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Maroni: più cattivi con i clandestini. A Nettuno gli hanno dato ragione

martedì, 3 Febbraio 2009

Il ministro degli interni Bobo Maroni ha detto la sua: "Per contrastare l’immigrazione clandestina bisogna essere cattivi". La dichiarazione è di oggi, al Corriere della Sera, ma le parole del ministro degli Interni erano già state prese molto sul serio due giorni fa a Nettuno, da tre italiani, F.S. (minorenne), Francesco B. e Gianluca C., arrestati dai carabinieri. Precedendo con rara lucidità l’invito del ministro degli Interni, certo B.M. (maggiorenne), i tre ragazzi hanno dato fuoco a un immigrato di origine indiana, riducendolo in fin di vita con la modica spesa di un euro di benzina. "Essere cattivi con i clandestini", frase che viene nientemeno che dal responsabile della Pubblica Sicurezza della Repubblica Italiana, sarà probabilmente la principale carta della difesa al processo, quando i tre giovani patrioti italiani potranno dire di aver anticipato con i fatti le parole del ministro. La difesa punterà tutto sul fatto che i tre non hanno fatto altro che mettere in pratica l’alta lezione morale del ministro degli Interni, e al massimo ripiegheranno sull’infermità mentale. Del ministro.
Nella foto, il ministro B.M. con due amici al tradizionale ritrovo di Pontida.
PS) Mea culpa: ho cercato invano su giornali e agenzie i nomi e i cognomi dei tre delinquenti di Nettuno, molto cattivi con i clandestini. Comprensibile che non ci sia il nome per intero del minorenne, ma mi chiedo come mai non c’è il nome e cognome dei due maggiorenni. Qualcosa mi dice che se fossero stati rumeni sapremmo nomi e cognomi e vedremmo le loro facce ben incorniciate nei telegiornali. Strano, eh!

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