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apr 24

Cantiere o esercito? La sostituzione etnica funziona solo coi lavori di m.

PIOVONOPIETREMa chissà perché con salari fermi da trent’anni, l’inflazione che si mangia il carrello della spesa, i giornali che invocano la guerra, i diritti in ritirata, la sanità pubblica gravemente ammalata e un dieci per cento della popolazione che balla intorno alla soglia di povertà, gli italiani fanno sempre meno figli. E’ davvero un mistero, porca miseria, chi l’avrebbe mai detto? Vabbé, comunque auguri ai 379.000 piccoletti nati nel 2023, pochi ma buoni, benvenuti! E mentre loro se ne stanno beati e ignari nelle loro culle e carrozzine, noi, qui, dobbiamo fare i conti con i giovani italiani che mancano, dannazione.

Questo è un problema che ci esporrà a enormi rischi, per esempio quello di leggere altri tweet del ministro Valditara, una specie di incontro di wrestling con la grammatica e la sintassi, dove la grammatica e la sintassi hanno la peggio. Oppure – altro rischio molto sbandierato –  di essere vulnerabili ad assalti stranieri all’arma bianca. Nel caso qualcuno ci attaccasse, il nostro esercito è fatto quasi tutto da graduati adipe-muniti, età media altina, reddito basso ma sicuro. Perché, come pare si stia riflettendo negli ambienti della Difesa, non ricorrere ad arruolamenti tra gli immigrati? Una specie di legione straniera, insomma. Non saranno gli “otto milioni di baionette” del Puzzone, d’accordo, ma qualcosa si può fare, e già si ventila – secondo numerose indiscrezioni – di attirare volontari con la promessa della concessione della nazionalità italiana. Insomma, ai “patrioti” che ci governano, che i soldati di truppa abbiano un’altra patria non importerebbe granché. E così assisteremmo al divertente paradosso che se imbracci un fucile ti facciamo diventare italiano, mentre se sei uno straniero – anche nato in Italia – e frequenti le elementari, o le medie, o le superiori, o ti laurei e diventi dottore no, non sei pronto.

Naturalmente non è una cosa nuova, questa di prendere stranieri e di fargli fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare, basta dare un’occhiata a qualunque cantiere, a qualunque consegna di cibo a domicilio, a qualunque lavoro sottopagato, senza formazione e meno ancora diritti. Insomma, al fronte gli stranieri li mandiamo già, fronte interno, basti vedere i funerali dei lavoratori caduti al cantiere Esselunga di Firenze poco più di un mese fa: per quattro quinti di provenienza straniera (Tunisia e Marocco), alcuni fuori da ogni regola, che meriterebbero almeno una lapide: “Caduti sul fronte appalti & subappalti”.

Insomma, la “sostituzione etnica” tanto temuta dal ministro cognato è in atto, e riguarda soprattutto i lavori di merda, rischiosi e sottopagati. Un vero peccato che non si possano mettere gli stranieri a fare anche altre cose che gli italiani non vorrebbero fare. Per esempio i malati. Quel 6,6 per cento di italiani che hanno dovuto chiedere prestiti per pagarsi cure che la Costituzione gli garantirebbe gratis, oppure quei 9 milioni che si dichiarano in difficoltà perché non riescono ad accedere alla sanità pubblica, non potrebbero essere sostituiti da pazienti stranieri? In cambio potremmo dargli la cittadinanza, dopo il funerale. O ancora, oltre al soldato, o all’operaio edile, o al consegnatore di pizze, agli stranieri potremmo affidare anche lavori che gli italiani non sono in grado di fare con i necessari requisiti di “dignità e onore”, come per esempio il ministro del Turismo. E’ possibile che tra Ghana, Togo e altri paesi esotici se ne trovi uno non iscritto al registro degli indagati. Proviamo!

6 commenti »

6 Commenti a “Cantiere o esercito? La sostituzione etnica funziona solo coi lavori di m.”

  1. Mah. Che fare il soldato sia un lavoro di merda posso essere d’accordo, ma non per il salario. O si chiama paga? O soldo? che non sarà un motivo di arrichimento ma nemmeno è a livello di un “normale” lavoratore dipendente. Inoltre vai a vedere a che età i militari, i carabinieri (che sono militari, poi), i poliziotti e compagnia cantante vanno in pensione.
    Per mia colpa mi sono laureato, non ero proprio tutto libri & scuola, quindi mentre studiavo provavo un po’ anche a vivere, alla faccia della competizione. Ma così facendo poi va a finire che inizi a lavorare non proprio da adolescente, sempre che un lavoro coerente con i tuoi studi tu lo trovi… insomma: probabilmente andrò in pensione nel 2641 ma non mi lamento (si fa per dire). Ma non mettiamo i militari nel mucchio dei sottopagati, ti prego.

    da danilo   - mercoledì, 3 aprile 2024 alle 08:52

  2. Arguto come sempre, ma oggi il sorriso che mi strappi è proprio amaro
    Grazie comunque

    da Aldo   - mercoledì, 3 aprile 2024 alle 10:47

  3. e se per aggirare la perdita di italianità dovuta alla insufficienza di nascite ‘italiane’ concedessimo, sulla base del reddito, la cittadinanza due volte?

    da sandro bovassi   - mercoledì, 3 aprile 2024 alle 19:54

  4. Evidentemente non tocca la sensibilità di molti, ottimo come sempre!

    da Elena   - venerdì, 5 aprile 2024 alle 01:05

  5. Puoi gentilmente cancellare il mio commento lasciato in sospeso nel cosmo ! Grazie

    da Elena   - sabato, 6 aprile 2024 alle 07:20

  6. Buongiorno Alessandro, e buongiorno anche a Monterossi e i suoi complici. Scopro tardivamente “Piovono pietre”, che mi riporta alla memoria le belle stagioni di radiopop, purtroppo un lontano ricordo. Il rischio di vulnerabilità in caso di assalti all’arma bianca dovrebbe impensierire tutti se pensiamo alla Cina.. ;-p
    Le questioni che poni sono di grande spessore, quindi mi ritiro in buon ordine a riflettere su possibili commenti”intelligenti”, e nel frattempo i temi saranno altri ancora e sarò eternamente fuori tempo. Ma tant’è, avere nuovamente la possibilità di apprezzare la tua critica impietosa condita con il ben noto sense of humor è una bella scoperta. Buon uicchendo! a.s.

    da Alfredo Simone   - sabato, 6 aprile 2024 alle 08:18

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