Questa famosa faccenda della satira, il Premio Forte dei Marmi, e un discorsetto che non farò. Insomma grazie grazie

Bene. Ho vinto il Premio Satira Politica di Forte dei Marmi, che è un premio molto prestigioso, e sono contento. Me lo hanno dato per Omicidi Srl, il romanzo (Sellerio) uscito quest’anno, che sì, è vero, contiene della satira, quindi grazie grazie: anche se sono sempre molto imbarazzato in queste situazioni, e ogni volta che qualcuno mi dà un premio penso a un caso di omonimia, non posso negare che mi fa piacere.
Lo avevo già vinto – lo stesso premio – nel 2000, per la radio, la trasmissione Piovono Pietre a Radio Popolare (di cui feci indegnamente anche il direttore dei programmi). Quindi confido che tra 26 anni me lo daranno di nuovo, magari, che ne so, per la scultura.
Quando me lo diedero l’altra volta, mi chiesero di fare un discorsetto e io mi ero preparato una cosa breve, un po’ satirica, però prima di me, proprio prima, premiarono un signore turco, un disegnatore, credo, che si era fatto anni e anni di galera, per la sua satira, e allora io mi sentii un coglione e non feci nessun discorsetto (il che mi fece sembrare ancor più coglione, temo).
Quest’anno il discorsetto non me l’hanno chiesto (grazie anche di questo, amici), e certo non lo farò qui, che sarebbe solo una letterina di ringraziamento. Però ci tengo a dire che, anche se maneggio la satira da tempi immemorabili (gli anni di Cuore, per dire, ma qualcosa anche prima, e parecchio anche dopo), non saprei darne una definizione, e nemmeno scegliere tra le millemila definizioni precise, divertenti, fulminanti che si trovano in giro. Diciamo che in questi tempi mi sembra una lente necessaria ad accorgerci dell’assurdo che ci circonda, e che nemmeno vediamo più. Una specie di gioco di ottici, e anche una lingua, un codice, un modo di difenderci. E di attaccare.
Grazie ancora.
Commenti (3)
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Costituzione. Addio anche all’art. 53: per la progressività fiscale, una prece
- Dàgli all’untore. Il grottesco va a reti unificate: niente russi, è stato Youssef
- Milano, oh cara! I “maranza” a Milano: quelli di Manzoni e quelli visti da Marx
- Ipocrisia canaglia. Credersi buoni davanti alla guerra. Che è immorale
- Risvegli. Ehi, Campo largo! Guarda i dati sui salari: il programma è già lì
- Tutto è ibrido. La parola di moda che serve al marketing della guerra
- Strampalate. Giorgia Vannacci farà meglio: fila al cinema solo per italiani
- Questa famosa faccenda della satira, il Premio Forte dei Marmi, e un discorsetto che non farò. Insomma grazie grazie
- Apocalisse artificiale. Il capitalismo in estinzione e otto miliardi di ostaggi
- Francia, Spagna, i killer, l’agenda dei prossimi incontri e persino un premio
Alessandro ,scusa se ti do del tu.comunque i timori sono spaccati sociali dei tempi che corrono Complimenti ancora
Era tuoi noir
Ciao Robecchi,
Per quanto di tuo ho letto, sono convinta che il premio te lo sia pienamente meritato.
Un po’ di sana satira è veramente quello che può farci “sorridere”, anche se a denti stretti, in quest’epoca triste e vuota di contenuti.
Complimenti.