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Per essere “di sinistra” prego compilare l’apposito modulo

Fatto060116I prodigi dell’autocertificazione semplificano tutto, snelliscono le procedure, velocizzano l’analisi, dichiarano l’appartenenza e morta lì. Fatto! Rapido e indolore. E così Giuseppe Sala, il grande manager di Expo che Matteo Renzi chiama Beppe – per dire quanto sono amici e quanto questa fiducia lo farà casualmente finire a fare il sindaco di Milano – si è fatto la sua targhetta coi trasferelli, se l’è attaccata al bavero della giacca e ha proclamato al mondo: “Io sono di sinistra”. Il valore dell’autocertificazione, in questo caso, sta tutto nella credulità di chi ascolta. Molti annuiscono e sono contenti, altri alzano il sopracciglio e si chiedono… eh? Ma nel modulo dell’autocertificazione di appartenenza politica mancano quelle due righette che dicono: le dichiarazioni devono essere veritiere. Già, in fondo, cosa diavolo vuol dire “sono di sinistra” ai tempi del renzismo, a parte che si è diventati renzisti? Lo fece Andrea Romano, quando attraversò faticosamente il deserto (20 centimetri di deserto) che separava Scelta Civica dal Pd di Matteuccio nostro: “Sono sempre stato un po’ di sinistra”. Ecco, bene, un po’, perché a volte basta. Attraversando altri deserti, arrivò anche Gennaro Migliore che era di sinistra senza se e senza ma, e anche senza un sacco di altre cose, ma disse che aveva fatto le sue valutazioni e la sua analisi e “in questa fase” era meglio stare con Matteuccio. Un caso di certificazione per sottrazione, in cui si decide che è meglio essere “un po’ meno” di sinistra.
Ognuno poi si fa le sue ragioni su cosa voglia dire essere di sinistra. Giuseppe Sala, per esempio, sostiene che lui, avendo fatto l’Expo e “creato lavoro”, è di sinistra. Esattamente come Henry Ford con gli operai, Remo Gaspari coi postini abruzzesi, Silvio Berlusconi con i dipendenti Mediaset, l’imperatore Hiro Hito con i kamikaze giapponesi e Pablo Escobar con i suoi sicarios colombiani. Insomma, se accettiamo che “creare lavoro” ti colloca automaticamente nel campo della sinistra, non se ne esce.
Ma dunque torniamo lì, all’autocertificazione del “sono di sinistra”, magari accompagnata, come ha fatto Sala, dalla piccata aggiunta a verbale: “Basta con gli esami del sangue!”. Come dire, ok, sono di sinistra, lo dico io e non menatemela più con questa storia.
Ma poi una simile autocertificazione necessita di autoconvincimento, di autoipnosi, di un “a me gli occhi”. E’ allora che l’autocertificazione diventa una specie di mantra, di cantilena ripetuta all’ossessione in cui ci si dichiara di sinistra fino a convincersene. Mai si è visto, ad esempio, un segretario di un partito di sinistra (ehm…) ripetere così ossessivamente “noi siamo di sinistra” come fa Renzi. Diciamo che Berlinguer non ne aveva bisogno, e che se Togliatti avesse chiuso un comizio dicendo “Noi siamo di sinistra”, la platea avrebbe vacillato nello sconcerto.
Quel che non si capisce, alla fine, è il perché. Si sa chi voterà Sala come sindaco di Milano: destra, berlusconiani rinati, morattiani del settimo giorno, quelli del Pd di strettissima osservanza expo-ottimista, chi vuole il manager credendo che sappia governare e la maggioranza silenziosa. Tutta gente che non ha bisogno della certificazione, e molti, anzi, spinti piuttosto al dubbio e al sospetto verso uno che dice: “sono di sinistra”. C’è da pensare che Sala lo faccia per essere accettato nel club, oppure per ordine di scuderia, oppure perché oggi “di sinistra” ha lo stesso significato di “da agricoltura biologica”, cioè basta metterci un’etichetta e poi vai a sapere che c’è dentro. Che poi, in tempi grami, è di sinistra anche la quotazione in Borsa della Ferrari, un grande passo verso il riscatto delle masse oppresse. Venceremos! Come da modulo allegato.

16 commenti »

16 Commenti a “Per essere “di sinistra” prego compilare l’apposito modulo”

  1. una bella analisi, quando finiscono i valori, le certezze, uno può dire quello che vuole, Albanese, che di sala è amico, aveva già fatto anni fa un personaggio in analisi perchè non sapeva più cos’era.

    da Marco   - mercoledì, 6 gennaio 2016 alle 16:47

  2. Io che ho votato sempre a sinistra dagli anni 70, anche la sinistra estrema, quando si è presentata, oggi ho grosse difficoltà a capire che cosa è la sinistra in questo nostro paese.

    da giuseppangela   - mercoledì, 6 gennaio 2016 alle 17:06

  3. Robecchi, prima di Renzi ti leggevo, e mi scappava da ridere; adesso ti leggo, e mi viene da piangere. Che sarà? La situazione, I tempi, Invecchio? O magari sarà il renzismo? :-))

    da Beppe De Nardin   - mercoledì, 6 gennaio 2016 alle 17:14

  4. Personalmente archivierei la sx,chi si presenta alla sx del toscano,ci vuole davvero poco ad esserlo più di lui,non conta più nulla,foss’anche si presentassero tutti assieme,e chissà se succederà mai,cosa conterebbero in percentuale? Forse il 7-8 % ad essere ottimisti e con le logiche elettive degli ultimi tempi,il peso del due di picche a briscola parrebbe abbastanza vicino alla realtà.

    A Milano vincerà l’amico governativo,non ci sono dubbi,mi auguro che a Torino al contrario la candidata stellina Chiara Appendino faccia lo scherzetto al filiforme renziano,altrimenti prendiamoci ciò che critichiamo quotidiamente,si deve provare a cambiare e con tutte le perplessità del caso,purtroppo questa è la realtà.

    da Ivo Serenthà   - mercoledì, 6 gennaio 2016 alle 20:56

  5. Questo fatto del “dare lavoro” è ora di spiegarlo chiaro.
    Io – adesso – potrei dare lavoro a un sacco di gente.
    Quello che non potrei dare a questi lavoratori sono invece i diritti (a cominciare dalla retribuzione “proporzionata e sufficiente”).
    Facciamo che chi da – anche – diritti ai lavoratori è di sinistra e chi da solo lavoro è di destra ?
    Facciamo che chi toglie diritti (Statuto) per dare solo lavoro è di destra ?
    PS se qualcuno “di sinistra “vuole venire a lavorare gratis per me autorizzo il proprietario del blog a dargli la mia mail.

    da david   - giovedì, 7 gennaio 2016 alle 09:39

  6. Senza voler nulla togliere sia a Majorino che alla Balzani, ma la sinistra milanese si vuole rendere conto che presentare due alternative a Sala è il modo migliore per perdere queste primarie?

    da Massimo   - giovedì, 7 gennaio 2016 alle 10:13

  7. L’ha scritto ieri Serra Michele che cos’è essere di sinistra. Essere di sinistra è cambiare. E non avendo precisato se in meglio o in peggio, a prescindere(come avrebbe detto Totò).Quindi quelli che cambiano partito sono tutti di sinistra…

    da Eparrei   - giovedì, 7 gennaio 2016 alle 10:51

  8. Concordo con Ivo e aggiungo: facciamo che chi sceglie collaboratori con ruoli dirigenziali che non vengono imputati di reati gravi è di sinistra, gli altri,che sono a rischio di scegliere assessori poco presentabili e futuri indagati, sono invece di destra.
    Maria Grazia

    da Maria Grazia Campari   - giovedì, 7 gennaio 2016 alle 13:17

  9. tutto perfetto as usual, ALessandro, salvo che per avere il bollino della certificazione biologica, almeno qualche piccolo controllo te lo fanno…

    da licia granello   - giovedì, 7 gennaio 2016 alle 16:40

  10. Quelli di sinistra hanno due gambe e una testa. Quindi al limite anche un pollo può starnazzare ‘sono di sinistra’ …
    Quelli di destra hanno due gambe, una testa ed in più un coso grosso così (almeno Lui).
    Quindi il popolo bue per natura non può essere di destra ma neanche di sinistra, perchè ha quattro gambe … Se però gli ripetiamo ogni giorno ‘io sono di sinistra’ a poco a poco ci crederà … ma difficlmente camminerà su due gambe …

    da Marco da Zurigo   - giovedì, 7 gennaio 2016 alle 18:47

  11. Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri, nome vero del poesta Trilussa (anagramma del suo cognome) parlando di politica conclude una sua poesia con i seguenti versi:
    (…)
    Famo l’ira de Dio! Ma appena mamma
    ce dice che so’ cotti li spaghetti
    semo tutti d’accordo ner programma.

    Essere di sinistra è un’altra cosa. Non serve dichiararsi. Uno di sinistra lo si nota a distanza, anche se sta zitto. Infatti opera d’istinto col cuore e le sue opere parlano per lui.

    da Vittorio Grondona   - sabato, 9 gennaio 2016 alle 11:18

  12. Grandissimo Trilussa! A buon intenditor poche parole bastano …

    da Marco da Zurigo   - sabato, 9 gennaio 2016 alle 18:14

  13. E insomma NCD blocca anche la depenalizzazione del consumo di cannabis e dobbiamo tenerci un reato (infame e dannoso) come quello di mera clandestità perchè altrimenti chissà cosa pensa la gente.
    Sul reato di tortura, invece, immagino stia provvedendo il parlamento come annunciato.
    Un sorriso (di sinistra).

    da david   - lunedì, 11 gennaio 2016 alle 11:12

  14. Il reato di clandestinità a mio parere deve essere abolito per il bene del Paese e soprattutto per il bene del popolo bue pigro e disinformato dalla cattiva politica. E’ stato convinto infatti che con l’attuale legge si potesse davvero fermare l’immigrazione. Al contrario senza quella stupida legge un clandestino può essere allontanato senza tante storie; con quella legge invece il migrante clandestino acquista il diritto ad essere trattenuto nel nostro Paese, processato e, se ritenuto “colpevole” (?), multato o al limite cacciato in galera. Tutto a nostre spese s’intende e con i danni relativi ai conseguenti rallentamenti della giudizia. Renzi è tornato sui suoi passi rimandandone l’eventuale abolizione a dopo le prossime elezioni amministrative e il referendum di ottobre sulla sua riforma della Costituzione, ahinoi dannosa per la democrazia e strumentale al potere. Referendum che, nonostante sia un diritto costituzionale, il nostro PdC, piovuto dal cielo presidenziale, vorrebbe con i suoi continui paternalismi mediatici trasformare addirittura in un “plebiscito” alla sua gloria personale. Apri l’occhio!…

    da Vittorio Grondona   - lunedì, 11 gennaio 2016 alle 13:18

  15. OT: ma bellissima questa cosa di Renzi sul sindaco di Quarto che secondo lui non si deve dimettere, esattamente lo stesso che ha detto sul sindaco Marino (che ad occhio non aveva più responsabilità del sindaco di Quarto, anzi).

    da david   - martedì, 12 gennaio 2016 alle 17:04

  16. OT uno straordinario Severgnini (a sua insaputa) contro il Jobs Act: http://www.corriere.it/cronache/16_gennaio_13/mia-vita-anche-privata-corriereit-adesso-7bed730a-b9c3-11e5-b643-f344dc24c117.shtml
    Un sorriso ai gufi.

    da david   - mercoledì, 13 gennaio 2016 alle 10:59

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