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nov 17

Silvio con l’anzianometro fa promesse già esaudite (e pure anticostituzionali)

Fatto221117Per mia leggerezza, colpa e distrazione (mi scuso) ho vissuto fino alla mia veneranda età senza essere a conoscenza dell’esistenza della Federanziani, mi scuso e corro a iscrivermi. Se ora so che esiste, è perché Silvio Berlusconi ha inviato un videomessaggio (“cari coetanei…”) a un qualche convegno della Federanziani per dire che lui farà molto per gli anziani. Ha detto anche che lui finanzia studi e ricerche perché si possa vivere fino a 125 anni, che è possibile, di non buttarsi giù e di non fare quella faccia, la vita comincia a novant’anni. Comprensibile la gioia alla Federanziani, perché se fosse vero, alla lunga, potrebbe avere più iscritti del partito comunista cinese.

Tra le promesse di Silvio che fanno esplodere l’anzianometro c’è quella della pensione minima a mille euro e l’annuncio che verrà istituito – lui regnante di nuovo – un ministero della terza età, anche se non ne spiega bene le mansioni. E’ lui, è lui, lo riconosciamo tutti. E’ il vecchio, caro Silvio, l’animatore di Villa Arzilla, quello che prometteva le dentiere gratis. Insomma, rieccolo, stupore e meraviglia. Come in quel libro di Stephen King dove uno attraversa un muro e si ritrova nel 1963, ecco, solo che qui lo fanno sessanta milioni di italiani, e senza nemmeno cercare il passaggio segreto si ritrovano all’inizio degli anni 2000, con i teatrini già visti e deplorati per decenni.

Ma insomma, del miracolo del Silvio risorto si è già detto in abbondanza: a furia di flebo come i patti del Nazareno, leggi elettorali fatte apposta per farlo uscire dal sarcofago e altre strizzatine d’occhio, ora è qui e dovremo ascoltarlo. E infatti già girano le sue rutilanti proposte, tra le quali brilla quella sulla flat-tax, cioè un’aliquota uguale per tutti, ricchi e poveri. Si favoleggia, a fine legislatura silviesca, quindi intorno al 2023, un’Irpef al 20 per cento, ripetendo la favoletta antica che se le tasse fossero basse tutti le pagherebbero. Ritornello antico che vuole dire soprattutto una cosa e lancia un messaggio preciso: sì, io le tasse al 20 per cento le pagherei, ma così…

Sfugge naturalmente a Silvio l’esistenza di un dettaglio come la Costituzione Italiana che dice (art. 53) che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Certo, si sa che la Carta non è il suo primo pensiero, ma uscire dal sepolcro e come prima cosa fare una proposta anticostituzionale contiene comunque una certa dose di paradosso. Ci sarebbe poi il dettaglio accessorio dell’allargamento della no tax area fino a 12.000 euro. In soldoni, insomma, il messaggio di Silvio è sempre quello: più soldi per tutti ma pagando meno tasse, poche e uguali per tutti, che è esattamente il contrario dell’eguaglianza. A molti è sfuggito un dettaglio raccapricciante, e cioè che nella sua ansia detax, nella trance agonistica del ritorno in pista, Berlusconi – oggi abbellito da inserti in mogano e con il toupé stile prato all’inglese – abbia proposto anche l’abolizione di tasse già abolite totalmente o parzialmente, come quella sulla casa o la tassa di successione. Insomma il programma di Silvio revenant è già ora, alle prime schermaglie della campagna elettorale, un monumento glorioso al conflitto di interessi: meno tasse per i ricchi in generale (e lui è ricco assai), niente tasse per i ricchi che lasciano grosse eredità (categoria in cui rientra in pieno). Insomma, mentre altri aspiranti omini forti cercano pietosamente di riaffermarsi dicendo “sono cambiato”, la forza di Silvio è di non essere cambiato per niente, e questo dà da pensare. Dopotutto, il ritorno in auge di roba simile spiega bene l’assoluto fallimento di chi doveva consegnarlo per sempre al passato e ha finito per dirgli “alzati e cammina”.

7 commenti »

7 Commenti a “Silvio con l’anzianometro fa promesse già esaudite (e pure anticostituzionali)”

  1. Ha omesso,forse per buon gusto,che sconfiggerà il cancro,ma c’è tempo fino a primavera…

    Che dire,ogni popolo ha i governi che si merita,un detto che non fa una piega!

    da Ivo Serentha   - mercoledì, 22 novembre 2017 alle 10:19

  2. Questo mantra del popolo che avrebbe il governo che si merita non mi trova d’accordo. Se il popolo avesse accesso ad una informazione corretta e rispettosa di tutti i punti di vista potrebbe pure darsi. Mentre abbiamo un sistema dei media in cui uno può mentire, corrompere,evadere le tasse,comprarsi i giudici ed essere trattato quale stinco di santo che abbia nuovi verbi da proporre(sempre le solite cazzate in realtà)….

    da Eparrei   - mercoledì, 22 novembre 2017 alle 17:05

  3. @ Eparrei

    Non v’è dubbio che esista ed è esistita una informazione falsa e tendenziosa,ma evidentemente lei non conosce o fa finta d’ignorare che una buona parte di compatrioti sceglie molto bene chi votare dentro la famosa cabina.

    Non faccia passare gli italiani così sprovveduti da pendere dalle labbra di note trasmissioni,la storia che abbiamo vissuto da Andreotti,Craxi e caimani assortiti,e tutta farina del proprio sacco,a maggioranza naturalmente.

    da Ivo Serentha   - mercoledì, 22 novembre 2017 alle 20:14

  4. @Ivo
    Capire che gli italiani sono legati al propio negletto interesse,che nn si sviluppa soltato al sud,è realizzabile sia sul referendum farlocco di Lombardia e Veneto(che ora con Sappada friulana si riscopre unitaria…),ma sopratutto su quello costituzionale del 04/12/2016,in cui sono andati a votare il 65% degli elettori italiani per decretare che i soldi devono essere aggratis per le “fascie debbboli”…ma nn per le fascie deboli…
    Appurato che nn si sappia chi detiene sti 4000 miliardi euro di risparmio LIQUIDO,a cui si accumula un patrimonio immobiliare stimato nella quantità di 9000 miliardi euro.
    Siamo davanti ad un fenomeno reazionario a cui nessuno nel panorama politico può dar seguito.
    L’immigrazione è un tema “forte” ma senza struttura reale.
    I posti di lavoro che nel lungo termine danno agiatezza finanziaria sono in larghissima parte aperti.
    Sottolineo “sul lungo periodo”,significa un decennio e nn due mesi!!!

    da Orlo   - giovedì, 23 novembre 2017 alle 14:03

  5. @Ivo
    Si potrebbe aprire una patafisica tavola legandola al reddito di cittadinanza che potrebbe,come inizio,avere una copertura per i suoi 11 miliardi euro anno…ma dal secondo anno,visto che anch’io potrei nn volere assere associato a un pirla e pigliare sto reddito del coglione,accodarmi al reflusso fognario.
    Bisogna anche pensare a codeste eventualità…o no?

    da Orlo   - giovedì, 23 novembre 2017 alle 14:31

  6. @ Orlo

    Sono andato il 4 dicembre 2016 per dire no a Renzi e compagnia bella,perchè quella riforma scavalcava la Costituzione e avrebbe regalato un potere enorme a chi vinceva le elezioni da quel momento.

    Reddito di cittadinanza:Se ci fosse lavoro potrebbe essere un momentaneo e ottimo scudo sociale,ho idea che rimarrebbe cronico per la stragrande maggioranza dei casi,chissà se le risorse potrebbero durare all’infinito…

    Altro che decennio,chi parlava di milioni di posti di lavoro,ora s’appellerà ancora alle dentiere e coccola chi possiede un animale,siamo al di là del patetico,il lavoro ci ha salutato da quindici anni a questa parte e sappiamo dov’è andato a finire,e quello non tornerà più,anzi con la robotica e l’automatismo ce ne sarà sempre meno.

    Il negletto interesse,come lo potremmo definire? Libertà di corruzione? Libertà di evadere le tasse,tanto ci sono gli indulti finanziari e non si rischia nulla,in un paese ad alto tasso di evasione,poichè la pressione fiscale vale solo per alcuni? E dulcis in fundo,avere qualche “santo in paradiso” e entrare in qualche posticino al caldo,soprattutto blindato per l’intera vita lavorativa?

    Sono tutti motivi per cui chi ha governato sino ad ora,ha lasciato fondamentalmente le cose come stanno?

    da Ivo Serenthà   - giovedì, 23 novembre 2017 alle 21:34

  7. @Ivo
    Che tu sei l’avanguardia del declino con il tuo votare NO esplicitato a pieni polmoni,in un paese conservatore dove anche l’anarchico viene pilotato come in una xbox,è la grossa problematica del nostro Paese.
    Tu nn credi di potere essere all’altezza e credi che coloro che sfidano siano dei venduti.
    Nn rifugiarti dietro ai frasari della cgil che esulano da qualsiasi fatto reale,o alla parafrasi dell’invidia sociale,perché ci sono posti di lavoro che nell’arco di 10 anni portano il lavoratore a quota delle 3000 € nette al mese e che rimangono ampiamente scoperte…e il “negro salviniano” nn c’entra una fava.
    Manca la voglia e ci si accontenta del Grilllo che urla il reddito di cittadinanza,che può interessare soltanto una massa di coglioni senza coglioni.

    da Orlo   - venerdì, 24 novembre 2017 alle 13:34

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