Per pagina99. Il saluto romano degli Alfano-boys e il “boia chi molla” dei grillini
Da cinque giorni, via twitter, citando il suo account, chiedo lumi al ministro dell’Interno Angelino Alfano, leader del Nuovo Centro Destra. La domanda è sempre la stessa: è a conoscenza il dottor Alfano che molti giovani del suo partito, a una convention tenutasi a Pesaro (era il 19 gennaio) hanno cantato l’inno di Mameli in un tripudio di saluti romani? Se no, come mai è all’oscuro? Se sì, ha da dire qualcosa? Nel caso avesse qualche dubbio, ho allegato un link del video (realizzato da noiroma.tv e rilanciato dal messaggero.it. guardatelo qui). La domanda non è retorica né provocatoria. Angelino Alfano è il ministro dell’Interno e dunque garante della sicurezza mia e di tutti. In pratica dovrebbe vigilare come e più di altri sul rispetto delle leggi, tra cui, per dirne una, la legge Mancino. Che un esponente politico di primo livello, che discute della legge elettorale con altri prestigiosi (?) interlocutori non si pronunci su un fatto tanto grave che riguarda il suo partito è strabiliante. Ma forse si tratta solo di distrazione (certo Alfano ha molte cose da fare) e io continuerò a fargli quella domanda.
Poi, passa qualche giorno, ed ecco il deputato del Movimento 5 Stelle onorevole cittadino Angelo Tofalo che si infervora in Parlamento e, dai banchi della Camera, tuona un raccapricciante “Boia chi molla”.
Subito si scatena in rete una piccola bagarre: ignoranza? Semplice stupidità? Fascismo? Questa volta la difesa è strabiliante. A parte una piccola marcia indietro (“Ho involontariamente prestato il fianco…”) che suona come il vecchio caro “Sono stato frainteso”, Tofalo e molti suoi seguaci e sodali si arrampicano sugli specchi insaponati dell’etimologia e dell’origine dell’espressione “Boia chi molla”.
Una frase giacobina, non fascista (ci mancherebbe!) pronunciata per la prima volta a Napoli nel 1799, durante i moti per la Repubblica Partenopea dalla patriota Eleonora Pimentel Fonseca. E dunque ignoranti noi, debolucci e ipersensibili, che ci viene la pelle d’oca a sentire certe frasi nell’aula sorda e grigia.
Ecco. E’ un po’ come se, agitando una svastica qualcuno potesse dire: “Embé? E’ un antico simbolo indiano”. O come se, sbandierando una croce celtica, ci si difendesse tirando in ballo antichi druidi gaelici.
Chissà, pur passata l’età scolare, forse bisognerebbe spiegare a molti – a certi arditi a loro insaputa del M5S, ma anche al ministro dell’interno – che alcuni gesti e certi simboli e certi motti cambiano negli anni e nei secoli e prendono la loro identità da chi li ha usati peggio e ci ha fatto più danni. “Boia chi molla”, a partire dai fasci da combattimento per arrivare alla Repubblica di Salò e alla rivolta di Reggio Calabria fomentata da Almirante e dal Msi, è una cosa che sa di morte e dittatura. Il saluto romano non è chiamare un taxi. Eccetera, eccetera.
Eppure, proprio qui sta il problema: sempre più spesso il fascismo spicciolo che si incontra (nei gesti e nelle parole) sembra – o si traveste da – inconsapevole, quasi involontario. E dunque, verrebbe da dire, più vero e profondo. Più introiettato, più “naturale”. Non solo non fa paura, ma lo si usa come un linguaggio comune, come un intercalare, così come si dice cazzo, o cioè. Da dove viene questo lento e inesorabile sdoganamento? Questo “in fondo non c’è nulla di male?”. Forse da anni di de-ideologizzazione forzata. Oppure dalla storia insegnata nelle scuole con le crocette nelle caselle. O forse da quella serafica, candida e abusata convinzione che si possa essere “né di destra né di sinistra”. Cioè, in definitiva e in poche parole, di destra.
Commenti (9)
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Ai focosi boys del fascismo spicciolo bisognerebbe ricordare, per esempio, che la prima volta del premio di maggioranza uscì dal cilindro di aspirazione assolutista nel 1923 con la legge Acerbo n. 2444 del 18 novembre voluta da Benito Mussolini. Gli italiani seppero subito chi aveva vinto.Vinse un Governo super stabile che durò 20 anni!…
uno del M5S dice:
– “boia chi molla” opponendosi alla porcata della “ghigliottina”.
quelli del PD e di SEL:
– cantando “Bella Ciao” invece, danno i soldi (dei cittadini italiani tutti) alle “povere” banche, con l’ecamotage della norma inserita nel decreto per cancellare l’IMU..
chi è di destra?
chi è di sinistra?
E in ValSusa i grillini marciano e scarpinano cantano anche loro “Bella Ciao” assieme a tutti gli altri.
Quindi?
Quindi “fascisti” tenetevelo come insulto per chi fascista lo è nei fatti: ossia i “compagnucci belli” di mamma banke e padre colata di inutile cemento.
a pugno chiuso! sempre!
Padron Beppe ai suoi pupazzi deputati.
“Potevo fare di quest’ aula sorda e grigia un bivacco di nicknames”
meglio un “bivacco di nicknames” che non fanno accordi sottobanco, che la solita ammucchiata della coalizione di sinistra-hahah con berlusconi pro TAV, pro banche, pro armi, pro CIE, pro slot, pro Fini-Giovanardi e pro finanziamento pubblico, pronta a tutto pur di mantenere i propri lacchè coi soldi dei rimborsi truffa elettorali.
Si possono cantare tutte le canzoni che si preferisce, ma:
ognuno vive etica, morale, comportamento e rispetto che più gli con fà.
A pugno chiuso! siempre!
sinceramente mi indigno molto di piu per i 7 mld regalati alle banche dalla pseudo sinistra che per un “boia chi molla”
Ma si può dire che fanno schifo sia i “boia chi molla” sia chi va a braccetto con le banche?
Regola numero 1 (dal blog di Gilioli: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/02/03/stronzate-bozza-di-regolamento-ufficiale/)
“1. Le stronzate altrui non giustificano le proprie.”
Basta con questo tifo da stadio! Quando Renzi fa una porcata bisogna dire che ha fatto una porcata (va beh, difficile trovare qualcosa che non lo sia), ma quando Grillo e i suoi grillini si comportano da fascisti (che poi la loro critica era sacrosanta) bisogna pur dirlo! Ché il metodo è importante!!
ma quale tifo da stadio. han fatto OPPOSIZIONE.
e non si dà del fascio a chi sta facendo il proprio mestiere di parlamentare all’opposizione.
Da fascio si è comportata la Boldrini (di SeL… Salotto buono e Liberismo) che ha impedito a dei deputati di poter dire la loro, perchè ai suoi amichetti del PD e di FI, la cosa dava fastidio visto le mani in pasta che hanno nelle banche.
Compagni da salotto, i FASCI SIETE VOI che difendete una che spudoratamente si è comportata in maniera anti-democratica e fascistoide.
E sciacquatevi la bocca prima di cantare “Bella Ciao”.
Non vi appartiene!
A pugno chiuso. Sempre.
@stella
Se ti calmi e leggi ciò che la gente scrive, vedrai che nessuno difende la Boldrini per come si è comportata in aula. Però il fatto che abbia silenziato l’opposizione, non giustifica l’opposizione a insultare in maniera così grave altre persone. A quel punto i grillini son passati dalla parte del torto.
Se avessero attuato altri tipi di opposizione (come per altro è stato rilevato anche dal giornalista Scanzi, non proprio un antigrillino, o sbaglio?) il dibattito politico sarebbe potuto rimanere sull’oggetto della contestazione e sull’enorme regalo fatto alle banche e sul riempire un ddl di materie assai diverse. Ma vista la reazione dei 5 stelle, l’attenzione si è spostata sul modo della protesta.
ma se non ti permettono ILLEGALMENTE di parlare (alla Camera non esiste la “ghigliottina”, oppure citami articolo e codice dove questa sia scritta), lo avranno qualche diritto almeno a protestare (anche sopra le righe): si o no?
ci si rende conto della gravità dell’impedire alle opposizioni di potersi esprimere? e poi si sente cianciare di “regole, forme e Democrazia”: boh!?
il resto è solo fuffa, il guardare il dito e non vedere la luna.
Gli unici FASCISTI (nella peggiore e più lurida delle accezioni) nelle parole e nei comportamenti son stati PD e SeL coi loro cari ALLEATI Alfano et similia.
A pugno chiuso. Sempre!