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dom
15
mag 16

Di rabbia e di vento, la recensione di TuttoLibri de La Stampa

Qui sotto, la bella recensione  do Sergio Pent su TuttoLibri de La Stampa

TUTTOLIBRI140516

mer
11
mag 16

Quelli del No sono gobbi e pedofili

20160511primailfattoquotidianoCerti di fare cosa grata ai cittadini, elenchiamo i principali appuntamenti dei comitati per il Sì al referendum di ottobre. Un primo calendario di eventi è stato rinvenuto nei caveau di Banca Etruria, l’unica porcheria che non sono riusciti a vendere. Il programma potrà subire piccole variazioni.

7 giugno. Apertura della campagna referendaria col botto. Due “Bonzi per il Sì” si danno fuoco davanti al Nazareno. Si cercano altri bonzi (pagamento in buoni benzina).

29 giugno. Convegno: “Le ragioni del Sì e perché quelli del No hanno la gobba e sono tutti pedofili”. Intervengono due costituzionalisti di una quinta elementare di Arezzo. Modera Maria Elena Boschi vestita da crocerossina.

3 luglio. Nonostante gli sgravi contributivi, non si trovano altri bonzi per il Sì. L’Ira di Renzi.

9 luglio. L’Unità pubblica in prima pagina un documento dell’Isis vergato dal califfo al Baghdadi. Il comunicato si chiude con: “per Allah e per la jihad, vota No”. Polemiche sul documento originale, che Rondolino ha macchiato di caffè mentre lo scriveva. Corsivo a firma di Maria Elena Boschi vestita da peshmerga: “Chi vota no è come l’Isis”

2 agosto. Cerimonia per le vittime della strage della stazione di Bologna. Duro editoriale in prima pagina su l’Unità: “Saranno stati quelli del no? Chiarezza subito”

9 agosto. Clamoroso a Padova: piange una statua della Madonna. Un’impiegata di Abano Terme ha assistito al miracolo e affermato che la statua ha detto: “Votate sì” e chiesto un caffè. Grazie allo Sblocca Italia nascerà il Santuario della Madonna del Sì, che verrà inaugurato da Maria Elena Boschi vestita da Giovanna d’Arco.

15 agosto. Il comitato “Bagnini per il Sì” annuncia che d’ora in poi non salverà più bagnanti intenzionati a votare no. Polemiche, perché si tratta di un provvedimento di difficile attuazione. Negli stabilimenti balneari compare la scritta: “Prima di immergersi, comunicare al bagnino le intenzioni di voto”.

27 agosto. Grande “Biciclettata per il Sì” con arrivo festante a Rignano sull’Arno. La manifestazione era inizialmente prevista per il 22 agosto, ma a palazzo Chigi non trovavano un elicottero che potesse trasportare una bicicletta.

2 settembre. Titolo a nove colonne su l’Unità “E’ provato: Al Capone, Dillinger, Bokassa e il boia di Treblinka voterebbero No”. Gaffe di Luca Lotti: “Ma Bokassa non era dei nostri? Mi pare di averlo messo in qualche commissione”. Poi smentisce, è stato frainteso.

14 settembre. Alla fiera dell’editoria per bambini grande successo per la riedizione illustrata di Cappucetto Rosso. Il lupo, un anziano costituzionalista, viene scuoiato con una lametta per le unghie dalla nonna, straordinariamente giovane e bionda, e gettato in un fosso. Un mese dopo, grazie a una variante del piano regolatore, la casetta nel bosco diventa un centro commerciale di sei milioni di metri quadrati.

26 settembre. Scoop de l’Unità. Titolo: “La saggezza degli antichi popoli ci guida verso il futuro con Matteo Renzi”. Grande foto di un’iscrizione “Vota sì” ritrovata in una tomba etrusca insieme a armi da taglio e vecchie monete. Gli archeologi si dividono, Le vecchie monete le tiene Verdini.

2 Ottobre. Il ministro Maria Elena Boschi vestita da cane lupo visita l’Istituto dei ciechi e grazie alle sue carezze tre giovani ospiti riacquistano la vista e dichiarano che voteranno Sì. Il governo annuncia un bonus di 5.000 euro per i ciechi che ritrovano la vista e vanno a votare Sì. Polemiche.

13 ottobre. Durissimo intervento di Giorgio Napolitano che accusa i costituzionalisti schierati per i No di essere anziani.

14 ottobre. In omaggio ai lettori dell’Unità un file audio originale di Gramsci che dice di votare Sì. A chi nota che negli anni Trenta non esistevano i file .mp3, il direttore spiega che si tratta di Storiografia 2.0.

dom
8
mag 16

Bum! Chi ha ucciso l’editore? Il raccontino per La Lettura con Monterossi al Salone del libro

Due o tre cosette a voi che passate ogni tanto di qua. Il libretto con quel fesso del Monterossi, la signorina Anna, povera, il Ghezzi e tutta la compagnia, pare stia facendo la sua porca figura (a proposito, grazie a chi ha detto, o ha scritto, o anche solo letto).

Di Di rabbia e di vento parleremo al Salone del libro, sabato 14 alle 20 (sala Azzurra). con Antonio Mazini, lui col suo Rocco Scvhiavone, io con mio Carlo Monterossi. In mezzo (onoratissimo!) c’è Lella Costa.
Per chi fosse interesssato, altra presentazione nel pomeriggio, alle 16.30 al Campus San Paolo. A breve avrò delle date che vi comunicherò in qualche modo.

Intanto, La Lettura del Corriere della Sera mi ha chiesto un raccontino (ino-ino), tipo immaginarsi il Monterossi al Salone del libro. Io ho detto sì e quello, il Monterossi, si è rimesso nei guai… Il raccontiono è qui sotto. Cliccare per leggere.

LaLettura080516RACCONTOok

sab
7
mag 16

Il magico mondo di Salvini, viaggio in tuta anti-cazzate

Fatto070516Si sa che in rete c’è tutto, per divertirsi, dai giochetti elettronici ai video divertenti, dai gattini al porno. Quindi, che da qualche giorno ci sia anche il magico mondo di Matteo Salvini non dovrebbe impressionare, almeno finché non ci andate (e voi andateci! ilpopulista.it). Poi, effettuata la visita guidata, sezione per sezione, titolo per titolo sarete molto stupiti del fatto che c’è gente che va al circo, pagando il biglietto, invece di passare un’oretta lì dentro, gratis.

Si sa che Salvini gioca volentieri coi social, dai quali abbaia la sua visione del mondo in modo a volte esilarante. Ma qui … ok, allacciate le cinture, si parte.

Dopo il titolo – il Populista – che forse vorrebbe suonare provocatorio (uff, dopo Renzi e Grillo, un altro populista? cheppalle!), si nota uno spirito rebelde che il sottotitolo dichiara subito: “audace, istintivo, fuori controllo”. Ecco, fuori controllo un po’ sì, perché le sezioni del sito visibili al volo sulla home si chiamano “l’incazzato” (salvinismo standard sul modello immigrato-stupra-suora); “il buonista” (salvinismo standard ma alla rovescia sul modello il-vescovo-aiuta-l’invasione); “il samurai” (sezione un po’ confusa, con l’editoriale del primo che passa per strada e bercia qualcosa, ma anche i successi commerciali dell’occhialeria lombarda), e altro. E siamo solo all’inizio, perché, addentrandovi nell’esplorazione (consiglio di indossare una tuta anti-cazzate, lo dico per voi) troverete le sezioni “gggiovani!” (sic), e persino un menu “sex and trash”, un po’ deludente (niente di hot), ma con buone intuizioni, tipo: “Penetrazione letale, quando il sesso ti toglie il respiro”. E vabbé.

Ma coraggio, amici, siamo solo all’inizio. Confezionato con un elegante fraseggio da spogliatoio maschile (mancano le osterie, ma si può rimediare), il magico mondo di Matteo è un enorme rotocalco popolare. Se Renzi gioca con gli hashtag (populismo di disintermediazione di target alto), qui si sta dalle parti della rivista da parrucchiere. Una narrazione che si può riassumere così: “Dove andremo a finire, signora mia”, e giù l’immigrato che ruba da mangiare, il papa che è troppo di sinistra, lo straniero che si fa le pippe davanti ai bambini e persino il revisionismo storico-penale, del tipo “E se Olindo e Rosa fossero innocenti?”. Eh? Ci avevate mai pensato?

Insomma, un mix abbastanza prevedibile tra la filosofia della fila alle poste di Varese, la xenofobia per condire la bresaola e la ricetta dei biscotti “cioccolatosi” (sezione “bello e buono”). Ottime le pagine della “cultura” (giuro) con i lombardi famosi, tipo quello che vive da solo da ventun anni in una casa su un prato. Braveheart gli fa una pippa (mi adeguo).

Ma, direte, voi: e la politica? Dipende.

La politica sta ovunque, in ogni riga, nella spassosissima, a tratti commovente, pratica di dividere tutto tra noi (che non ne possiamo più, paghiamo le tasse, vogliamo il putinismo in terra, viva Trump) e gli altri (neri, rom, vescovi, zecche di sinistra, centri sociali, Pd, Grillo, Silvio buonanima, prostitute che sfuggono al fisco eccetera, eccetera). Ma poi c’è anche una vera sezione “politica”, dove il magico mondo di Salvini è fatto di Le Pen, Meloni, proclami, annunci, intemerate e gogna per i nemici. La solita solfa.

Meglio la sezione “opinioni”, dove per ora campeggiano l’esperta di animali, l’ufologo che collabora anche con Notiziario Ufo (me’ cojons, ndr), e una tizia che parla di “forme e riforme”, mischiando la Costituzione agli arditi tubini della Boschi, con una capacità di elaborazione politica che il mio gatto supera di parecchie spanne.

In sostanza, se questo sito popolare e populista è lo specchio del salvinismo, non andiamo niente bene. Non c’è il garrulo burbanzoso filo-nazismo che si trova nei commenti ai suoi post su Facebook, non c’è il sangue, non c’è la forca, non c’è niente di veramente (cito) “audace, istintivo, fuori controllo”. No, nessuna sorpresa. Uff, è solo Salvini. E quindi, in soldoni, niente di che.