Per pagina99, Piede Libero di oggi. Blair, Bush e le ragazzine del Califfato
Tra le numerose barbarie del mondo, l’infibulazione femminile occupa sicuramente una posizione molto alta in classifica. Non solo per il dolore, l’umiliazione, la negazione alle vittime di ogni piacere futuro, ma per la clamorosa dichiarazione di dominio dell’uomo sulla donna. Quindi l’editto con cui Abu Bakr al-Baghdadi rende questa pratica obbligatoria in tutto il Califfato dell’Isil (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) non è altro che un crimine contro l’umanità. Bisognerebbe fermare questa barbarie. Ma bisognerebbe anche che chi mentì sulle armi di Saddam per “esportare la democrazia” e giustificare una guerra criminale, i bushisti, i blairiani, i volenterosi missionari della civiltà, andassero a spiegare alle ragazzine che vivono tra Siria e Iraq cosa non ha funzionato. Perché quelle ragazzine sono anche vittime loro.
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Alessandro leggi un po qui : http://www.spiegel.de/politik/ausland/islamischer-staat-uno-faellt-auf-fatwa-zu-genitalverstuemmelung-herein-a-982791-druck.html
Sembar che la notizia della fatwa sia fasulla …
L’Italia si è dotata di una legge, la n.7 del 9 gennaio 2006 che vieta le pratiche di mutilazione genitale femminile. Lo so ce ne abbiamo messo del tempo, ma adesso la legge c’è. Di recente ho letto che nonostante tutto ci sono tanti casi, valutati in circa 40 mila, in cui in barba alla legge vengono praticate queste barbare torture anche nel nostro Paese. In questo periodo assistiamo ad una anormale migrazione in Italia anche dai paesi in cui si applica quella tradizione indegna del genere umano. Oltre alla verifica dell’identità dei migranti, dei loro diritti d’asilo, cosa prevede il nostro ordinamento in merito all’infibulazione femminile? Credo che un accertamento in tal senso sia indispensabile per una corretta prospettiva di integrazione del migrante in cerca di aiuto sociale in Europa.