere l’impareggiabile spettacolo delle dirette elettorali, il consiglio è quello di sceglierli bene: trovarsi all’improvviso in salotto un leghista che esulta agitando il rosario sarebbe micidiale per la vostra reputazione. Un ultras Cinque Stelle che balla sui tavoli o che precipita nel più tetro sconforto ululando alla luna allarmerebbe i vicini. Si consiglia una severa selezione all’ingresso, ma dovesse capitare l’incidente, usate le corde e il nastro adesivo che avete acquistato prima.

Psicologia di base. Non infierite sulle vittime. Se avete accanto qualcuno del Pd non dite quelle cose che sicuramente vi verranno in mente, tipo “Ciaone”, o quel delizioso “Ce ne faremo una ragione” che per anni è stata la parodia renzista del famoso “Me ne frego” del Ventennio. Stategli vicino, invece, consolatelo. Le tisane non funzionano, ma nei casi più gravi provate a dargli ottanta euro (insieme a Ansiolin 25 mg comprese, a stomaco pieno). Si consiglia di tenerli occupati (l’ideale sarebbe un Lego del ponte sullo Stretto, o un puzzle di 8.000 pezzi che ritrae la Serracchiani).

Combattere il torpore. Verso le cinque del mattino può insorgere una certa debolezza, rallentamento dei riflessi, torpore. Si consiglia, per restare svegli, di intavolare un’eccitante discussione sulla legge elettorale che bisogna fare al più presto, ma con quale maggioranza? Rivotare subito? No, giovedì prossimo. No in giugno. No in novembre. Nel caso la discussione decollasse, si consiglia di nascondere alla vista armi da taglio, il coltello del pane o quello che avete usato per la torta alla terza proiezione di Masia per il Senato.

Champagne. Confidiamo che non siate così folli da mettere in frigo una bottiglia di champagne. Nel caso, è più facile che vi servirà per varare un transatlantico che per festeggiare l’esito delle elezioni.

10 commenti »

10 Commenti a “Sopravvivere alla notte del 4 marzo: un foulard per reggere la mascella”

  1. Lasciamo perdere questa sciocchezza delle elezioni. Marx ha sempre ragione…
    Piuttosto complimenti per come nei tuoi romanzi riesci a “far vedere” MIlano.
    Leggerti (per chi ha lavorato a Milano) fa lo stesso effetto di certi profumi che in un attimo ti fanno tornare indietro di quarat’anni!
    Francesco

    da Francesco Pazzi   - mercoledì, 28 febbraio 2018 alle 09:29

  2. Genio totale, ironia stratosferica e super intelligente.Grazie.

    da Laura anagrafica Bigatti   - mercoledì, 28 febbraio 2018 alle 09:49

  3. E un consiglio per gli elettori di LeU?

    da Salvatore   - mercoledì, 28 febbraio 2018 alle 09:52

  4. Un’ultima raccomandazione. Sono in vendita da qualche tempo supposte analgesiche di ragguardevoli dimensioni, appositamente studiate per lenire i consueti dolori post elettorali dei comunisti. Le trovate nelle migliori farmacie. Da usare con cautela in caso di gravidanza e nella prima infanzia.

    da egidio scrimieri   - mercoledì, 28 febbraio 2018 alle 10:51

  5. Purgare i comunisti. Ah, i sogni della vera destra non cambiano mai

    da Alessandro   - mercoledì, 28 febbraio 2018 alle 11:08

  6. Ti voglio sul comodino! :)))))

    da Silvia   - mercoledì, 28 febbraio 2018 alle 12:39

  7. Colpito dallo specifico interesse sulle dimensioni del farmaco consigliato (sperimentate a fini ricreativi?) mi chiedo con quanta nostalgia abbia egli dovuto abbandonare l’olio di ricino ma soprattutto se si è soffermato invece sugli ingenti costi che a causa del leader pluri ottuagenario da lui osannato ricadranno per la gran parte, inevitabilmente, nonostante tutti i suoi soldi, sulla sanità pubblica …

    N.B. Nel caso l’interlocutore sia evasore inveterato, si prega di non considerare l’ultimo punto citato nel post.

    da degiom   - mercoledì, 28 febbraio 2018 alle 13:45

  8. Grazie dei consigli… Non mi serviranno però,l’ipotesi più fondata è che ci sarà un’altra lunga e orribile campagna elettorale che non cambierà nulla nuovamente.

    Sogni d’oro pensando ad altro,gli incubi da molto tempo arrivano di giorno!

    da Ivo Serentha   - mercoledì, 28 febbraio 2018 alle 14:13

  9. Beh dopo aver letto l’articolo di Gilioli (la sinistra dimezzata) secondo me mandare in pensione 80, 90 % della dirigenza del PD e LeU sarebbe doveroso. Sarebbe meglio che si assumessero davanti a tutti le proprie colpe, non uguali per tutti, e si cavassero dagli zebedei. Chiamiamola pure purga, ma siamo giacobini una volta ogni tanto. 9 milioni di elettori persi in 12 anni. Affidarsi a politiche economiche della destra liberale, fare gli occhi dolci a Monti, cercare di non far pagare le tasse a tutte le grandi multinazionali… Dai basta, non funziona. Hai sbagliato, fuori dalle balle. La pensione dorata gliela paghiamo noi, ma cerchiamo ora di ricostruire dalle buone pratiche, dal territorio.

    da Sebastiano   - martedì, 6 marzo 2018 alle 10:54

  10. @ Sebastiano

    Aggiungo l’amicizia con maglioncino blu,alias marchionne,una differenza non da poco come “compagno” dell’ultima ora per il toscano…

    da Ivo Serenthà   - martedì, 6 marzo 2018 alle 13:02

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