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mer
10
gen 24

Nostalgie. Il vero slogan della destra al governo: “Fuorilegge e disordine”

PIOVONOPIETREPoi dice che non si infrangono i luoghi comuni. Niente di più falso. Per dirne uno – il più evidente – ecco che la formuletta storica della destra come portatrice di “legge e ordine” va allegramente a farsi benedire, e se ci fosse una sintesi per l’attuale destra che comanda in Italia sarebbe piuttosto il contrario: “fuorilegge e disordine”, dovrebbero stamparselo sulle magliette. Con l’aggravante che le vediamo ogni minuto, questa destra e la sua capa, battersi sul petto, indicare nemici immaginari e berciare di “orgoglio”, “patria”, “nazione” e altre bellurie mascellute e paralittorie: i fumogeni della propaganda diventano un po’ grotteschi.

Riassumendo, rischi anni di galera se vai a un rave party, ti identifica la Digos se gridi “Viva l’Italia antifascista” all’Opera, ma puoi allegramente fare il saluto romano insieme a un migliaio di balilla, gridare “presente!” e “boia chi molla”. L’adunata di Acca Larentia ha fatto il giro del mondo, con la sua estetica da falange nazi, tipo raduno di Norimberga, file strette e ordinate, coreografia da notte dei cristalli, forse era scomodo andare in una birreria di Monaco, o forse non conveniva, perché a Monaco, in Baviera, se fai apologia di fascismo ti prendono e ti portavo via, qui no.

Mi stupisco dello stupore, e anche un po’ dell’ingenuità. In sostanza si chiede a Fratelli d’Italia di dissociarsi da un ambiente da cui proviene larga parte dei suoi dirigenti, la sua cultura, la sua visione storica e anche un po’ il suo senso estetico da raduno falangio-predappista. Abbiamo un ministro-cognato che considera il criminale di guerra Graziani “un punto di riferimento”, la seconda carica dello Stato che colleziona cimeli mussoliniani, un sottosegretario che si vestiva da nazista per l’addio al celibato, un deputato che sparacchia alle feste di Capodanno e una presidente del consiglio che di fronte a un assalto fascista alla Cgil disse “Non conosco la matrice”. (Parentesi: quel Giuliano Castellino condannato in primo grado a otto anni per l’assalto alla Cgil compare in una foto insieme a Giorgia Meloni, nel 2008, proprio in via Acca Larentia, non conoscerà la matrice, ma non frequenta benissimo, diciamo).

Insomma, la vulgata è che Giorgia è brava e bella, ma purtroppo non tutti i suoi sono all’altezza, la famosa teoria delle mele marce, che in una cesta ce ne sono sempre due o tre, ma le altre sono mele belle, sane e forti. Il fatto è che di solito, di fronte a questi numerosissimi indizi di nostalgia canaglia (e fascista) ci si appella alla cristallina onestà. Vabbè, saranno un po’ indecenti, ma sull’onestà non si scherza, eh! E anche qui la leggenda fa acqua da tutte le parti, perché tra conflitti di interesse grandi come una casa – dalla Difesa al Turismo – , rivelazioni di segreti d’ufficio al coinquilino, quadri misteriosamente scomparsi e ricomparsi con una fiaccola che prima non c’era, parlamentari condannate in via definitiva per peculato (bella parola, ma vuol dire furto, ndr) promosse a vigilare sulla Rai, più che le mele marce, nella cesta, bisogna cercare quelle sane. Siamo ottimisti: due o tre ci saranno pure.

Per fortuna, però, sono attenti ai ceti deboli, dalla parte del popolo, così convintamente che ora dovranno tagliare la spesa sociale di 12 miliardi all’anno, una bella rasatura al diritto alla salute, allo studio, al welfare in generale, mentre il 46 per cento della ricchezza del Paese è in mano a un 5 per cento di privilegiati. “Fuorilegge e disordine”, insomma, e (strabiliante!) funziona.

4 commenti »

4 Commenti a “Nostalgie. Il vero slogan della destra al governo: “Fuorilegge e disordine””

  1. Qualcuno ha detto che non avrebbe voluto morire democristiano, ma che al peggio non c’è fine.

    Io dico (ed argomento) che era meglio morire democristiani.
    Molti di loro (mia madre in testa) erano di sinistra. Ha presente Rosy Bindi oppure Tina Anselmi?
    Ecco, di donne di quella moralità ce ne sarebbe bisogno estremo.

    Il pericolo del ritorno del fascismo è stato sottovalutato e poco sottolineato dalla sinistra, che pure, talvolta, ho votato.
    Mentre invece andava vigilato e vigilato. Ed ancora vigilato.

    In Italia, dopo il voto per la repubblica, si sono fatte amnistie, sono stati ri-accolti i funzionari pubblici fascisti.

    Insomma, una marmellata che ha lasciato un fondo appiccicoso di fascisti veri che, alla prima occasione si sono ripresentati. Ma non sotto mentite spoglie, si sono presentati sempre con il loro volto (vedi Almirante).

    Mentre la sinistra si beava dei successi elettorali e del famoso quasi sorpasso, questi qui hanno avuto tutto il tempo di continuare indisturbati la loro organizzazione.

    Quando è subentrata la violenza armata da parte dei comunisti esagerati, i fascisti hanno finalmente potuto ‘rispondere’ al fuoco, riprendere le attività quasi alla luce del sole.

    Erano già nei servizi segreti, non è nemmeno servito deviarli. Tutto questo perché chi governava li conosceva, oppure (alla migliore delle ipotesi) li sottovalutava, oppure li lasciava fare.

    Così i fascisti (che non hanno mai smesso di esserlo nemmeno un minuto) hanno passato pure un periodo a fare le vittime.
    Ogni ragazzo morto: un martire.
    Ogni anno che dio ha mandato in terra: una manifestazione per ricordare.
    Alimentare il ricordo è un ottimo modo per contarsi, per ricompattare.

    Ogni loro adunata, era un rischio, ma poi, quando hanno visto che nessuno li prendeva sul serio, si sono ringalluzziti. Fino a sentirsi nel giusto!

    Quando al governo sono arrivati questi (ex) fascisti, che non hanno nemmeno la decenza di nascondere le loro (ex ed attuali) simpatie per il ventennio (statue in casa, partecipazioni alle commemorazioni varie e saluti romani insegnano), i militanti si sprecano!

    Sui social più nessuno si nasconde. Ma non solo sui social. La loro aggressività si ripropone dal bar, ai luoghi di lavoro, persino nelle riunioni condominiali.

    I lupi erano fra noi, e non hanno di sicuro perso il vizio.

    da Laura   - mercoledì, 10 gennaio 2024 alle 12:30

  2. Non offenderei i lupi , loro sono migliori di queste ” persone “

    da Elena   - mercoledì, 10 gennaio 2024 alle 13:50

  3. Per il resto Laura ha tutto il mio modesto consenso , grazie Alessandro

    da Elena   - mercoledì, 10 gennaio 2024 alle 13:52

  4. È vero, tra i democristiani ci sono state persone di grande valore e alta morale. Sandra Bonsanti ricordava che Tina Ansemi quando andava a Roma per la Costituente viaggiava di notte per risparmiare soldi pubblici, si faceva ospitare e si sdebitava portando le verdure del suo orto. Persona di altissimo livello sotto tutti i punti di vista. Tuttavia resto convinta che l’introduzione della corruzione come mezzo di governo e la collusione con la mafia abbiano radici democristiane e abbiano aperto la via a Berlusconi, che in questo fu maestro. Andreotti docet!!

    da Liliana   - giovedì, 11 gennaio 2024 alle 14:15

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