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Meglio lo “Svizzerum”, ora ci tocca Nucara

mercoledì, 22 Gennaio 2014

Già che si chiami “Italicum”, diciamolo, non rassicura. Si fosse chiamato “Svizzerum” un minimo di precisione si potrebbe pretenderla, ma con quel nome chi lo sa come va a finire. Dunque, eccoci alla Sala Giochi Italia, dove stanno per installare una nuova legge elettorale. Quelli del Pd, come nella migliore tradizione delle macchinette, hanno inserito due euro e si aspettano di vincere. Gli altri giocano a sbafo, ma in qualche modo sperano di vincere anche loro: abbinarla alla lotteria Italia, con la notte della Befana e ricchi premi, e la Clerici che spadella, potrebbe essere una buona mossa. Per ora abbiamo sondaggi e simulazioni, tutte e due cose, come si sa, fatte della sostanza di cui sono fatti i sogni. La simulazione più gettonata dice che il Pd vincerebbe a man bassa, incasserebbe il premio di maggioranza (più grande di quello cassato dalla Cassazione, ma che importa? Ne parleremo tra otto anni…) e farebbe quello che vuole. Poi Silvio e poi Grillo, a fare le opposizioni. Scenario possibile ma irreale, perché prevede che con la nuova legge i partiti si schierino come con la vecchia, e non sarà così. Quanto ai sondaggi, quelli della signora Ghisleri, che spesso ci azzecca, danno Berlusconi e tutti i piccoletti che gli si affolleranno intorno (compreso Alfano, povera stella) un filino sopra al Pd, che di piccoletti intorno, a parte Sel e qualche irrilevante Bolscevico del Settimo Giorno non ne ha. In questo caso sarebbe probabile una finalissima, possibilmente in notturna e mondovisione, ma si sa come vanno le finali: mica detto che vinca il migliore, soprattutto se uno migliore non c’è. Quanto a Grillo, dovrebbe (sia nelle simulazioni che nei sondaggi) giocare al terzo incomodo, ma vai a sapere: ancora un po’ che quegli altri si abbracciano nelle “profonde sintonie”, e qualche milioncino di italiani potrebbe anche decidere di fare uno scherzo da prete. E dunque, come scriverebbe la Settimana Enigmistica, la faccenda è per solutori più che abili: trasformare un tripartitismo in un bipolarismo, se serve anche a bastonate (lo sbarramento all’otto per cento). Bene. Ciò significa che avremo due grandi schieramenti con dentro grandi e piccoli partiti, e Grillo da solo. Che non è un dettaglio, perché si parla sempre del 20-25 per cento degli elettori, che in caso di ballottaggio potrebbero fare la differenza, e non si sa da che parte. Fin qui, quel che si sa, naturalmente, perché da ora al varo della legge (cambiando oltretutto la Costituzione) di acqua sotto i ponti ne passerà parecchia. Il Porcellum, diventato Italicum, ha tutto il tempo di diventare Porcellinum, o Disastrosum (dipende dalle aspettative). Per ora si sa che le liste bloccate – che ieri sembravano il diavolo – sono gradite e benedette, purché siano piccoline. Insomma, cinque o sei nominati nelle segrete stanze invece di una lenzuolata. Ma naturalmente cinque o sei moltiplicati per tanti collegi fa un’altra lenzuolata e non cambia granché. Infine, c’è la cabala, su cui punta e confida ogni giocatore d’azzardo. La cabala dice che chi ha imposto una legge elettorale lo ha sempre fatto per vincere lui, ma anche che poi ha vinto raramente. E’ una specie di sfiga che cammina. Poi, non si conoscono ancora i dettagli tecnici, tipo resti (i poveri resti) e conguagli e limature, per cui potremmo ritrovarci basiti e sconvolti, il giorno dopo, con un governo Nucara, con l’appoggio esterno di Nencini, la non-sfiducia dei guerrieri Sick, e per ministri due salami con le gambe in stile Jacovitti. Insomma, una cosa è chiara: che quello che oggi sembra chiaro non lo sarà. La legge Renzi è concepita per far vincere Renzi con il convinto appoggio e la sintonia di Silvio traformato in padre della patria, ma non è detto che fili tutto liscio. Sapete com’è, le ciambelle, il buco, eccetera eccetera. Una cosa sola è sicura: con uno sbarramento così alto, milioni di italiani non avranno rappresentanza politica, guarderanno la corsa dei cavalli con spirito equilontano, perderanno comunque, ma almeno – minima consolazione – non avranno scommesso niente.

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