Occhio ai nazisti. Il perfetto manuale di Merz e Ursula per cadere dal pero

La stupefatta costernazione, al limite della paralisi da sorpresa, il poderoso coccolone di incredulità che ha colpito le democrazie liberali europee dopo le elezioni locali in Germania, fa un po’ ridere.
Diciamo subito che hanno vinto i nazisti, una cosa che si dice da anni: occhio che vincono i nazisti! E in rimbalzo agli allarmi e ai timori, la risposta era sempre quella: ma va’, vedi fascisti dappertutto, il fascismo è una cosa del Novecento, eccetera eccetera. E vabbè.
Però, cercando di astrarsi dalle cronache tedesche, basterebbe un libro di storia sul comodino, così per addormentarsi meglio, per sapere certe cosette. Per esempio che se davanti a un’ondata di scontento popolare – dal ceto medio impoverito e incattivito, ai poveri a cui si indicano come nemici i più poveri ancora – rispondi mettendo al governo un ex dirigente di BlackRock, non sei un genio, ecco.
L’argine non ha tenuto. In generale, sembra di capire, un po’ tutte le élite europee rischiano di non tenere, e oggi il cancelliere Merz è un po’ il loro simbolo: un tifoso della riconversione industriale dal civile al militare, più armi, più guerra, amicissimo di Israele (addirittura fino alla rivendicata complicità) e insomma – ben condensati – tutti i vizi dell’Europa di Ursula.
Da anni monta in Europa una destra razzista e squadrista, ma la risposta è sempre stata minimizzare, blandire, appellarsi alle “ragazzate”, agli elementi folkloristici, eccetera eccetera. Ma intanto che si deplora, l’indicibile scontento, si continua a implementarlo, a farlo crescere, a prendere decisioni politiche che lo faranno aumentare. L’argine sembra concime, a dirla tutta, più che arginare fomenta, se c’è una cosa che fa incazzare la gente è il burocrate affarista che ama le bombe e che sembra uscito da un disegno di Grosz (giusto per stare alle immagini d’epoca).
Naturalmente, che tutto questo finisca per favorire i nazisti è spaventoso, ma sarebbe bene che lo spavento non rendesse ciechi sulle cause.
Quale nuovo argine, allora? Quale nuova linea Maginot? A vedere il generale Vannacci davanti agli industriali, a Cernobbio, si direbbe che in caso di necessità, pur di salvare i profitti, andrebbe bene pure un fanfarone brandizzato Decima Mas. E comunque, a contrastarlo, hanno messo Mario Monti, cioè il prototipo perfetto di quell’Europa liberal-tecnocratica che tanti danni addusse agli europei (tra cui la nascita di vari Vannacci).
In sostanza l’Europa così come è messa oggi sembra una zattera che fila sul fiume sapendo che ci sarà una cascata, che continua a urlare: “La cascata! La cascata!”. E poi ci casca. Una cosa che dimostra, tra l’altro, come il centrismo non funzioni più, non sia gradito, minoritario ovunque, preso a schiaffoni, costretto, per avere una ragione di vita, a fomentare paure e guerre ibride, mentre la popolazione (in Italia, ma anche in Germania) si impoverisce e si spaventa. Insomma, per farla breve: se si ha paura del nazisti che arrivano, sia messo a verbale che i governi moderati non li fermano. Anzi, qualche classe dirigente (già lo dicono apertamente alcuni dei maxi-miliardari che sono il vero potere planetario) potrebbe addirittura apprezzare: concetti come identità, sangue, nazione, sono la solita fuffa di sempre, ma se aiutano a mantenere i profitti… Questo bel capolavoro è stato prodotto da una classe dirigente europea di basso livello e nessuna visione, la stessa classe dirigente che oggi allarga gli occhi per la sorpresa e cade dai rami più alti del pero.
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