Alessandro Robecchi, il sito ufficiale: testi, rubriche, giornali, radio, televisione, progetti editoriali e altro
 
Ven
10
Mag 13

Stasera Crozza! Uno show da rimanere… interdetti (dai pubblici uffici)

Bene, signori della corte. Questa sera (La 7, ore 21.10) va in onda un’altra mirabolante puntata di Crozza nel paese delle meraviglie. Una puntata, diciamo così, da rimanere interdetti. Come al solito, molte cose da dire, a partire da Silvio nostro perseguitato dalla magistratura alle simpatiche baruffe del Pd. Ma noi, amici, no ci lasciamo distrarre dai guai giudiziari di Berlusconi. Eh, no! Se fosse così non riusciremmo a parlare dei guai giudiziari di Formigoni. Insomma, siamo sempre nel paese delle meraviglie! Poi, naturalmente Bossi e Maroni, i due simpatici muppets. E naturalmente, a grande richiesta… un imprenditore da sciògno…Vabbé, mica posso dirvi tutto. Comunque qui nel bunker Crozza il morale è alto, lo spirito combattivo, e aspettiamo che il sergente maggiore ci dia le bustine di cordiale e la posta da casa… Per il resto, ci vediamo stasera…

Crozza nel paese delle meraviglie è un programma di Maurizio Crozza scritto con Vittorio Grattarola, Alessandro Robecchi, Andrea Zalone, Francesco Freyrie, Claudio Fois, Alessandro Giugliano e Luca Restivo. Orchestra del Maestro Silvano Belfiore. La regia è di Massimo Fusi.

Ven
10
Mag 13

Pd: nuove figure professionali, i “cercatori” di segretari

Traghettatori, esploratori, sondatori. Ha creato più figure professionali il Pd in due settimane che la Bocconi in dieci anni. Il traghettatore dovrebbe portare il partito dal disastro Bersani verso nuovi lidi. Tipo Caronte, insomma, per gli ottimisti che sanno vedere la bara mezza piena. L’esploratore dovrebbe aggirarsi nella giungla delle correnti cercando un misterioso animale capace di sopravvivere in condizioni estreme (cattolici, sinistra, renziani e altri ecosistemi ostili). Quanto ai sondatori, si sa: è gente che va in giro alla disperata ricerca di qualcuno che voglia fare il segretario del Pd da qui al Congresso.
Hanno provato con l’elenco del telefono e, arrivati alla lettera L, raccolti alcuni milioni di “No, grazie” e “Avete sbagliato numero, io sono di sinistra”, pensano ora di passare ai citofoni, ma potrebbe essere rischioso.
Non resta che l’ultima ratio: l’inserzione. Ma anche qui il Pd si divide. La prima stesura (stilata da esponenti dell’area bersaniana) recitava: “AAA, primario partito progressista offre ruolo di primo piano. Contratto a tempo. Benefits. Telefonare ore pasti”. Bello. Efficace. Ma i veltroniani hanno fatto notare che quel “primario” sembra un po’ esagerato. Sulla parola “progressista” ha avuto da ridire la corrente renziana, che considera il termine obsoleto e démodé: “Non si potrebbe scrivere invece “primary cool company?”. Filippo Penati, ha telefonato in sede dopo lunga assenza per chiedere “Quali benefits?”. Civati, leggermente critico, ha approvato l’annuncio, ma ha chiesto di aggiungere la frase “twittare ore pasti”, più moderna.
Viste le divisioni interne, la direzione ha deciso di compiere un nuovo sforzo organizzativo: un sondatore che interroghi la base sulla presenza di un esploratore che cerchi un traghettatore che porti in barca al Largo del Nazareno chiunque sappia scrivere un annuncio che accontenti tutti. Ad oggi, i candidati sono tre: Onofrio Gigliotti, carpentiere di Arezzo, Frida Colantuono, casalinga di Napoli e Otello Fierini, disoccupato di Sondrio. I tre formeranno una commissione, ma manca l’accordo su chi dovrà presiederla. Il Fatto Quotidiano è comunque entrato in possesso della prima bozza dell’annuncio, che recita così: “Aiuto! Ci serve urgentemente un segretario finto per arrivare vivi a votare il segretario vero!”. Il messaggio, sigillato in una bottiglia, verrà gettato in mare appena si troverà un accordo: per ora il partito è diviso tra la spiaggia di Ostia e il porto di Civitavecchia.

Gio
9
Mag 13

Chi mena come un fabbro vuol far la pace con chi le ha sempre prese

Fare la pace è una bella cosa. Diciamolo: il calumet, le strette di mano, il sorriso dell’amicizia là dove c’era il ringhio dell’odio, la comprensione dove c’era distanza, la disponibilità al dialogo dove c’erano risentiti silenzi e accuse reciproche. Poi, mentre con il trasporto della pacificazione abbracci con calore il tuo antico nemico… quello ti stacca un orecchio a morsi. Insomma: mi hai rigato la macchina, hai insidiato mia moglie, mi hai investito il cane, ora ti presenti sorridente e disponibile con una rosa… e me la ficchi in un occhio, spine comprese. Se mi lamento, eccomi “sinistra capace solo di odio”. Se porgo l’altro occhio non esiterai a infilarci una pianta grassa. Il tutto, naturalmente, non nell’indifferenza generale, ma mentre milioni di persone chi ti hanno votato nonostante tutto gridano: “Non farlo! Non fidarti! Attento!”.
Ecco, il primo governo Berlusconi non presieduto da Berlusconi è esattamente così: uno che fa la vittima e mena come un fabbro, e l’altro “capace solo di odio” che le prende di santa ragione. Un rapporto sado-maso della miglior scuola con qualche interessante variante sul tema: tra il torturatore e il torturato il pubblico prova simpatia, compassione e affetto per il primo, mentre schifa il secondo. I sondaggi confermano.
Dunque, converrà, prima che qualcuno si faccia davvero male, analizzare un po’ più nel dettaglio questa strana idea asimmetrica di “pacificazione”. E, nel caso, tentare di agevolarla il più possibile. Un buon esempio potrebbe essere la Commissione Finanze della Camera. Metterci Capezzone è pacificazione. Mettere Matteoli, ex ministro di Berlusconi, alle Comunicazioni, è pacificazione. Mantenere i processi a Milano è odio e rancore. Togliere l’Imu è pacificazione. Parlare di conflitto di interessi è acredine e carognaggine estrema. Negare a un imputato di prostituzione minorile già condannato in primo grado per frode fiscale di presiedere la Convenzione che scriverà la nuova Costituzione è odio viscerale indotto da pregiudizio.
Naturalmente è solo l’inizio. Nuove entusiasmanti pacificazioni verranno richieste nelle prossime settimane. E antichi odii verranno solennemente denunciati. Legge sulla corruzione (odio). Nuova legge elettorale (dipende: se apre le porte a un presidenzialismo con Berlusconi presidente è pacificazione, se no è astio e ostilità). Come dicono alcuni tra i più acuti osservatori, perché stupirsi? Se fai un governo insieme a Berlusconi qualche piacere a Berlusconi dovrai farlo, no? Giusto. Pacificazione. La cosa non funziona in senso inverso: dopotutto, anche Berlusconi fa un governo col centrosinistra, e qualche concessione al centrosinistra dovrà farla, no? No! Livore e risentimento. Ora, è chiaro a tutti che un gatto che si mangia un’aringa sarà soddisfatto e pacificato, su questo sono d’accordo tutti. Che sia d’accordo anche l’aringa è un inedito assoluto nella vasta storia del mondo. Del resto, il combinato disposto tra vittimismo (mi odiano!) e aggressione (datemi quello che voglio o faccio saltare tutto) pare difficile da combattere, e il centrosinistra si ostina a chiedere scusa per ogni scudisciata ricevuta. “E’ per il bene del Paese”, dicono, orgogliosi del nobile compito. Poi, come già non è difficile intuire, il Paese piegato agli interessi di uno solo non sarà salvato per niente e loro, incerottati, diranno di aver agito per senso di responsabilità e chiederanno al loro elettorato di crederci ancora. Fino, diciamo così, ad esaurimento scorte.

Dom
5
Mag 13

Goebbels ha un impegno e Pinochet rinuncia: Santanché verso la vicepresidenza della Camera

Difficile un’equa distribuzione dei sottosegretari: i venusiani pretendono due poltrone e si scontrano con il veto degli sherpa tibetani. Napolitano media. Il PdL lancia segnali di disponibilità al centro sinistra: “Noi non interferiamo: il centrosinistra può scegliere in piena libertà l’attrezzo affilato con cui tagliarsi i coglioni”.

A una settimana dall’ insediamento del governo Letta, a Palazzo Chigi si respira aria di soddisfazione: “Non ci aspettavamo di durare tanto”. Ma la tranquilla navigazione del governo è ora messa alla prova dalla consueta battaglia per i sottosegretari. Dovrebbero essere una settantina, ma le pressioni che vengono dalla componente kirghisa del governo, da Alpha Centauri e dalle minoranze di lingua vallona faranno probabilmente lievitare il numero. “E’ sempre così con le larghe intese – dice un latifondista boliviano che punta a diventare viceministro delle politiche giovanili – più sono larghe e più servono poltrone”. I montiani, per esempio, pretendono otto viceministri, due commissioni e un posto da barista alla buvette. Rispondono a muso duro dal PdL: “Ci spettano trentadue sottosegretari, sei questori della Camera, cinque elettrauti specializzati e due shampiste”. Ma il Pd fa sapere: “Non scherziamo, per competenze e merito le shampiste spettano a noi”. Si discute molto anche sulla vicepresidenza della Camera. “Goebbels – dicono al PdL – ha un impegno, quindi proporremo Santanché”. “Peccato – ribattono al Pd – Goebbels andava benissimo. In quel posto è sempre meglio un moderato”.