"Se fino a ieri dicevi <ensemble vocale, ragazzi che cantano in coro e che sono orgogliosamente gay e felici di esserlo> tutti pensavano ai Village People, oggi invece, dopo le intercettazioni di Angelo Balducci pubblicarte dai maggiori quotidiani italiani, tutti pensano al coro di San Pietro, e queso è un danno oggettivo per i miei clienti…". Così l’avvocato dei Village People ha spiegato la causa per plagio intentata al Vaticano, dopo le piccanti intercettazioni dell’ex capo del consiglio dei lavori pubblici. Dalle telefonate (pubblicate con evidenza oggi da la Repubblica) emerge che un certo Chinedu Thomas Ehiem, nigeriano, corista della cappella Sistina, procurava certi pezzi di ragazzi elencando misure e tutto. E questo soltanto in cambio di favori, soldi e qualche permesso di soggiorno, nemmeno un disco d’oro o una posizione nelle classifiche di Billboard! Il cliente in attesa del ragazzotto si informava premuroso: "Lui poi a che ora deve ritornare in Seminario?". Ora si ventila di una nuova denuncia per sfruttamento della prostituzione maschile, mentre i Village People, al massimo, hanno quaIche divieto di sosta pendente in California. Interpellati da Variety, Village People non ci stanno: "Questa è concorrenza sleale! Noi siamo famosi dagli anni Settanta e non possiamo tollerare la concorrenza di un gruppo che opera nell’ambito del canto da almeno duemila anni". E’ presto per dire se ci sarà una ricomposizione pacifica della questione, ma la comunità gay mondiale, che spalleggia il gruppo americano contro il gruppo vaticano, sta tentando una difficile mediazione: tutto potrà finire con grandi abbracci se il coro della cappella Sistina parteciperò gratuitamente al prossimo Gay Pride. "Può venire anche il capo, senza problemi - fanno sapere dall’Arci gay - saremo in tanti con la gonna!".
Nella foto, i Village People, molto irritati per la concorrenza sleale del Vaticano.
Sarà presentato a Roma in settimana il rapporto Ifel 2009 (Istituto per la finanza e l’economia locale, fondazione Anci). Ci dice cose che sappiamo per esperienza diretta, cioè che mentre aspettiamo come allocchi sul ramo le fumisterie del federalismo fiscale, i comuni aumentano le tariffe. Francamente, bastava telefonare a qualunque cittadino che apre il rubinetto o prende il tram. Comunque, ecco: in cinque anni (2004-2009) la spesa dei cittadini per i rifiuti solidi urbani è aumentata del 29,1 per cento, la spesa dell’acqua potabile del 26,4, la spesa per gli asili nido del 12,3 e la spesa per i trasporti urbani dell’11,4, il tutto in presenza di un’inflazione minima o vicina allo zero. Il Sole 24 ore anticipa i dati, non senza qualche tono scandalizzato, soprattutto perché all’impennata dei prezzi non corrisponde un miglioramento dei servizi (sai che novità!). Come spesso avviene, però, guardare le figure spiega più che leggere i numeri. E le tabelle del Sole colpiscono a occhio. Tutti gli aumenti, che già sembravano montagne russe, registrano un’impennata decisissima dopo la prima metà del 2008. E’ lì che i prezzi si impennano come una moto da cross guidata da un matto. Più che il lettore è il “guardatore” che si chiede: oddio, ma che è successo lì? La pagina del Sole non lo dice, il preoccupato fondo di Franco Locatelli non lo dice, l’intervista a un corrucciato Alemanno non lo dice. Insomma, all’analisi, precisa e puntuale (grazie) manca soltanto una parolina di tre lettere che pare impronunciabile, forse per ancestrale tabù: Ici. Chissà, forse si voleva lasciare libera la fantasia del lettore, oppure affidarsi alle sue doti intuitive, o forse si prepara una speciale edizione di parole incrociate, il Sole 24 ore Enigmistico, dove comparirà finalmente lo schemino con la definizione: due orizzontale, era meglio non abolirla, tra lettere.
Wow! Era una vita che speravamo di fare come la settimana enigmistica, e ora, grazie al Corriere della Sera, possiamo! Una piccola differenza caratterizza le due pagine, che sono identiche, dello stesso giorno. Osservate attentamente queste due prime pagine del Corriere di oggi. A sinistra, la prima edizione, con un fondo di Ernesto Galli della Loggia molto critico nei confronti del Pdl, del governo e della destra italiana in generale. Questo già era preoccupante: cos’è successo a Galli della Loggia, è impazzito? Come mai uno come lui, sempre teso (direbbe Verdone) a celebrare il potere a forma di Silvio con il suo ben noto cerchiobottismo si fa saltare il tappo così? A destra, la pagina del Corriere che tutti avete potruto leggere questa mattina, con un fondo si Sergio Rizzo molto (molto) più morbido e pensoso. Oibò, una sola piccola differenza: l’editoriale! Come mai l’editoriale di Galli della Loggia lo possono leggere solo in Micronesia e alle isole Tonga e a noi italiani ce ne danno un altro? E cosa diceva l’editoriale cacciato nottetempo dalla prima pagina del Corriere? Per leggerlo tutto cliccate qui. Il riassuntino, comunque, ve lo regalo io: Titolo: “Il fantasma di un partito”. Incipit: “La plastica si sta squagliando? Coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito vero, qualcosa di piú di una lista elettorale, è stato costretto a ricredersi”. Perbacco. Galli, si sente bene? E ancora: "Mischiati alla rinfusa, spesso nel Mezzogiorno, gente dai dubbi precedenti, ragazze troppo avvenenti, figli e nipoti, genti di ogni risma, ma di nessuna capacitá”. E che diamine, ma che è, Lotta Comunista? E poi ancora: "Perché mai la destra italiana durante la bellezza di quindici anni, e pur in condizioni così favorevoli, non è riuscita che a mettere insieme la confusa accozzaglia che vediamo?". Ora, se si tratta di droghe leggere che Galli della Loggia avrebbe assunto, gli consigliamo di smettere subito e qualcuno gli impedirà di andare al festival di Sanremo. Se invece si tratta di una censura (un editoriale del primo gironale italiano tolto dalla pagina nottetempo fa una certa impressione…) siamo totalmente solidali con lui. Sappia, Galli della Loggia che questo piccolo sito è a sua disposizione e non lo censurerà mai. Resta il fatto che qualcuno ha sciolto dell’acido negli acquedotti: ci tocca difendere Bruno Vespa che non va in onda e Galli della Loggia cacciato dalla prima del Corriere. Gente, ma dove andremo a finire?
Ecco le due pagine del Corriere di oggi, trovate una piccola differenza!
ULTIM’ORA - Ecco il testo battuto dalle agenzie intorno alle 15 «Per un errore tecnico, la testata on line del ‘Corriere della Sera ‘ ha riportato oggi, per alcune ore, un articolo di Ernesto Galli della Loggia che la direzione aveva deciso, ieri a tarda sera, di rinviare di un giorno per lasciare spazio a un editoriale di Sergio Rizzo sul disegno di legge anticorruzione appena approvato dal governo”. E’ il direttore del quotidiano, Ferruccio De Bortoli, a spiegare così la discrepanza tra alcune rassegne stampa e l’edizione andata in edicola. ”Sempre per lo stesso errore tecnico – prosegue De Bortoli – e’ stata inviata a Sky per la rassegna stampa una bozza provvisoria della prima pagina, poi cambiata, che non è mai stata data alle stampe. L’articolo di Galli della Loggia verrà pubblicato nelle edizioni di domani, come già programmato d’intesa con l’autore». Bene, hurrà! Per la prima volta siamo in grando di avere in mano un giorno prima l’editoriale del Corriere della Sera. Però… però… Siamo sicuri che sia solo una questione di elettronica e di rassegne stampa? A Parigi Galli della Loggia è uscito nelle edicole, mica dai computer, la scansione che vedete qui sopra (grazie a Marco Damilano e Alessandro Gilioli) viene dalla carta… Distratti al Corrierone, eh!
Grande allarme a Roma per il crollo della lista PdL alla regione Lazio. Dai sismologi arrivano notizie confortanti, ma molti cittadini ed elettori del centrodestra hanno preferito comunque passare la notte all’addiaccio e dormire in macchina per timore di nuovi crolli nel partito. Il capo della protezione civile si è recato sul posto subito dopo il crollo: “Ho fatto in fretta perché il Salaria Sport Village è qui a due passi”, ha detto Guido Bertolaso. Per i tecnici le priorità dell’intervento sono chiare, ma non mancano i rischi e non si sa quando gli elettori di destra potranno tornare nel loro partito. Dice un ingegnere della protezione civile: “Per prima cosa bisogna mettere in sicurezza la Polverini. La stiamo transennando e stabilizzando con le impalcature, ma i lavori sono difficoltosi perché quelli che di solito vincono questi appalti sono tutti in galera”. Il governo, per bocca del premier, si è detto deciso ad agire senza indugi, per non ripetere le lungaggini del passato: “Noi siamo il partito del fare – ha dichiarato Silvio Berlusconi – ed è già pronto il progetto per ricostruire Renata Polverini su un terreno abbandonato a Frosinone, avrà tutti gli elettrodomestici, e lo champagne in frigo, anche se per andare a Roma dovrà prendere un treno di pendolari e quindi ci metterà due giorni”. Intanto, nella notte, nuovo allarme: qualcuno ha gettato le macerie della Polverini nel Tevere, cosa che provoca molta preoccupazione perché la lista del PdL a Roma conteneva non pochi materiali fortemente inquinanti e non biodegradabili. Intanto, i dirigenti del PdL cercano i responsabili del disastro: quelli di Forza Italia li cercano in An e quelli di An li cercano in Forza Italia. Ma si pensa anche al rilancio della zona in cui è crollata la Polverini. “Forse ci faremo un G8 o forse le Olimpiadi – ha detto Bertolaso – in ogni caso il buffet sarà affidato alla società del genero di Gianni Letta”.
Nella foto (Ansa-PdL), Renata Polverini ieri alle 12,45


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