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mer
10
mag 17

“M Factor”, ecco tutti i candidati del talent per il Macron italiano

fatto110517Tutto pronto per le finali di M Factor, il talent che incoronerà il Macron italiano. Il Fatto Quotidiano, in collaborazione con l’Istituto Zelig, presenta le schede dei concorrenti che si esibiranno nei prossimi giorni. Sarà una gara dura ma corretta, ecco i partecipanti.

Salvatore Macron – Pizzaiolo a Posillipo, mostra sul palco la sua camminata elastica e il sorriso da sciupafemmine finto-timido. Nel discorso di candidatura ricorda la sua famosa pizza cozze- polenta, simile all’equazione Flessibilità-Europa del presidente francese. Poche chances di vittoria, ma una naturale simpatia che forse gli varrà una candidatura nel Pd, dove però dovrà fingersi toscano.

Matteo Macron – E’ il vero favorito. Ha già vinto molti talent tra cui B Factor (il Blair italiano), O Factor (l’Obama italiano, senza cravatta), V Factor (il Valls italiano, per l’occasione in camicia bianca), C Factor (il Cameron italiano, giacca blu), e altri li ha persi malamente (R Factor, il Referendum italiano). Al contrario di Macron ha alle spalle un partito, ma sta facendo di tutto per ucciderlo. Difficile la collocazione politica: come Macron è fortemente liberale, tranne al giovedì alle dalle quattro alle cinque in cui si finge laburista mentre fa pilates. Fortemente europeista quando conviene, toglie le bandiere dell’Europa quando non conviene. Qualche difetto nel suo discorso di candidatura quando ha citato i grandi pensatori che hanno influenzato il suo pensiero: La Pira, Mazinga, Baricco, Giucas Casella, Marchionne e Paperoga. Evitasse calembours e giochi di parole scemetti potrebbe avere qualche possibilità.

Federico Macron – Di lui si sa pochissimo, se non che è molto giovane, che è entrato nella direzione del Pd perché è molto giovane, e che crede che il colore del 25 aprile sia il blu, perché è molto giovane e non studia. Si definisce “quasi Millennial”, perché ha chiesto a papà 850 euro per andare a Milano a sentire il discorso di Obama. Un vero Millennial ne avrebbe chiesti mille.

Mario Macron – Già noto come Mario Monti, vanta molte analogie con il presidente francese, prima tra tutte l’essere stato acclamato come un salvatore della patria senza avere partiti alle spalle, ma solo banche. Di lui si ricorda il loden e quei pochi deputati di Scelta Civica o come diavolo si fanno chiamare adesso. Le sue chances sono ridotte dall’età avanzata e dal fatto non secondario che al solo vederlo gli elettori estraggono collane d’aglio e cornetti rossi, quindi a differenza di Emmanuel Macron e di Matteo Macron un po’ di rosso c’è.

Ursula Macron – Impiegata di banca di Vercelli, vanta molte analogie con il presidente francese: ha infatti un camera un poster della famiglia Rothschild, non è né di destra né di sinistra, non ha un partito alle spalle e sottolinea nel suo discorso una sincera passione per l’Europa di cui conosce una brasserie a Montmartre e le ramblas di Barcellona.

Enrico Macron – Secondo alcuni critici sarebbe il più vicino all’originale. Tra l’altro, insegna in Francia dopo essere stato sfrattato dal governo da un altro concorrente del talent, Matteo Macron. Purtroppo, posato e timido com’è, non partecipa alla gara, un po’ per modestia e un po’ perché, a differenza degli altri, non è mica matto.

Silvio Macron – Cabarettista nato, a suo agio sul palco, dice di aver già fatto quello che ha fatto Macron, cioè vincere con un partito creato in sette minuti. La sua conoscenza delle canzoni francesi degli anni Sessanta gli dà qualche chance, a cui si aggiunge il sincero odio per Matteo Le Pen. Nel suo discorso di candidatura però ha malamente tradotto lo slogan “En marche” con un rivelatore “Ci marcio”. E’ decisamente anziano, ma se potesse fondere tutte le fidanzate degli ultimi 20 anni in una sola donna, lei avrebbe 12.347 anni.

2 commenti »

2 Commenti a ““M Factor”, ecco tutti i candidati del talent per il Macron italiano”

  1. Ci mancano il baffettino e lo smacchiatore di giaguari e la rappresentazione diventerebbe completa,seppur il migliore rappresentante potrebbe essere il filiforme di Avigliana,di abbiamo banche se ne intende….

    È incredibile come in questo paese si cerchi costantemente di scimmiottare oltre confine,direi che la mancanza di personalità risulta palese.

    Se non fosse già percorsa da supermercati e da aziende alimentari,si potrebbe considerare originale l’app dove scarichi Renzi e gli fai propaganda guadagnando punti,è il premio che risulta scarso,un incontro premio con il titolare dell’app pare scarso rispetto alle pentole da portare a casa.

    Contenti loro!

    da Ivo Serenthà   - mercoledì, 10 maggio 2017 alle 10:44

  2. Ripartì Macron, ma si ritrovò daccapo Etrurion….

    da Eparrei   - giovedì, 11 maggio 2017 alle 16:47

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