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ott 22

Dagli al pacifista. Le mie confessioni di ex amico di Saddam e dei talebani

PIOVONOPIETRESe non fosse largamente prevedibile, già visto, già sentito, già millemila volte esplorato, il dibattito sull’essere più o meno pacifisti o più o meno bellicisti, sul fatto che l’unica cosa da dire quando si spara è “smettetela di sparare”, sarebbe certamente utile e fecondo. Temo che non sia così nemmeno questa volta e quindi, come dire, esco con le mani alzate, anche per esperienza personale. Ho abbastanza primavere sul groppone per essermi preso dell’”amico di Saddam” quando dicevo che si stavano massacrando civili a Baghdad con la scusa delle armi di distruzione di massa. Applaudito da moltissimi – dagli stessi che oggi pontificano contro ogni iniziativa pacifista o richiesta di trattativa – Colin Powell agitava all’Onu la sua bustina di finto-antrace, e Tony Blair confessava di aver trovato le prove contro Saddam “su Internet”. Pagliacci. Sia loro che quelli che gli gridavano “bravo-bravo”, gli atlantisti al fulmicotone che stanno ancora in giro e ancora oggi si spellano le mani. Mentre io, piccolo insignificante democratico italiano, venivo etichettato come “Ah, allora stai con Saddam! Vuoi gasare i curdi con le armi chimiche!”, detto da chi ora i curdi aiuta a venderli a Erdogan in cambio di biglietti di ingresso nella Nato.

Insomma, come si vede non ho gran fiducia, non tanto nel dibattito, ma nella sua pulizia, nell’assenza di scorie. Contiene merda e malafede, come tutto ciò che viene dalla guerra, contiene coscienze embedded e cervelli all’ammasso.

E naturalmente non mi sono fatto mancare niente, compreso “sei amico dei talebani”, detto sia vent’anni fa – quando, guarda un po’, ero contrario alla più stupida e sanguinosa guerra mai vista, quella in Afghanistan – e ancora detto e ripetuto l’anno scorso. La grottesca e precipitosa fuga di chi aveva portato morte e distruzione per vent’anni chiamandola “missione umanitaria”, lasciava il popolo afghano nella più nera disperazione, ma se provavi a dire “complimenti, bella figura, gli esportatori di democrazia!”, eccoti di nuovo “amico dei talebani”, incredibile. Il tutto mentre occhiuti commentatori, corsivisti più che abili, guru iperatlantisti in servizio permanente effettivo, applaudivano la “ritirata umanitaria” allo stesso modo in cui avevano applaudito l’”invasione umanitaria” vent’anni prima. Complici e cantori di un massacro spaventoso, ma pronti allo sport sempre ben remunerato del “dagli al pacifista!”. Senza vergogna.

E ora, eccoli, sempre loro – chi più, chi meno, ma insomma – a dire che se chiedi che si smetta di sparare in Ucraina, che si smetta di foraggiare massicciamente un’escalation militare che potrebbe far male e malissimo a tutti, ecco, allora “stai con Putin”. La logica binaria di chi la guerra la ama profondamente. Dimenticando che mentre io, “amico di Saddam”, ai tempi, con Saddam regnante, in Iraq sarei stato di certo in galera, loro no. Avrebbero fatto da coretto al regime, finché vincente. E che coi talebani anche, io che ero “amico dei talebani” non me la sarei passata bene di certo. E che anche con Putin, sotto Putin, nell’impero di Putin, starei tra i dissidenti, mentre loro, questi nemici del “pacifista”, questi che dicono che chiedere la pace è “cedere”, è da “rammolliti”, sarebbero probabilmente a fare quel che fanno qui: i cantori del consenso alla guerra, serviti e riveriti. Quindi capirete – e mi scuso – il dibattito non mi entusiasma: chi insulta i pacifisti oggi sono gli stessi che li insultavano ieri. Non conta quale guerra, conta proprio che gli piace la guerra.

11 commenti »

11 Commenti a “Dagli al pacifista. Le mie confessioni di ex amico di Saddam e dei talebani”

  1. Mi leggi nel pensiero, però tu lo sai dire molto meglio di me e allora condivido tutto e ti ringrazio

    da Aldo   - mercoledì, 12 ottobre 2022 alle 10:07

  2. Possono etichettare filoputiniani fin che vogliono, le marce della pace vanno fatte a prescindere dall’esito positivo o meno, con l’escalation di guerra se ci scappa una bomba nucleare tattica, dopo è probabile un effetto domino che farebbe friggere l’intera umanità.
    Tocca sapersi distinguere tra coloro che non vedono null’altro che guerra fino a quando non ci sarà un vincitore e uno sconfitto, al contrario in primis vanno fatti tutti gli sforzi possibili per un cessate il fuoco,dopo la diplomazia farà il suo corso,cercando di far ragionare le parti in causa.

    Ho letto ieri su Twitter di una presunta causa giudiziaria nei suoi confronti, ormai ci si offende se si organizzano marce della pace nonostante i bombardamenti dei russi in Ucraina, con l’occhio per occhio, dente per dente, ainoi, ho l’impressione che faremo tutti quanti poca strada.

    da Ivo Serentha   - mercoledì, 12 ottobre 2022 alle 14:23

  3. Condivido totalmente.Anch’ io tacciata – a suo tempo- di essere amica dei talebani.Ci abbiamo fatto uno spettacolo come teatro del guerriero.Grazie,oggi,per quello che scrivi

    da Loredana   - mercoledì, 12 ottobre 2022 alle 16:34

  4. Alessandro le tue sono parole condivisibili dalla prima all’ultima. Ce ne fossero in Italia di “filoputinuani” ed “amici di Saddam” come te, mentre invece abbiamo i cultori delle guerre giuste a prescindere. Complimenti, da un amico filo Robecchiano!

    da Mario   - mercoledì, 12 ottobre 2022 alle 18:10

  5. Grazie Alessandro, una bella analisi, quando attaccammo la Serbia, un po’ prima, quando attaccavamo i treni, civili ma serbi, fin da lì mi sentii dire che “allora non capisci, gli interessi dell’occidente sono una cosa giusta” spiegare che la guerra, in quanto guerra è sbagliata, lo era ieri, lo è oggi, con tutti i passaggi che hai fatto. In effetti oggi credo che peggio dei giornalisti di regime di questo paese c’è solo la sua classe politica.

    da MARCO PIERMARIA FERRARI   - mercoledì, 12 ottobre 2022 alle 19:46

  6. Il problema, caro Robecchi, è che mentre ad essere bombardati nel 2003 erano iracheni e afgani oggi con Putin regnante a Mosca finiresti in galera come fai notare. E ad essere bombardati sono gli ucraini. Come lo erano i vietnamiti, e i palestinesi tutt’ora, per non parlare dei curdi e degli yemeniti.

    E mentre io ero “amico di Saddam” come te (e protestavo contro le balle di Blair e Bush a -10 gradi a febbraio 2003; mentre tu probabilmente marciavi al caldo sole pre-primaverile di Roma), mi guardo bene dal sembrare anche solo lontanamente amico di Putin.

    Sarà ma mi sembra di essere tanticchia più coerente. E la ragione qual è? Che io non amo i bulli.

    da Marco Antoniotti   - mercoledì, 12 ottobre 2022 alle 22:23

  7. Pensavo fosse un pezzo sul pacifismo e il cessate il fuoco sopra le teste dei poveri ucraini. Invece mi accorgo che è un pezzo che parla di “Io”. Mi ha fatto venire in mente il ricordo che fece Scanzi di Lidia Menapace appena mancata: lei in coda per un suo firmacopie. Vabbè, la testata sotto la quale scrivete quella è.

    da Carla Manzini   - giovedì, 13 ottobre 2022 alle 04:54

  8. Grazie, non smettiamo mai di essere contro ogni guerra, per il rispetto di ogni vita.
    E anche se ci tocca stare dalla parte del torto perché Loro hanno occupato tutti i posti…beh…i nostri cuori sanno da che parte stanno.

    da Lucia   - giovedì, 13 ottobre 2022 alle 06:53

  9. Vede, Cara Carla, chi legge qui e mi conosce, oppure legge doto quasi quarant’anni di cui dieci di manifesto, dieci di fatto e altre cosucce, sa che io uso raramente la prima persona, e quando la uso lo faccio per dire cose che credo di tutti. La sua critica – mi perdoni – è un po’ stupida, accecata dall’odio per chissachi e chissacosa (la testata è quella che è). Un vero peccato, ma le consiglio una cosa, non passi di qui a leggere, vada altrove. Sicuramente avrà giornalisti migliori e testate migliori da frequentare senza sporcarsi. Di Lidia Mrenapace, grande donna, ho altri ricordi, vedo che lei ne ha uno brutto, peccato anche questo

    da Alessandro   - giovedì, 13 ottobre 2022 alle 07:34

  10. Vede, Marco, le cose sono un po’ più complicate. Lei non vuole la pace oggi, perché preferisce immaginare di vincere la guerra. E’ un’opzione, certo, un’opzione che allunga la guerra, quindi si rassereni, è amico di Putin più di me: volete la stessa cosa, una lunga guerra alla periferia dell’Europa, con morti, feriti, sfollati, danni. Io no, io voglio un cessate il fuoco subito. Credo che come amico, oggi, Putin sceglierebbe lei. Saluti

    da Alessandro   - giovedì, 13 ottobre 2022 alle 07:37

  11. Questa cosa del sistema binario molti non ci arrivano proprio a capirla. per loro è tutto naturale, la guerra, i buoni e i cattivi in essa, i morti sempre quelli di una parte, quelli dei “buoni”, per intenderci. I morti dei “cattivi”, da qualunque paese provengano, di qualunque colore, belli o brutti, giovani, giovanissimi o vecchi, non contano, sono i cattivi, in barba all’amore che nutrono per gli eserciti, per l’amor di patria, per l’onore.
    Forse ai cattivi si dovrebbe impedire di avere eserciti, perché no? Magari! Solo che, allora, diventerebbero superflui anche gli eserciti dei buoni. Cosa ci starebbero a fare in un mondo dove i cattivi non potessero far male. Gli eserciti armati a soccorrere le popolazioni del mondo dopo i disastri climatici? No, non ci starebbero. Hai ragione tu, chi critica i pacifisti lo fa per un unico motivo – gli piace la guerra!

    da Tiziana   - giovedì, 13 ottobre 2022 alle 12:48

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