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mer
7
giu 17

Venghino signori! Comincia lo show del compagno Renzi

fatto070617La parrucca canuta e la barba finta sono già state consegnate a Ringnano sull’Arno, pronte per l’uso. Nel caso clamoroso che Jeremy Corbyn riesca nell’impresa di vincere le elezioni inglesi, Matteo Renzi è pronto a trasformarsi nel Corbyn italiano, dopo essere stato il Valls italiano, l’Obama italiano, il Marcon italiano e altro ancora. Già si affacciano timidamente su twitter i primi segnali della nuova trasformazione, per ora soltanto sottoforma di esternazioni “simpatiche” di portavoce ed esperti di comunicazione (!). Non che stupisca la coerenza ad assetto variabile: sono passati solo due anni (elezioni inglesi del 2015) da quando gli stessi strateghi renzisti spiegavano la sconfitta del timidissimo e conservatorissimo candidato Labour Miliband con un esilarante: “ha perso perché troppo di sinistra”. Ora che Corbyn (che è di sinistra davvero) rischia di vincere, o comunque di prendere più voti del suo predecessore, ecco in rampa di lancio il nuovo travestimento. Il vocabolario politico andrebbe aggiornato: più che trasformismo, qui si tratta di applicare la dottrina Fregoli: più cambi d’abito in pochi minuti.

Dai vapori delle strategie elettorali che scaldano i motori comincia a distinguersi un vecchio, caro ritornello, una cosa che si è conficcata nelle orecchie degli italiani come quelle canzoncine pop che ci allietano l’estate e che fischiettiamo anche se ci sembra di non averle mai ascoltate davvero. Insomma, ecco che s’avanza la solita tiritera del “voto utile”, dove “utile” si può tradurre che bisogna darlo al Pd.

Più la pattuglia alla sinistra di Renzi (non che sia difficile stare alla sinistra di Renzi, eh!) si avvicinerà minacciosa alla soglia del 5 per cento, più i toni si faranno suadenti, disponibili, accomodanti. In pratica, se il Pd renzizzato si renderà conto che può avere un’emorragia di voti a sinistra, più il blogger di Rignano dovrà organizzare uno dei suoi travestimenti più arditi: fingersi di sinistra pure lui, addirittura lui. Non so se TiketOne vende già i biglietti, ma ne voglio un paio di prima fila, perché lo spettacolo sarà imperdibile.

Fin’ora la strategia semantica della cordata che ha conquistato il Pd è stata abbastanza semplice: vendere come “di sinistra” provvedimenti ultraliberisti e cancellazione di diritti. Un gioco di prestigio che ha funzionato soltanto per qualche mese e poi si è sciolto come un gelato nell’altoforno: prima qualche elettore, poi molti, poi un paio di milioni, si sono accorti che scrivere la legge sul lavoro insieme a Confindustria e andare in giro a dire che si tratta di una legge di sinistra era una discreta presa per il culo. Che abbracciare il “modello Marchionne” non era proprio una cosa geniale. Che farsi periodicamente salvare da Verdini non era esattamente nel dettato teorico gramsciano. Che cancellare la tassa sulla prima casa anche ai cumenda con villa di diversi ettari non era precisamente una lotta alle diseguaglianze.

Ora si apre un periodo, assai divertente, di bastone e carota. La linea è già tracciata: da un lato screditare l’avversario (definire “sinistra radicale” una formazione che ha come riferimento Pisapia è semplicemente ridicolo), dall’altra gettare brioches al popolo, fingersi dialoganti, archiviare il vecchio arrogantissimo (e scemo) “ciaone” per sfoderare un grottesco “compagni, parliamone”. Insomma, quello che da anni si allea con Berlusconi, che concorda con lui fallimentari riforme, che inventa con lui leggi elettorali incostituzionali, verrà a spiegarci che è colpa della sinistra se alla fine farà un governo con Berlusconi. Per cui consiglio di preparare i fazzoletti: il “Renzi-torna-di-sinistra-show” sarà uno spettacolo circense di grande presa, più dell’uomo cannone, più della donna barbuta, più delle magliette gialle al terremoto. Venghino, venghino, portate i pop-corn.

lun
5
giu 17

Viaggiare in giallo, la pagella di Antonio D’Orrico (tutti promossi!)

Qui c’è la recensione dell’antologia Viaggiare in Giallo di Antonio D’Orrico su La Lettura del Corriere della Sera

la Lettura040617

mer
31
mag 17

L a pazza estate: vedremo Orfini scrivere “Vota Matteo” sulle vongole

Fatto310517Ho il timore che si studieranno per anni, specie nelle facoltà di psichiatria e nei centri per il disagio comportamentale, gli effetti di una campagna elettorale estiva sul popolo italiano. Il tasso di litigiosità, già altissimo, supererà le soglie di allarme rosso, il caldo ecciterà gli animi, basterà occhieggiare in spiaggia il vicino d’ombrellone con le infradito “Vota Alfano” per fomentare terribili faide sul bagnasciuga. I primi stambecchi con scritto “Vota Silvio” avvistati dai turisti sulle Dolomiti creeranno scandalo e indignazione, ma anche molta invidia tra gli avversari, che tenteranno di scrivere “Vota Matteo” sulle vongole, un lavoraccio di cui sarà incaricato Orfini.

Nelle redazioni dei talk show è il panico. Gente che è arrivata alla fine di maggio sui gomiti, trascinandosi con la lingua fuori per le cazzate sentite e trasmesse in inverno e primavera, si vedrà annullare ferie e permessi: tutti in onda a ferragosto! Per portare il pubblico plaudente negli studi televisivi si rastrelleranno gli anziani nel centri commerciali. Prime stime delle falangi della propaganda: i Cinque Stelle quasi padroni assoluti in campeggi e spiagge libere, fastidiosi come testimoni di Geova, pronti all’evangelizzazione delle coste. I renzisti in fila nelle città d’arte, o appostati ai caselli autostradali intasati, intenti a spiegare ai viaggiatori che se avesse vinto il Sì la coda non ci sarebbe. I berlusconiani, anzianissimi, in decorose pensioncine, destinati ad incontrarsi con pensionati del Pd sulla battigia, agevolando il colpo di sole che li convincerà di essere in fondo fratelli, e benedire le larghe intesa già conclamate.

La promessa elettorale cambierà la sua natura, i programmi scoloreranno come il giornale lasciato sul parabrezza sotto il sole, a quaranta gradi. Cambiano le priorità, insomma. Va bene il welfare e le pensioni, ok, buoni argomenti. Ma a un certo punto, in macchina a sessanta gradi all’ombra, con i bambini che frignano e la spia dell’acqua accesa, sarete disposti a votare chiunque vi trovi un posto auto vicino al mare a Gallipoli.

Ci saranno innumerevoli problemi di linea politica. La svolta animalista di Berlusconi si applicherà anche al fritto di pesce o resterà circoscritta gli agnellini per farsi la foto a Pasqua? Michela Brambilla perorerà la causa dei pescespada? E Matteo da cosa si travestirà questa volta? Nel caso in Gran Bretagna dovesse vincere Corbyn (i sondaggi sono sorprendenti) si presenterà come il Corbyn italiano? O continuerà a recitare la parte del Macron italiano? O girerà per gli stabilimenti balneari presentandosi semplicemente come il Renzi italiano? (in questo caso mi porterei la scorta). Dramma per i leghisti. Sceglieranno le spartachiadi di polenta nei rifugi alpini dove credono di giocare in casa, o si spingeranno al Sud in omaggio alla linea salviniana di farsi prendere a pomodori sotto la linea gotica per poi fare le vittime?

E la sinistra, riuscirà a mettere d’accordo le sue millemila formazioni per superare l’assicella del cinque per cento adottata proprio per farla fuori, insieme ad Angelino buonanima?

Il combinato disposto campagna elettorale/sagre paesane aggiungerà delirio a delirio. Sarà un tripudio dada-ideologico tra festivalini improvvisati, feste della birra riformista, miss maglietta gialla bagnata, microconvegni in bermuda e crema solare su “i destini dell’Europa”, seminari sulla decrescita felice, arruolamenti in massa di venditori di cocco fresco, gazebo torridi, comizi negli autogrill. Sarà un inferno e al tempo stesso una spettacolare sagra della demenza, l’allegria dei naufragi, la fiera degli endorsement strappati all’intellettuale, all’attore, al cantante, allo scrittore mentre affettano il cocomero, in ciabatte e occhiali scuri, destituiti di ogni autorevolezza nell’assurda estate del nostro scontento.

mer
24
mag 17

Il mio detective per caso (talvolta) ha torto marcio

Tutto Libri de La Stampa mi ha chiesto un “Diario di scrittura”. Qui si spiega com’è nato Carlo Monterossi e tutto quello che, più o meno, gli gira intorno…

TuttoLibri200517