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mer
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gen 19

Buu-uu al giocatore nero. Macché razzismo: è questione di feeling

Fatto090119Fare l’esegeta del signor Salvini, ministro dell’Interno, è una faccenda complicata. Non sai mai quando cazzeggia e quando fa sul serio, con quale cappello sta parlando, capopopolo, responsabile della security, addictedallo spuntino di mezzanotte. In  divisa sembra il poliziotto dei Village People, e questo in attesa che si incazzino un po’ i poliziotti veri, che la divisa la mettono tutti i giorni.

Eppure il Salvini va decrittato, ed ecco una frase su cui esercitarsi per bene, pronunciata dal signor ministro alla riunione sulla violenza negli stadi: “Sul razzismo è troppo difficile trovare criteri oggettivi”. Cioè, cerchiamo di tradurre. Se mezzo stadio grida buu-uu ogni volta che un nero tocca palla, come fai a dire “oggettivamente” che si tratta di razzismo? Potrebbe essere che prima della partita quello ha rigato la macchina a ventimila persone. Potrebbe essere una cosa personale. Affari di cuore. Questioni di soldi. Insomma, se tu vai allo stadio e ti siedi lì per gridare buu-uu a un nero non è detto che tu lo faccia perché è nero, non ci sono “criteri oggettivi”, Salvini dixit.

Nel malaugurato caso di razzismo sovranista nazionale – caso di scuola, i cori contro Napoli e i napoletani – si tratta secondo Salvini di “campanilismo”. Detto a dieci giorni da una battaglia col morto fuori dallo stadio tra nazisti italiani e francesi e tifosi napoletani, è piuttosto sorprendente. Non vorrei scoprire un domani che il campanilismo può spingersi fino alla strage, al bombardamento, alla guerra batteriologica, ma c’è tempo, aspettiamo con fiducia. Ad oggi, quel che sappiamo per certo è che Salvini, l’uomo della linea dura, sul razzismo “non oggettivo” da stadio è per la linea morbida, troncare, sopire, dopotutto sono ragazzate, campanilismo, che male c’è, eccetera eccetera.

Intanto, fuori dal magico mondo di Salvini, nel disgraziato paese reale, c’è gente che organizza spedizioni con spranghe e bombe carta. Mica tanto ragazzini, poi, perché nelle retate (e negli ospedali) spuntano signori quaranta-cinquantenni, imprenditori, padri di famiglia, buona e brava gente della nazione, e non adolescenti disadattati.

“Cara, hai visto la mia roncola?, sai, volevo andare allo stadio”.

Inutile dire che poi molti di questi gentiluomini così sportivi risultano iscritti a circoletti non proprio hegeliani, che amano le svastiche, che cantano coretti contro gli ebrei, che si fregiano di nomignoli spensierati come Blood & Honour e cosucce consimili, che dovrebbero interessare parecchio un ministro dell’Interno, ma che sono alla fin fine ideologicamente contigui a Salvini e al salvinismo.

E’ sbagliato dire che alla riunione sul razzismo negli stadi non c’erano i capi delle tifoserie più estreme, quelli che “per campanilismo” urlano “Forza Vesuvio”. Era presente, infatti, l’ultrà ad honorem di tutti gli ultrà, Matteo Salvini, già noto per un video in cui canta cori vergognosi contro i napoletani (puzza, colera, disoccupati, il luogocomunismo del nordista ignorante). Lo stesso Salvini, tra l’altro, sorpreso in affettuosi abbracci con un capo ultrà pluricondannato (tal Luca Lucci, condanna definitiva per lesioni, patteggiamento per spaccio). Difficile pensare che gli ultrà delle curve avranno grossi problemi con un ministro così amico, e anche una minima indagine semantica su slogan da stadio e slogan politici del salvinismo, ormai vaporizzato nella società, rivelerebbe grandi somiglianze: per quelli che fanno buu-uu ai giocatori neri avere Salvini al Viminale non è niente male. La famosa riunione sugli stadi italiani con arbitri, associazioni, leghe varie, istituzioni, forze dell’ordine, è stata presieduta da uno che due settimane prima rideva e scherzava insieme a un delinquente della curva a una festa di tifosi, nient’altro da aggiungere, vostro onore.

4 commenti »

4 Commenti a “Buu-uu al giocatore nero. Macché razzismo: è questione di feeling”

  1. Grandissimo Robecchi! Ti leggo sempre con piacere.

    da Rosario   - mercoledì, 9 gennaio 2019 alle 09:59

  2. Cosa non riusciranno gli italiani,quel famoso 32%,almeno così pare dai sondaggi,a ingurgitare e digerire da costui.

    Vedremo alla prima uscita dal campo del Napoli,le reazioni internazionali a proposito,una delle tante figure di m.. ormai all’ordine del giorno.

    Pare che una delle soluzioni contro la delinquenza sia di armarsi,chissà se varrà anche per chi si reca allo stadio con pargoli al seguito?

    In ogni caso col cervello in pappa non c’è solo la politica,abbiamo anche la federazione gioco calcio intenta come gli struzzi con la testa sotto la sabbia.

    Su chi dirige le società di calcio,calare un velo pietoso ormai non fa più notizia,sappiamo del diffuso rapporto che hanno con la feccia tifosa,direi che il tutto equivale a una macedonia putrida da cui è quasi impossibile trovare soluzioni.

    da Ivo Serentha   - mercoledì, 9 gennaio 2019 alle 10:54

  3. Bell’articolo, chiaro, stringato, sul pezzo come sempre.
    D’accordo al 100% con lei, caro Robecchi, anche se saremo sempre e solo una minoranza.

    da Luca Battistelli   - mercoledì, 9 gennaio 2019 alle 11:19

  4. Ma non è che una risata li seppellirà…continuiamo così..

    da Massimo   - mercoledì, 9 gennaio 2019 alle 13:50

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