Variazioni sul tema – Cicchitto, Belpietro e il rapinatore “fiducioso”
Ore d’angoscia e momenti di terrore, ieri a Roma, quando un uomo armato si è barricato all’interno di un ufficio postale, minacciando di uccidere tutti gli ostaggi, una settantina secondo le prime ricostruzioni. Nella tarda mattinata è stato diffuso l’identikit del misterioso malvivente: elegante, apparente età di settantatré anni, basso di statura, capigliatura probabilmente posticcia, orecchie enormi, accento del nord. La polizia, allertata la Procura, ha avviato le prime trattative. Numerose le reazioni del mondo politico: ecco le principali dichiarazioni battute dalle agenzie.
Fabrizio Cicchitto: Stupisce l’accanimento delle forze dell’ordine che sono arrivate al punto di circondare l’ufficio postale con uno spiegamento di forze spropositato.
Daniela Santanché: E Marrazzo, allora? E Vallanzasca?
Emilio Fede: Una normale bolletta da pagare. E poi, in un ufficio postale uno è libero di fare quel che vuole, no?
Monsignor Bagnasco: Limitare gli eccessi e le contrapposizioni. E’ doveroso un richiamo alla moralità, ma anche le forze dell’ordine diano l’esempio, ritirandosi ed evitando l’accanimento.
Daniela Santanché: E Fini, allora? E Pietro Pacciani? La sinistra li ha sempre difesi. Ma lo sa quanti ostaggi ha preso Stalin? Milioni!
Alessandro Sallusti: Sinistra con doppia morale: prima assolve gli espropri proletari, poi si accanisce su un cittadino che pretende un miglior funzionamento delle Poste, rovinate dai sindacati.
Luigi Amicone: Andiamo, siamo uomini di mondo. Chi di noi non ha mai preso settanta ostaggi in un ufficio postale?
Giuseppe Cruciani: Tenere sotto tiro settanta ostaggi. Embé? Vi scandalizzate voi? Io no, non capisco questo clamore.
Gaetano Quagliariello: Un vero linciaggio mediatico. Cosa ci facevano settanta persone in un ufficio postale? Qualcuno le ha pagate per andarci?
Carlo Rossella: Ostaggi! Che esagerazione! Diciamo clienti delle Poste momentaneamente trattenuti da un altro cliente.
Maurizio Belpietro: Ma scusate, quali prove abbiamo che quel signore minacci gli ostaggi? Siete stati là dentro, voi? No. E allora sono solo illazioni.
Verso sera, la situazione si è felicemente risolta, gli ostaggi sono usciti sani e salvi, soltanto un po’ provati dall’esperienza e depressi dalle barzellette raccontate dal rapitore. Il malvivente si è detto sereno e fiducioso che il polverone sollevato dalla sinistra si risolverà in un boomerang e non gli bloccherà la strada per il Quirinale.
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Ah Ah Ah!
E’ vero, andrebbe proprio così.
(le affermazioni della Satankè sono vere non le hai inventate)
Bravissimo Robecchi.
ogni tanto sento il bisogno di dirlo: un tuo pezzo è più di un commento politico, più di un corso di giornalismo, più di un romanzo satirico, più più più.. sempre più bravo, Robecchi! (P.S. la santanchè è il top)
e Straquadanio allora? lo proporrebbe come minimo nuovo Premio Nobel per l’economia o, in alternativa, come nuovo Presidente di Poste Italiane spa, mentre lele mora proporrebbe di spaccare le gambe a tutti i clienti comunisti delle poste, così imparano! Grande Ale,sei il migliore (non Togliatti)
Donato
Minzolini: cosa dite? un 70enne con la moquette in testa alla posta? Ostaggi? No, abbiamo altre notizie più importanti. E’ scoppiato il caso della cerbottana con proiettili di carta trovati vicino il portone della casa di Sallustri. Una vera barbarie. C’è Rosy Bindi che soffia sul fuoco dell’odio.
Rosy Bindi ha capito che non è per lei che si elevano i cori… Qui c’è lo zampino di Bertinotti. E’ troppo fine la furbata per mettere in crisi chi non vuole le primarie, soprattutto col “rischio” Vendola. Capisco che le primarie, dove normalmente vince il candidato prescelto dal partito di maggioranza, non sono il massimo della democrazia. Della scemenza del popolo, preso ovviamente nel suo insieme, infatti, il Cavaliere e la Lega Nord sono un classico esempio. Questa volta, come è già accaduto in Puglia, il caso Vendola potrebbe essere ancora l’eccezione… Per questo nell’opposizione sono sorte numerose perplessità in proposito. Oggi, per fortuna o purtroppo, le primarie sono l’unico modo per far digerire un leader alle varie correnti di pensiero di cui è necessariamente formata una coalizione di partiti.
Il principale referente politico della Libia in UE se ne fotte delle centinaia di morti libici, in nome della più bieca propaganda elettorale, che peraltro è l’unico modo che questa destra conosce per governare.
Forse per evitare di spiegare al belante elettorato come mai gli sbarchi continuano nonostante gli accordi, le motovedette e le visite con amazzoni al seguito.
Prima ci facciamo ricattare da una dittatura da operetta, ignorata persino dai paesi arabi, che quanto a ridicolaggine istituzionale non scherzano, poi salta fuori che ci prendevano per il culo, perché non controllano un accidente, specialmente sulle coste.
Non resta che abbozzare e preparare la solita raffica di balle.
Se ‘sti puttanieri della libertà si limitassero ad andare a troie, farebbero meno danni.
”Io sono legato da amicizia vera con il presidente egiziano Mubarak, con il presidente libico Gheddafi e con il presidente della Tunisia Ben Ali”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa di fine anno. (Yahoo! Notizie, 23 dicembre 2010)
Avvertite Putin che cominci a toccarsi i gingilli, perchè questo, oltre a tutti i difetti che ha, porta anche una sfiga nera…