Piccoli Voltaire sbagliano
Altro giro altra corsa. E altro autogol, a dirla tutta. Riecco infatti Pierluigi Battista sul Corriere, bacchettare di rimando il manifesto per la sua (e mia) indignazione nel vedere Milano percorsa da un corteo nazista. Ora Battista torna alla carica. Novello Voltaire, difende il diritto di chiunque di manifestare, quindi, dice con arguzia, non difende un signor Chiunque, ma il diritto di manifestare tout court. Anche dei nazisti? Anche dei nazisti. Ora, al netto di qualche eccesso polemico (ma no, tranquillo, nessuno gli ha chiesto un’autocritica di tipo maoista) e di qualche insulto al manifesto (la vignetta “antisemita” di Vauro era antisemita solo vista con gli occhiali della malafede), la faccenda si potrebbe anche chiudere qui. Certo, esiste una legge che vieterebbe quelle manifestazioni, ma Pierluigi Battista, fulminato sulla via della “sinistra libertaria e antiautoritaria” che dice di ammirare, preferisce dire che è una legge sbagliata, e dunque, perché applicarla? Spunto interessante che terremo a mente per le molte leggi sbagliate. Ma come spesso accade ai migliori castelli, imperi e ragionamenti, il punto di partenza dev’essere solido, sennò crolla tutto. E il pezzo di Battista sul Corriere del Primo Maggio partiva invece da un assunto sbagliato, anzi da una falsità: che la Cgil (e l’Anpi e l’Associazione ex deportati) volesse “impedire” le commemorazioni per la morte di Sergio Ramelli. Niente di più falso: si trattava di un pacifico presidio che non impediva niente a nessuno (per quello ci sarebbero le leggi, a volerle applicare), ma semplicemente informare e sensibilizzare. Dunque siamo al paradosso che, volterrianamente, Battista invoca la libertà di manifestare per chiunque, dove “chiunque” comprende magari i nazisti, ma non la Cgil. Piccoli Voltaire sbagliano.
PS) Gira per la rete un appello, lanciato dal deputato Pd Emanuele Fiano e altri, che chiede il rispetto della legge e il divieto per future manifestazioni di stile “Berlino anni Trenta” (emanuelefiano.info) Firmatelo. Può farlo chiunque. Ma chiunque per davvero.
Per i collezionisti, le puntate precedenti sono qui:
Il pezzo di Pierluigi Battista pubblicato dal Corriere il primo maggio (clicca)
Le immagini della manifestazione nazista di Milano (clicca qui) (e anche qui)
La mia risposta sul manifesto del 4 maggio (clicca)
La replica di Pierluigi Battista del 7 maggio (clicca)
Commenti (34)
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Voltaire e Battista è accostamento un po’ troppo forte. Fortuna che non è vero (http://lafrusta1.homestead.com/fili_voltaire.html) altrimenti il poveraccio girerebbe nella tomba come una trottola
Quello che noto è che tutti hanno dei diritti tranne la CGL, tutti possono sbagliare tranne la CGL.
Vedi questo articolo:
http://www.quattroruote.it/notizie/industria/de-tomaso-sull-orlo-del-fallimento
Se si fosse opposta la FIOM sarebbe stata contro lo sviluppo, adesso è conresponsabile di un piano industriale farlocco.
Come dici il fatto rilevante è che ogni pretesto è buono per attaccare il sindacato, certo questo appoggio ai fascisti è vomitevole.
Fra l’altro Voltaire quella stupidaggine non l’aveva mai detta
http://it.wikiquote.org/wiki/Citazioni_errate
Questi sono i giornalisti che l’Italia si merita: i Fede, i Ferrara, i Vespa, i Sallusti, i Farina, i Belpietro e ovviamente i Battista…qui non si tratta di Destra o Sinistra, sono manipolatori volgari e beceri che hanno un seguito perchè chi li legge è uguale a loro. Che vadano tutti aff…..
famolo nero…
anzichè rosso!
ciao
ho letto il Corriere per decenni, è stato il mio primo giornale per almeno trent’anni. Poi ho smesso: è arrivato Battista.
(non è una battuta, non solo Battista ma anche tanti altri, troppi)
(a proposito: su Repubblica hanno preso Buttafuoco…tenete duro, finché potete, al Manifesto!!!)
il fatto che BAttista sia l’unico (o tra i pochissimi) giornalisti del Corriere privo di commenti la dice lunga sulla sua concezione di libertà di parola. Lui parla, gli altri devono bersi le sue panzanre.
io sono d’accordo con gaber:
Non mi fa male la libertà di stampa. Mi fa male la stampa!
…è questa libertà di stampa che mi fa vomitare…
(sarà che anch’io sono tanto delicata…)
(ovviamente mi riferisco alla stampa per la quale una manifestazione neonazista è solo una manifestazione di una “parte politica opposta”)
invece non ho presente l’antisemitismo di vauro… mi sembra improbabile davvero e non rammento la vignetta… puoi linkarla? grazie!
I fascisti andavano messi al bando,altrochè sedere in parlamento. E’ antidemocratico? Sarà, ma dopo quel che hanno combinato non mi sembra fossero degni di sedere in certi luoghi. Ma non c’era il divieto di far apologia di fascismo o anche questo è caduto nel dimenticatoio?
E così eccoli baldanzosi ancora a portar avanti ideologie condannate dalla storia, in Germania non è così…lì sì li hanno cancellati per sempre dalla memoria.
http://www.youtube.com/watch?v=CmiLmT4TCQU
la vignetta la trovi facilmente, con la ricerca “vauro nirenstein”.
l’accusa di antisemitismo è idiota. la satira non era rivolta al fatto che nirenstein è ebrea, ma che – pur ebrea – si riconosca in una parte politica che agli ebrei sappiamo che cosa ha fatto, e che vede gli ebrei come raffigurati nella vignetta. di qui il “mostro politico”.
vauro ha vinto la causa.
@ claudia
in effetti l’avevo letta sta cosa tempo ma non me la ricordavo proprio… grazie! 😉
Pierluigi Battista secondo me avrebbe dovuto meravigliarsi del fatto che nonostante il fascismo i morti siano ancora oggi commemorati con riti fascisti… I morti sono morti, non appartengono più ai vivi, sentenziava con saggezza Totò nella sua bellissima poesia “La Livella”. Non devono essere sfruttati dai vivi per meri fini ideologici e opportunità politiche. Esigere giustizia della violenza è cosa civile e doverosa, ricordare nei modi dovuti e tradizionali i defunti è altrettanto opera civile e doverosa. La vendetta non paga e l’odio conduce alla guerra. Riti come quello che abbiamo visto nel video non dovrebbero essere tollerati da un paese uscito dal fascismo lasciando sul campo della libertà numerose vittime. Non possono in nessun modo essere comparati a libere manifestazioni di commemorazione. Ho letto proprio oggi che un parroco avrebbe negato la messa in memoria di Peppino Impastato, il ragazzo siciliano simbolo nella lotta alla mafia ucciso il 9 maggio del 1978 a Cinisi, in provincia di Palermo. Ma vi pare?.. In che razza di mondo viviamo, oggi?… Coraggio Pierluigi Battista dica la sua!…
Informare e sensibilizzare su cosa? sulla storia di unr agazzo massacrato a colpi di spranga a 18 anni perchè non la pensava come voi, perchè aveva delle sue idee, giuste o sbagliate che potessero essere?
E sul fatto che gli autori di quell’omicidio erano persone che agivano in nome degli ideali dei comunismo- un’ideologia che nel mondo ha creato dittature che hanno fatto milioni di morti, al pari del nazifascismo- richiamandosi alla Resistenza e alla lotta partigiana (non lo dico io, lo dicevano loro)?
Forse dovrebbero essere le persone come lei a informarsi e sensibilizzarsi su Sergio Ramelli e sulla sua storiam, su quello che lui e la sua famiglia hanno dovuto subire per anni dalla sinistra.
Chi è d’accordo con certi omicidi non può parlare di democrazia. Dato che la democrazia, ahimè, per davvero è accttare che altre persone abbiano idee diverse dalle vostre senza che dobbiate per forza invocare punizioni e violenze da parte di chi ritiene di avere ragione(si, non avete usato queste parole, ma dal tono dei commenti si capisce perfettamente).
del resto è un fatto: chi è di sinistra commemora sempre le vittime del nazifascismo, e giustamente. ma non ho MAI sentito una parola contro le vittime delle dittature comuniste di Stalin, Mao ecompagnia. Mai nessuna cerimonia di commemorazine per queste vittime….
Stalin e Mao in Italia non hanno fatto vittime, nessuna, il puzzone qualche MILIONE e i suoi seguaci, servi e farneticanti, continuano a insozzare l’immagine del nostro paese. Io gli anni di piombo li ho vissuti e allora non c’erano solo le organizzazioni eversive, c’erano anche i cani sciolti, che compivano i loro scempi senza una vera e propria regia. Condanno la violenza di qualsiasi colore ma sono assolutamente ANTIFASCISTA. Nel nostro paese purtroppo abbiamo avuto loro, un cancro lungo vent’anni, lo dobbiamo sempre ricordare per i ns figli, nipoti e pronipoti!
Mi pare che su questo blog nessuno si sia dimostrato d’accordo sugli omicidi. Ci mancherebbe altro. Gli omicidi nati poi dall’odio sono i più efferati. Qui si è criticato il modo con cui nel caso che ci occupa è stato celebrato il ricordo di una vittima della violenza. Non esistono violenze buone o violenze cattive, la violenza è una sola, ed è il frutto crudele dell’ignoranza delle masse. Proprio in considerazione del tragico passato degli italiani sottomessi per un ventennio ad una devastante ideologia fascista, un rito che in sostanza alimenta l’odio e la violenza fra le persone ricordando palesemente quel periodo, è il sistema più nefasto ed improprio per celebrare i morti.
Tiziana, io non ho mai sentito nessuno parlare bene di Stalin. Nel 1953 fu proprio l’URSS a spiegare tutta la verità, da allora su Stalin si sa tutto. C’è in giro qualche leninista, questo sì: dicono che Lenin morì troppo presto, che non avrebbe voluto Stalin come successore, e che Stalin ha poi fatto quello che ha fatto. Lo dico solo come inventario, e ripeto: non ho mai sentito nessuno, a sinistra, parlare bene di Stalin. Molti sono rimasti fermi ai film di Don Camillo, ma i film di Don Camillo, e i romanzi di Guareschi, sono tutti precedenti al 1953 (anno della morte di Stalin, e delle rivelazioni di Kruscev).
Piuttosto, c’è qualcuno che pensa che Casa Pound e Forza Nuova darebbero la loro adesione a un ricordo, per esempio, di Fausto e Iaio? Erano anche loro due ragazzi di diciott’anni, come Ramelli.
il fatto che in Italia Stalin e Mao non abbiano fatto vittime mi sembra davvero..riprovevole come giustificazione: è come dire “se le vittime non sono italiane sono di seri b e non contano nulla”. le persone perseguitate, uccise, rinchiuse nei gulag, fatte sparire sono di serie B perchè non sono italiane, mi pare di capire secondo qualcuno che ha commentato prima di me.
e i milioni di vittime del nazisfascismo non erano di certo solo italiane!
chi è contro la dittatura dovrebbe essere contro tutte le dittature, anche quelle che non lo toccano personalmente…o no?
Questo a casa mia signifca stare dalla loro parte e difenderli.
Altre affermazioni somno un voler rigirare a tutti i costi la frittata: 2io non ho mai sentito nessuno parlare bene di STalin”. Bene forse no, ma o lo si minimizza (come il commentatore sopra)o lo si ignora. Stessa cosa per l’allusione a Fausto e Iaio e alla loro storia (che perlatro onosco bene come quella di Ramelli);no, non so di persona se qualcuno di CAsa puond darebbe la propria adesione a ricordare i due ragazzi di sinistra. E voi? lo sapete con certezza? lo avete mai chiesto a qualcuno?
Per certo so solo una cosa: che L’ANPi e nessuno di sinistra ha mai voluto dare la propria adesione alla commemorazione di Sergio Ramelli o di altri ragazzi di destra morti in quel modo.E’ vero: a parole hanno condannato quella violenza.Ma solo a parole, alle quali non sono seguiti dei fatti. Infatti in alcune occasioni l’ANpi si è opposta all’intitolazione di vie o luoghi a Ramelli, in questa occasione specifica ci si è opposti al fatto che il comune avesse messo a disposizion una sala per proiettare il documentario sulla sua storia( che quindi viene visto dall’Anpi e dai suoi iscritti noin come un docuemtnario che racocnta una storia di violenza che non deve più ripetersi, ma come “propaganda fascista””), non mi pare di aver mai visto nessuno di sinistra partecipare al corteo in sua commemorazione e sopratutto ci siè sempre opposti alla commemorazione stessa.
Si trovano come motivazione i simboli, ma sono solo una scusa: Aergio Ramelli era di destra e appare quindi improbabile che la sua parte politica decida di ricordarlo sventolando bandiere con lface e martello e cantando a squarciagola “Bandiera rossa”…a mio avviso sarebbe anche molto offensivo.
A questo punto chiedo io una cosa: dit che il problema sono i simboli. Bene, ok. Allora, in che modo sarebbe dovuta avvenire la commemorazione, secondo voi?
Alle commemorazioni di ragazzi di sinistra si sono sempre sventolate le bandiere di cui sopra, perchè erano della loro parte politica. O si vietano tutti questi simboli( che sono sempre, tutti nessuno escluso- quindi neanche le amate bandiere rosse- simboli di odio e violenza e di una volontà ben precisa di fomentarli) o non se ne vieta nessuno.
Senza contare che gli assassini di Ramelli furono coccolati e difesi dalla sinistra per anni.prima nascosti e protetti e poi, uan volta scoperti, difesi in mille modi che non si sono fatti scrupolo nemmeno di insultare la famiglia del ragazzo ucciso, come non si sono fatti scrupolo in altri casi di difese di questo tipo.
Del resto, pretendere di decidere come deve avvenire una commemorazione per un ragazzo di destra è un modo dittatoriale di imporre il proprio pensiero. Ovvero, tu puoi commemorare il tuo morto ma solo come io ti dico di fare….cosa c’è di più fascista?
anzi, se proprio vogliamo il sindaco di Roma da anni sta cercando di portare avanti un percorso di unificazione della moemoria delle vittime degli anni di piombo; però gli è stato impedito di partecipare alla commemorazione, ad esempio, di Walter Rossi perchè è di destra.Per me una cosa bellissima, una persona di destra che si spende per omaggiare un ragazzo della parte opposta. E invece no.Del resto il fatot di voler impedire la commemorazione di Ramelli, di Acca Larentia ( a gennaio)addirittura di non volere la proiezione del documentario su Ramelli sono tutti atteggiamenti che a mio avviso parlano molto chiaro.Così come lo è tacciare di fascismo chiuqne non si accodi ad approvare questo tipo di comportamenti. E quindi…chi è che tiene un atteggiamento volto ad alimentare l’odio e la violenza?
per esperienza personale posso dire di ricordare molto bene quando nel 2009 uscì il film IL SANGUE DEI VINTI, tratto dal libro di Pansa: un presidio di gente capeggiati da esponenti della locale sezione dell’Anpi che fuori dal cinema non solo protestava ma cercava di impedire fisicamente alle persone di entrare. Atteggiamento democratico e chiarissimo…
Bene, nessuno ha censurato nessuno. Detto questo, croci celtiche e marce naziste nella città di Milano non ne vogliamo vedere più. Ci sarebbe anche una legge per vietarlo, tra l’altro. Nessuno vieta le commemorazioni. per carità. ma il passo dell’oca e le svastiche sì. Milano ha risposto eloqurentemente a quelle cose lì il 25 aprile del 1945. Pratica evasa, diciamo. Punto
a.r.
ahahaahah!!! Il sindaco di Roma! Quello con la celtica al collo. Ok, basta cazzate, ciao
a.r.
Tiziana, non prendiamoci in giro: del povero Ramelli importa più a noi di sinistra che agli altri. Quelle manifestazioni servono non per ricordare un ragazzo ucciso, ma per riunirsi e gridare vivailduce. E’ per questo che siamo qui a parlarne, anche sul sito di Robecchi.
Noi a sinistra non parliamo mai di Mao, di Pol Pot o di Stalin perché il giudizio storico è chiarissimo, e c’è poco da aggiungere; appena si inizia il discorso ci si trova d’accordo, sono stati dei criminali, e cos’altro aggiungere?
Qualcuno mi deve ancora spiegare, invece, perché c’è gente che difende non solo Hitler e Mussolini, ma anche Pinochet, anche i generali argentini, e perfino Breivik.
La facciamo una veglia in memoria delle vittime di Breivik?
Grazie Alessandro! leggi il Coriere per noi che non lo compriamo e ci racconti le coglionerie di Battista.
Roma, la preside ‘vieta’
l’incontro con la partigiana
Giovanna Marturano, protagonista della Resistenza, oggi doveva incontrare gli studenti del liceo Righi. Stop della scuola: teme contestazioni dell’estrema destra. Sconcerto dell’Anpi.
….
«La motivazione addotta, ovvero il timore di contestazioni da parte di frange organizzate dell’estrema destra, dopo l’episodio avvenuto al liceo Avogadro nei confronti del partigiano Mario Bottazzi, è davvero sconcertante – spiega l’Anpi – Sulla base di questo ragionamento, le scuole romane dovrebbero piegarsi di fronte alle minacce di violenze fisiche o verbali da parte dei gruppi neofascisti e non dovrebbero più organizzare incontri o assemblee con i testimoni della Resistenza, della deportazione o della Shoah. In questo modo il lavoro didattico sulla Memoria – aggiunge l’associazione dei partigiani – verrebbe privato di un momento importantissimo come quello del confronto con i protagonisti dell`epoca.
Ecco…. ne vogliamo parlare, Tiziana?
Alba
@Tiziana…mettere sullo stesso piano Resistenza e Anni di Piombo è lo stesso giochetto che, più o meno, fanno Battista e il tuo idolo Pansa
@ Vittorio Grondona…che un prete rifiuti una messa in onore di Peppino Impostato è una notizia che non fa che confermare il ruolo che la Curia ha svolto nella storia, forte con i deboli, debole con i forti: è una tassa che non finiremo mai di pagare!!!!!
A pate che Pansa non è il mio idolo e non so da che cosa si deduca quest cosa, ma tant’è…non ho nemmeno messo sullo stesso piano anni di piombo e resistenza, anzi; mi sa che sono altri a farlo, ad esempio quelli che hanno organizzato il corteo contro Ramelli.
comunque vabbè.
Ammettiamo che quello che dite sia vero, cioè che l’anpi e la sinistra in generale considerano i morti di destra allo stesso modo di quelli di sinistra (nessuno però ha risposto alal mia donada:come doveva avvenire la commemorazione secondo voi? mi pare che questo silenzio si possa interpretare in un solo modo..); come mai allora si trovano queste cose:
http://www.anpi.it/milano-identificare-e-denunciare-i-resposabili-delle-sfilate-neofasciste/
http://www.infonodo.org/node/29040
http://www.pcl-lodigiano.it/content/una-di-casale-dedicata-un-fascista-non-la-vogliamo
ilprimo link,tratto proprio dall’Anpi, ricorda molto l’invito a praticare quelle operaziondi di schedatura cui furono sottoposti parenti e amici di ramelli quando andarono a trovarlo in ospedale e nche quando parteciparono ai funerali. E non certo per mandargli gli auguri a Natale…tra l’altro la cosa mi sembra pure un po’ illegale.
le altre due pagine credo si commentino da sole e siano molto esaustive sul rispetto che la sinistra porta a Sergio Ramelli e altri come lui.
Io sarei per commemorare le vittime di Oslo (il giochetto di tirarle fuori quando si parla di queste cose mi è ben noto, comunque, non siete i primi a praticarlo…per dimosrare chissà che cosa), ma se non si accetta di commemorare le vittime italiane la vedo dura su commemorare quelli stranieri!
@Alba: ok, ingiusto. Cosa si aspettava le dicessi?
ma adire la verità mi sembra davvero un caso isolato, dato che da più di 60 anni i partigiani ogni anno vanno nelle scuole d’Italia a raccontare la loro esperienza e sono smpre stati accolti bene. Al contrario, mi pare di reduci o vittime del terrorismo, che io personalmente non ho mai visto parlare nelel scuole, forse perchè non invitati o non hanno accettato, non saprei.
Ora che ho fatto il suo giochetto(dal quale deduco che secondo lei Sergio Ramelli deve pagare colpe che non ha ancora oggi perchè di destra!) come mai invece a Milano da quasi 40 anni si fann corte contro la commemorazione a Ramelli e nella sua vecchia scuola ancora oggi parlarne è tabù? E come mai ci si è opposti anche all’intitolazione di una scuola a suo nome, mentre per un’altra vittima del terrorismo (Claudio Varalli, di sinistra…) no?
risponda lei ora. e senza più fare assurdi giochetti che cercano di dimostrami chissà che cosa( e dato che conosco questi giochetti e il motivo per cui vengono fatti…ovvero”se difendi -Ramelli e i morti di destra allora sei contro i partigiani QUINDI sei cattiva e fascista!”Molto simile, senza offesa, al modo di ragionare di quelli che hanno cominciato aperseguitare quel ragazzo perchè aveva crticato in un tema le BR (di sinistra…nel caso non lo sapeste.) Non siete nuovi a questo tipo di cose, le ho già provate e presumo le proverò sempre)
Sergio Ramelli non ha messo bombe, non ha partecipato alla guerra, non ha ucciso nessuno, non ha impedito alla partigiana di parlare a scuola, ma- se ce ne fosse bisono di ricordarlo- è stato lui a essere ucciso da comunisti di Autonomia operaia che operavano nel nome della lotta partigiana e dgli idealie della resistenza. Come facevano tutti i terroristi rossi di quegli anni (non lo dico io eh, lo dicono loro, lo dice la Storia….basterebbe informarsi un momentino dai, prima di dire che npon è vero che i comunisti venerano Stalin e Mao- che tra l’altro all’epoca era seguitissimo e guai a contestsrlo!!!Oppure…forse, oggi, non lo fate più. ma all’epoca, sì, eccome. Non erano certo le persone normali a chiamare “compagni che sbagliano” i terroristi rossi; mentr i terroristi neri venivno chiamati terroristi e basta. ). Ed è da questo, a mio avviso che dovreste sentirvi maggiormente offesi. Non da chi vuole ricordare un ragazzo ucciso ingiustamente perchè non la pensava come voi.
apprezzo il dibattito, ma ora si esagera. Nessuno ha tentato di imepedire la manifestazione del nazisti (chiamiamo le cose col loro nome) che anzi sfilavano protetti dalla polizia (la stessa polizia che a norma della legge Mancino avrebbe dovuto arrestarli). Le pippe su Stalin e Mao vangono come Stanlio e Ollio. ‘è molta malafede. Magari qualche persona col cervello, o anche solo normale andrebbe a una commemorazione di Ramelli (perché no?) se non fosse un raduno di ss. E a quelle piccole patetiche ss di Ramelli non gliene frega un cazzo, lo sfruttano e lo strumentalizzano per fare le loro parate. Ricordare un ragazzo ucciso mi va bene, farlo con le croci celtiche e i saluti nazisti no. Ora basta. Adieu.
E visto che si parla di Storia con la maiuscola, ecco: prendere atto che quella storia lì (i fasci, i nazi) è finita sotto montagne di merda e di vergogna sarebbe un passo avanti.
a.r.
Giusto una curiosità: quanti anni ha Tiziana? Io sono coetaneo di Giusva Fioravanti, un po’ più giovane di Izzo e Ghira, e – soprattutto la storia della sinistra, socialismo comunismo e anarchismo, è antica e molto variegata, si comincia settant’anni prima di Stalin, forse anche prima: ne abbiamo beneficiato tutti, per esempio le donne. Mi immagino (spero) che Tiziana sia molto giovane, ai quindicenni concedo di non essere informati. (ho ancora vivo il ricordo di quel tizio di Casa Pound, trentenne, che andò in tv da Gad Lerner a dire che quelli di sinistra vanno in giro ad accoltellare gli altri. Non sto esagerando, penso che si possa reperire il filmato, eventualmente chiedere a Lerner che di sicuro se lo ricorda. Il livello della discussione è sempre questo, con Forza Buova e Casa Pound: li lasci parlare, conti fino a dieci, ed ecco che spunta la Repubblica Sociale Italiana. Ma, dico, almeno De Gasperi… non è che si chieda molto, De Gasperi, Don Sturzo, Gobetti…
Gobetti è morto come Ramelli, aveva 26 anni invece di 19: fa differenza?
Io invece mi chiedo come faccia una donna a essere di destra: è una contraddizione in termini! Per me la donna rappresenta l’amore, la poesia, la gentilezza, l’armonia, la libertà, l’arte (tutte cose che con la destra non hanno niente a che vedere). Credo anzi che per essere di destra una donna debba amare la sottomissione, avere quindi la consapevolezza che il maschio è dominante e padrone… Aldilà dei concetti deliranti espressi desidero ringraziare comunque Tiziana per avermi fatto leggere delle affermazioni dirette e inedite del nostro vate.
CAra Tiziana,
quanta carne al fuoco…
🙂
ti rispondo
ciao!
cara Tiziana,
Accetto il tuo invito a documentarmi, ma in questi anni ho già fatto una parte del lavoro che mi richiedi.
Visto che hai la pretesa di sapere come la penso su di Ramelli, che imputi a “quelli come me” il vizio di fare giochetti ed il pout-pourrì che sei riuscita a infilare nella risposta non sarò breve…
Caso isolato?
Ti invito a documentarti su come da oltre 60 anni questi partigiani sono stati accolti nelle scuole, negli anni 70 non era così, si sono verificati molti episodi di violenza da parte di ragazzi di destra su persone solo perchè ex partigiani.
La mia insegnante di italiano, si chiamava Ada Tommasi, è stata picchiata davanti al portone di scuola, proprio per il suo passato di partigiana… e ne parlava in modo angosciato ogni volta.
Il clima degli anni 70 poteva ricordare quello di una guerra, mentre ai piani alti si parlava di guerra fredda, con organizzazioni come gladio e un partito comunista foraggiato da Mosca, ai piani bassi la contesa era molto meno sofisticata.
Io non ho detto ne’ pensato che Ramelli dovesse pagare, ma posso assicurarti una cosa, avendo vissuto di striscio quegli anni: chiunque militasse in un movimento di destra o di sinistra sapeva che ogni manifestazione poteva sfociare in violenza, scontri, risse fino alla finale ed immancabile carica della polizia. Andare ad “attacchinare” era pericoloso per tutte le fazioni. Con questo non giustifico i comportamenti che si sono tenuti, ma considero come dato di fatto un periodo che con il fair play non aveva nulla a che fare.
Non riesco poi a capire l’accenno alle vittime di terrorismo… dovremmo invitare reduci delle vittime del terrorismo a parlare nelle scuole per il 25 aprile? Non vedo il nesso con la liberazione dal nazi-fascismo ma se vogliamo intraprendere questa iniziativa, dimmi, chi vogliamo invitare?
La moglie di Calabresi? I parenti delle vittime di piazza Fontana? Delle vittime dell’Italicus? di piazza della loggia? Questura di Milano? Peteano? I parenti di Pedenovi? di Alessandrini? di Tobagi? Delle BR? Dei NAR? Bologna?
Cara grazia che almeno la memoria della resistenza resiste (e perdonami il gioco di parole) perchè i ragazzi che hanno 20 anni nella maggior parte dei casi non sanno a cosa si riferiscono i suddetti nomi e molti sono anche convinti che la bomba in piazza fontana ce l’abbiano messa le BR, e parlano di terrorismo come se fosse tutta una cosa di sinistra, vero che tu lo sai che non è così, vero???
Se ti rileggi tutti i post, sei tu che hai iniziato a fare i giochetti sciorinando una serie di luoghi comuni, parlando prima del comportamento dell’anpi alla proiezione del film “il sangue dei vinti”, poi dicendo che la sinistra ha protetto gli assassini di Ramelli, passando per l’affermazione che non c’è mai stata alcuna denuncia per le vittime di Stalin (che tra l’altro mi pare di ricordare, uccidesse volentieri i propri oppositori politici sia all’esterno ma anche all’interno del partito comunista), per poi approdare trionfalmente sulla strage di Oslo… urka!
Il mio accenno ai fatti di Roma è per sottolineare le differenze tra l’iniziativa dell’Anpi e l’iniziativa dei tre ragazzi. Sono sicura che sei ben conscia del fatto che il partito fascista e tutti i suoi annessi e connessi in Italia, volenti o nolenti, è fuori legge. Commemorare un caduto con le modalità che sono state scelte è apologia di fascismo (legge Scelba, incredibilmente non comunista).
Non mi sembra troppo campato in aria chiedere che non vengano organizzati cortei con simboli nazisti, saluti romani ecc.
L’anpi si è sempre dichiarata contraria soltanto alle modalità non alla commemorazione in se’, ci mancherebbe altro..
Di diverso stampo è stata invece l’iniziativa a Roma, che è riuscita a creare problemi e a far arrivare la polizia a scuola.
Ho comunque seguito il tuo consiglio e vagato un po’ sul web da un sito all’altro.
Sono felice di comunicarti che lo scorso anno all’istituto Molinari è stato commemorato Ramelli, nonostante i timori della vigilia la cerimonia si è svolta SENZA incidenti.
E’ stata indetta anche una borsa di studio a nome di Ramelli e di Pedenovi.
Nel 2005 in zona città studi i giardini pubblici sono stati intitolati a Sergio Ramelli
Sempre nelle mie peregrinazioni sono giunta ahimè sui seguenti siti (qualcuno li chiamerebbe nazisti dell’Illinois) che hanno una singolare interpretazione dei fatti di allora e di oggi:
http://www.totalita.it/articolo.asp?articolo=1063&categoria=6&sezione=&rubrica=
alias come travisare a proprio uso e consumo un testo…
http://www.stormfront.org/forum/t874102-12/
bell’esempio di come è stato considerato il Sig. Fiano che ha preso parte alla commemorazione
http://www.consani.it/azionegiovani/documenti/ramelli.htm
dal quale si evince che il giornale Avvenire nel 1975 scriveva articoli imbeccati da Avanguardia Operaia… alla fantasia, come vedi, non c’è limite.
Ah, ultima cosa, mio figlio frequenta il Varalli, vedo la targa con le date di nascita e di morte 1957/1975 ogni volta che ci passo. Ti assicuro che ogni volta che osservo quelle date, penso solo all’inutilità della sua morte.
buona giornata
alba