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Mer
18
Ago 10

Stasera Doc3! Arcipelago gulag

Questa sera Doc 3 si sposa a est, molto a est, dalle parti della Siberia e di quegli enormi campi di prigionia dove il regime staliano mandava chiunque anche solo lontanamente sapesse di dissenso. L’arcipelago della morte, di Giorgio Fornoni, è un viaggio in una specie di inverno gelato, in cui si vedono luoghi e orizzonti quasi sconosciuti, come i campi di Kolima, per esempio, che conosce bene chi ha letto le opere di Salamov, oppure le altre spaventose tappe dell’arcipelago Gulag narrato in lungo e in largo da Solgenitsin. A raccontare è un sopravvissuto alla furia staliniana, un intellettuale, esperto di letteratura dostojeskiana, Grigorij Pomeranc. Insomma, anche per capire cos’era davvero quel "mandare in Siberia" la gente che negli anni del terrore staliniano fi un incubo di milioni dipersone. Da vedere. L’orario ufficiale è 23.50. Buona visione.

Doc3 è un programma di Lorenzo Hendel, condotto in studio da Alessandro Robecchi, regia di Graziano Paiella. Consulente: Luca Franco. Produttore esecutivo: Monica Pacini.

 

Mar
17
Ago 10

Kossiga ci cova(va). Ricordiamolo così, con parole sue

E’ morto Francesco Cossiga. Le agenzie hanno battuto la notizia e già dieci minuti dopo i telegiornali erano colmi di "coccodrilli" lusinghieri, biografie osannanti, panegirici di celebrazione. Anche questo sito vuole ricordare Francesco Cossiga, ma senza retorica e senza elaborazioni a posteriori. Anzi, vogliamo ricordare Francesco Cossiga con le sue parole, quelle di un’intervista che concesse al Giorno / Resto del Carlino / Nazione il 23 ottobre 2008, meno di due anni fa. L’occasione era l’ondata di proteste nelle scuole e nelle università seguite all’annuncio della "riforma" Gelmini. Niente tagli, niente inganni, niente falsità settarie e di parte. Solo le parole di Cossiga. Eccole qui di seguito, domande del giornalista Andrea Cangini e risposte del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia.
Quali fatti dovrebbero seguire?
Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno.
Ossia?
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…
Gli universitari, invece?
Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che?
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
Nel senso che…
Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.
Anche i docenti?
Soprattutto i docenti.
Presidente, il suo è un paradosso, no?
Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in-dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!.
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? "In Italia torna il fascismo", direbbero.

Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio.
Quale incendio?
Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale.

Ecco, senza tanta retorica e senza tornare indietro di decenni (Il caso Moro, Gladio, eccetera), ci piace ricordare così Francesco Cossiga, un sincero democratico che teorizzava l’infiltrazione di agenti provocatori tra le fila degli studenti che difendevano la scuola pubblica.
Io finisco qui, certo che al cordoglio parteciperanno le "maestre ragazzine" da picchiare e, se potesse, Giorgiana Masi.

Dom
15
Ago 10

Voi siete qui - Chicco snob caduto da cavallo

La sinistra è snob. Questo si sa. Negli ultimi quindici anni ce lo siamo sentiti dire un po’ da tutti. Da quelli che rombano sui suv, dagli intellettuali che apprezzano i cinepanettoni dove si dice spesso “aò, buzzicona!”, dai possessori di ville principesche, dai produttori del velinismo nazionale e da utilizzatori finali vari. La sinistra è snob, non c’è niente da fare. Quindi, mi sono detto ieri leggendo il Corriere, sai che novità se me lo dice anche Chicco Testa, presidente dell’Enel, ex ecologista, oggi gran sostenitore del nucleare. Chicco Testa, come no. L’ho visto recentemente scalmanarsi scomposto in un dibattito in tivù e questo me lo conferma italianissimo e contemporaneo. Ma torniamo a noi snob. Chicco Testa attacca Carlin Petrini – mi sfugge in realtà per quale motivo, ma credo sarà lo snobismo di Carlin Petrini, ovvio – e ribadisce il concetto: “La sinistra è scivolata su posizioni elitarie, aristocratiche, assolutamente snob”. E dàgli. Chicco Testa pronuncia questa feconda verità sulla sinistra snob mentre se ne sta a cavallo, in Maremma, una delle cose meno snob che si siano mai viste (milioni di metalmeccanici di sinistra attraversano la Maremma a cavallo, è noto, forse per cercare Chicco Testa e catturarlo al lazo). La cronaca e l’intervista sono impietose per il povero Chicco. “Si sente il cavallo nitrire”, scrive il Corriere. E lui, Chicco Testa, il “picconatore della sinistra snob”, chiede che non si facciano ironie sul suo cavalcare maremmano: “E’ solo un vecchio ronzino”. Un purosangue sarebbe stato snob, ma un ronzino… E poi giù con altre riflessioni e contumelie e argomentazioni, che ha pure vergato (si spera scendendo da cavallo) su Il Riformista (me’ cojoni, direbbe uno snob) citando pure Marx, per non farsi mancare niente. Sono passate 24 ore e ancora sto ridendo. Chissà se Chicco è riuscito a cavalcare fino a casa, se il ronzino è stato all’altezza, se ha riflettuto ancora sulla sinistra elitaria, se giunto alla stalla ha sorseggiato un Martini nel tramonto di Capalbio, magari mentre un cameriere snob glielo serviva. Ghiacciato.

Ven
13
Ago 10

Doc3, Macerie, la recensione di Grasso sul Corriere della Sera

Ecco la recensione di Aldo Grasso del documentario di Paolo Serbandini e Giovanna Massimetti, Macerie. Molto positiva, direi, e d’altra parte il tocco gentile di Mario Dondero che gira per le macerie de L’Aquila, la capacità di racconto della coppia Serbandini e Massimetti (molto collaudata e affidabile quando racconta in voce e immagini) sono una garanzia. Unica notazione, la bacchettata alla (mia) presentazione del documentario in cui , sostiene Grasso, avrei "calcato la mano sulla propaganda di regime" finendo per consegnare Serbandini e Massimetti al recinto della controinformazione e quindi facendo loro un torto. Sarà, per carità, critica legittima. Però (la registrazione della presentazione e dell’intero doc potete vederla qui), la parola "regime" non compare mai nella presentazione in video del doc, anche se non ci sarebbe niente di male o di sbagliato. Quanto all’eterno conflitto informazione/disinformazione l’importante è capirsi: in un periodo in cui l’informazione la fa Minzolini, probabilmente diventano controinformazione anche semplici e oneste previsioni del tempo. In ogni caso, il documentario è molto delicato, bello e istruttivo, e vi si vedono cose che nei telegiornali nazionali (posso dire "di regime" o è vietato dal regime?) non si vedono. Questo è un dato di fatto. A Serbandini, Massimetti e Dondero grazie per averci fatto vedere finalmente le macerie. A Grasso grazie per essersene accorto. Per leggere la recensione clicca sulla foto.
Doc3 è un programma di Lorenzo Hendel, condotto in studio da Alessandro Robecchi, regia di Graziano Paiella. Consulente: Luca Franco. Produttore esecutivo: Monica Pacini.