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Voi siete qui – Barbarossa, chi lo vede pirla è…

C’era Berlusconi. C’erano Tremonti, Zaia, Calderoli, La Russa. C’era naturalmente Umberto Bossi, la disastrosa sindaca di Milano signora Moratti, c’erano i padroni della città come Salvatore Ligresti, c’era Fedele Confalonieri, la Lega al gran completo, Formigoni, Simona Ventura, qualche banchiere, un po’ di Rai nordista. Tutti eleganti e tutti frementi, perché come diceva il Puzzone Supremo “la cinematografia è l’arma del regime”, e qui c’erano tutte due: cinematografia e regime. Sul grande schermo al Castello Sforzesco si proiettava Barbarossa, film di Renzo Martinelli su Alberto da Giussano che libera il nord dal centralismo imperiale. Un film fortemente voluto da Umberto Bossi per dire che lui è come Alberto da Giussano che caccia Roma ladrona. Ci teneva tanto, il Bossi, a ‘sta cagata, che se ne parla pure nelle intercettazioni: il Presidente del Consiglio fa notare al telefono (a Saccà) che l’Umberto gli scassa la uallera con ‘sto film un minuto sì e l’altro pure. Nel film ci sono 4.500 cavalli e un solo segretario di partito: il Bossi che fa un cameo. Compare in un fotogramma con la sua faccia da scappato di casa e un vestitino medievale. A guastare la perfezione della metafora mancano alcune cose: i migranti condannati a morte dal pacchetto sicurezza voluto dalla Lega, per esempio. O le brave famiglie padane che non mettono in regola le badanti per risparmiare 500 euro, preferendo esercitare la schiavitù che pagare i contributi. Gli stranieri però ci sono: il film è stato girato in Romania, che costa meno, con comparse rumene, che costano meno, etica padana a cui i vip della prima hanno battuto le mani. Tutto ‘sto circo di regime è costato una trentina di milioni di dollari, la Rai (cioè noi) ha messo il 40 per cento, il ministero dei Beni Culturali (cioè noi) il 10 per cento. Esce in trecento sale. La mia recensione è questa: aridatece Leni Riefenstahl. Sottotitolo: “Chi va a vederlo è un pirla”. Oppure un complice.

34 commenti »

34 Commenti a “Voi siete qui – Barbarossa, chi lo vede pirla è…”

  1. Scommetto che per vedere il Bossi qualcuno affronterà il sacrificio del film. Alcuni personaggi sono di tiraggio, come “Roberta” (credo che si chiamasse così la modella) del magnifico cartello pubblicitario affisso in tutte le città per la reclame di stuzzicanti mutandine che per la verità non sono state quelle ad attirare l’attenzione maschile e anche femminile. Minzolini di regime, stampa di regime, film di regime, politici di regime… Accidenti, più si va avanti e più mi rendo conto di trovarmi, mio malgrado, nel bel mezzo di un sofisticato regime di idiozie…

    da Vittorio Grondona   - domenica, 4 ottobre 2009 alle 10:43

  2. Leni Riefenstahl era davvero grande, fin dal 1920 quando scalava le Alpi con Arnold Fanck. Invece questi qua si affidano a uno che ha fatto notizia solo perché ha fatto un film sulla Repubblica di Salò (un film decisamente brutto, detto per inciso: lo conosco solo perché sono appassionato di storia del cinema, cerco di guardare tutto) (ma questo no, a meno che non sia per il piacere di rivedere Rutger Hauer: nell’occasione marchettaro anche lui, ma pazienza).

    da giuliano   - domenica, 4 ottobre 2009 alle 11:05

  3. Concordo ancora una volta con Robecchi e Giuliano che reclamano almeno il ritorno del tocco di classe della bella Leni Riefenstahl, la quale non solo scalò le Alpi con le sue gambe, ma ebbe l’energia e la curiosità di sperimentare tante e diverse vite in un’unica sola e lunghissima esistenza (anche se, è bene ricordare, non disdegnò come il direttore d’orchestra Karajan di celebrare il nazionalsocialismo, mentre tanti altri preferirono dire no e con ciò complicarono di molto la loro vita e, nel migliore dei casi, furono costretti ad emigrare per salvare la pelle…).
    Ma torniamo al punto: manco il minimo di occhio artistico hanno sti inaccettabili fascistoni italiani di bassa lega (ops!).
    In compenso, del gusto hitleriano hanno ereditato tutta la propaganda nazionalpopolare; un dato su tutti: come il dittatore Hitler andava blaterando alla radio che la razza ariana era quella pura e germanica fatta di uomini alti, belli, biondi, con occhi celesti secondo i tratti nordici più stereotipati mentre lui era tracagnotto, scuro di pelo e pure bruttarello non poco; allo stesso modo, sti berlusconiani addestrati al dio quattrino vanno in giro a celebrare la superiorità della razza leghista (?) arruolando dei rom come perfetti rappresentanti dei loro predecessori!
    Che pena mi fa quest’Italia trashiona e indifferente al brutto.
    Ebbene sì. Il determinismo della storia sembra seguire gli stessi cicli vichiani, ahinoi, colorandoli via via di forme diverse a seconda dei contesti culturali; ma la sostanza non cambia. Starebbe dunque a noi, esseri umani, opporci a queste maglie naturali, che impongono la vittoria dell’ingiusto sul giusto. Sta ai vivi come noi, cari Robecchi e Giuliano, rimboccarci le maniche e lavorare duramente in funzione dell’emancipazione dell’umanità dallo stato ferino o barbarico di turno. Na fatica aprire il cervello degli italiani, però!
    Ah, dimenticavo: che si fottano pure anche tutti gli attori e tecnici e quant’altro che, pur sapendo quello a cui partecipavano, hanno deciso di dare il loro contributo a sta schifezza per pagare il mutuo della casa!
    In un regime, difatti, non è possibile stare or di qua or di là: esso impone un aut aut, vale a dire che ci si schieri, che si prenda posizione perché siamo in guerra, ragazzi, una “guerra civile fredda”. Luttazzi docet.

    da angela   - domenica, 4 ottobre 2009 alle 12:37

  4. Mi pare giusto, a questo punto, riportare una citazione del Grande Regista: «Qui posso permettermi una troupe di 130 persone, solo 15 gli italiani, i capisquadra. Qui ho a disposizione migliaia di comparse, cavalli e stuntman a bizzeffe. Un macchinista in Italia costa 1500 euro al giorno, qui 300. Da noi dopo nove ore scatta lo straordinario, qui non esistono limiti d’orario. Per la manovalanza si usa lo “zingarume rumeno” a 400, 500 euro la settimana»

    da arco   - domenica, 4 ottobre 2009 alle 13:09

  5. Davvero ci sta pure Bossi nel film? O.o

    da CoB   - domenica, 4 ottobre 2009 alle 13:12

  6. continuo a sentire tirare in ballo sto benedetto mutuo da pagare come elemento condizionante il valore della coscienza civile. beh, se da una parte si chiede di non pagare il canone televisivo per ovvie ragioni diopportunismo politico, dall’altro si potrebbe chiedere di non pagare il mutuo,giusto per controbilanciare…

    da daniele   - domenica, 4 ottobre 2009 alle 13:38

  7. azzzzzzzzo!
    renzo martinelli, quello che faceva i videoclip dei rockets !
    e adesso dirige bossi, ne ha fatta di strada !

    da king Mob   - domenica, 4 ottobre 2009 alle 13:58

  8. Il fatto che il film sia stato girato in Romania lo ignoravo, ed è l’ennesima barzelletta grassa: Umberto Bossi che gira un film in Romania dopo tutto quello che ci è toccato sentire sui romeni, hai voglia ad inventarle… Ma tanto i miei compaesani varesotti e comaschi si bevono qualsiasi cosa.

    da giuliano   - domenica, 4 ottobre 2009 alle 14:05

  9. Martinelli aveva fatto di meglio.
    Mi sa che tiene famiglia pure lui.

    Dai giornali di oggi, quel media insurrezionalista del Corriere della Sera….ma guarda un po’.

    Il lodo (si fa per dire) Alfano è incostituzionale:
    http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=04-10-2009&pdfIndex=82

    ma come disse il lucidissimo Gasparri, un Ghedini o un Ghedoni per ripresentarlo lo si troverà.
    E qualcuno lo (ri)controfirmerà.
    (perchè sennò me lo ripresentano uguale si giustifica e giustificherà il Presidente. Il Presidente di cosa a questo punto, è roba da psicanalisi. O da espatrio)

    da Zoran Menez   - domenica, 4 ottobre 2009 alle 16:40

  10. “’Chi va a vederlo è un pirla’. Oppure un complice.”
    ma questo non e’ giusto dai! ma se a uno piace il genere perche’ non deve andare a vederlo, perche’ bollarlo come pirla-complice di questo regime?! Allora tutti quelli che guardano i canali fininvest o il digitale terrestre a pagamento Mediaset premium e comprano i prodotti pubblicizzati in quelle reti, o compra i libri mondadori, il giornale “il giornale”, il giornale “Libero”, chi compra su mediashopping, chi lo ha votato sono tutti complici!
    ops…

    da zioFa   - domenica, 4 ottobre 2009 alle 16:42

  11. È marketing in legaiolo-style. Prima il produttore diceva “il regista è un vero cretino”, ora lo slogan, coerentemente, sarà “Venite a vedere questo film, è una vera merda!”
    Per citare un altro classico del genere, non ne resterà che uno! Prima o poi, chissà…

    da Abesibé   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 01:12

  12. Arrivo al punto: non me ne frega niente se Martinelli tiene famiglia.
    L’operazione è mirata e credo che nessuno possa metterlo in dubbio.
    Il regista sarà anche bravo (!?!?!) ma in questo momento un film di questo genere vale come una marchetta.
    L’elitè di governo quasi al completo che visiona la pellicola.
    L’entusiasmo per lo spettacolo.

    Questo non è cattivo odore, questa è vera e propria puzza.
    Ad essere complici di un regime in costruzione son buoni tutti.
    (compresi Michele Placido e Salvatores)

    E quando il film viene preceduto da intercettazioni come quelle citate ED ANCORA SI PRODUCE vuole dire davvero che non esiste limite alla bassezza umana.
    Davvero complimenti a Martinelli.

    Off topic 1-
    @ Zoran Menez: occhio che sempre sul corriere di oggi si affrettano a spiegarci però che Napolitano sullo scudo fiscale ha fatto non bene ma benissimo A CONTROFIRMARE.
    Non parlano del paradosso Scalfaro o della sostanza di alcuni dubbi (che ca**o vuol dire che tanto al secondo passaggio “dovrei comunque firmare”???? Mi sono bruciato il cervello o cosa??? Secondo questo criterio evitiamo pure di entrare nel merito, inseriamo l’obbligo di firma alla prima visione e tanti saluti a tutti)

    No, se ne guardano bene.
    ______

    Off topic 2-

    Tempo addietro, forse un paio d’anni, al cinema mi è toccato vedere più volte lo spot elettorale della lega.
    Sembrava un trailer ed era quanto di più agghiacciante fosse stato messo in cantiere.
    Si vedeva un guerriero molto barbarossesco correre a cavallo in mezzo ai boschi (a copiare Excalibur son buoni tutti).
    Ecco una delle versioni mandate in onda NEI CINEMA:
    http://www.youtube.com/watch?v=UBA65meS5OU&feature=related
    Gustatevelo perchè NON E’ UNA VERSIONE PARODISTICA, anche se il dubbio sarebbe legittimo.

    —–

    ..e andiamo, cantando, incontro all’abisso.

    da Fabio Sallustro   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 08:16

  13. Non c’era il ministro Brunetta! Chissà cosa avrebbe potuto dire sui registi parassiti che spendono allegramente i soldi dei contribuenti!

    da Clodoveus   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 08:39

  14. Mi sa che è meglio il pirata Barbarossa dei cartoni animati..

    da ReAnto   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 09:52

  15. Renzo Martinelli è il peggior regista vivente, vedere tutte le sue “opere” per credere…direzione degli attori disastrosa, ricorso ad effetti speciali all’americana (senza le capacità degli americani…) ed, infine, temi che, magari, sarebbero anche interessanti (vedi “Vajont” o “Piazza delle Cinque Lune” sul delitto Moro) ma che scandagliati da lui diventano un misto tra la farsa tragica e la grettezza più totale!

    da Mauro Pigozzi   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 10:24

  16. Io non sono pirla e quindi non lo vedrò…ma neanceh Baarìa vedrò!Primo perchè è un genere di film oleografico che proprio non mi interessa…poi,perchè l’ha finanziato proprio lui, il nostro dux che ora aspetta che vinca anche l’Osca! E così, la faina,potrà dichiarare di aver riportato il cinema italiano agli onori internazionali, mentre il suo miniminiministro taglia a colpi di accetta i fondi del FUS per lo spettacolo e quindi anche per il cinema!
    E Tornatore si incavola pure perchè i complimenti del suo finanziatore gli hanno dato fastidio…behh, poteva pensarci prima e trovare fondi altrove…oppure fare un film un po’ meno dispendioso…o no?

    da mietta   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 12:22

  17. RESISTERE…RESISTERE…RESISTERE..

    Ps:

    Fino a quando?, si rischia di fare veramente la figura dei coglioni.

    da Maurizio   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 14:06

  18. Bossi interpreta il personaggio di un nobile lombardo. Una comparsata. Martinelli dichiara “Solo un gioco, mi piace mettere i miei amici nei film ci sono anche il mio commercialista e il mio fiscalista” e definisce lo stesso Bossi “il mio compagno di viaggio”. Altro che mutuo da pagare.

    Chi va vederlo è sia pirla che complice.

    da Proteustien   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 14:07

  19. http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/pdf/radF8538.tmp.pdf

    Articolo di Franco Cardini, che non mi sembra l’ultimo arrivato.

    da ajeje   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 14:59

  20. mentre aspettavo l’inizio di Baaria,ho comprato 3 oscar mondadori (c’era il 3×2). Mi siedo in poltrona con i sensi di colpa che potete immaginare, e parte il trailer di Barbarossa. Quando il ragazzotto che minacciava con l’arco Barbarossa gli ha gridato in faccia “Io sono Alberto da Giussano!” mi è sfuggita una incontrollabile, ma modesta, pernacchia. Non avrebbe potuto estinguere la colpa di aver dato dei soldi a medusa e Mondadori, ma forse sarebbe stata più consolatoria un’esecuzione come questa.www.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0

    da lembo11   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 15:42

  21. Per Fabio Sallustro.

    Perchè Gabriele Salvatores?

    da Carlo   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 18:28

  22. Boicottiamo Baaria per i motivi estetico-politici già espressi da mietta (commento n.16)+ un altro etico relativo agli animali,
    ma lasciamo stare anche la Riefenstahl che arte o non arte ha lustrato le scarpe a un orrendo padrone

    da adele5   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 19:17

  23. carlo,
    mi sa che sia stato un lapsus quello di fabio sallustro, che ha scambiato “tornatore” con “salvatores”…
    in effetti, talvolta potrebbero essere confusi.

    da fansss   - lunedì, 5 ottobre 2009 alle 21:35

  24. Grazie a Fansss e Carlo: avevate ragione. :-)

    Lapsus!

    da Fabio Sallustro   - martedì, 6 ottobre 2009 alle 09:29

  25. Gli Oscar direi che si possono comperare. Oggi sappiamo con certezza che alla Mondadori c’è stato un golpe… (Del resto, a suo tempo Topolino se ne era accorto prima degli altri ed era scappato via subito)

    da giuliano   - martedì, 6 ottobre 2009 alle 11:33

  26. Okkei gente, 43 euro e 95 a testa per salvare Fininvest e Berlusconi non è niente. Si può fare, ma proprio tranquillamente si può fare.
    Mandate i soldi sul c\c 1459-14589-7, il mio, che io poi li faccio avere a De Benedetti e mando regolare ricevuta a Berlusconi.
    I primi 1000 versamenti riceveranno due ingressi omaggio per il film del secolo: “Barbarossa”. I secondi 1000 una batteria di pentole antisdrucciolo e i terzi 1000 una foto di Schifani nudo all’età di sei anni.

    da gianguido mussomeli   - martedì, 6 ottobre 2009 alle 12:50

  27. va bene gianguido, io parteciperò ma soltanto dopo i primi 2000 per non perdermi la foto di schifani nudo. Speriamo che nel frattempo Berlusconi non decida di pagare sennò addio sottoscrizione.

    da Carlo   - martedì, 6 ottobre 2009 alle 18:46

  28. Come va il mondo… Il sultano deve restituire il maltolto perché una sentenza dice che ha fatto il “birichino” ed i suoi cortigiani, fedeli fino al ridicolo, minacciano di scendere in piazza per protesta. Il sultano ha fatto quattrini in ogni settore in cui in qualche modo c’entra lo Stato e non vuole dire come ci è riuscito. Il sultano narciso si diverte nelle sue stanze travolto da libidini sfrenata, inconsapevole del fatto che la “merce utilizzata” gratuitamente ha solo fini celati di facili carriere politiche e di appalti, e seppure scoperto, non vuole che gli altri lo sappiano. Il sultano ha un passato misterioso… Qualcuno dice che sia addirittura corresponsabile nella corruzione di un magistato… Il sultano si è impadronito del potere centrale, ignorando perfino il nostro Parlamento, e la verdognola Lega Nord invece di battersi per smantellare il suo impero, diventa la sua migliore socia d’affari… Forse solo nel film la lega è coerente col passato, ma non ci giurerei. Oggi difende il carroccio del potere e di quello con le insegne cittadine se ne frega altamente. Il prossimo film sarà sulle crociate?…

    da Vittorio Grondona   - martedì, 6 ottobre 2009 alle 20:10

  29. Sempre a proposito di iconografia leghista:
    http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=149648
    http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=149049

    da Gianfranco Bertani   - martedì, 6 ottobre 2009 alle 22:01

  30. non ho ascoltato i vs consigli e ho voluto assistere a “Baaria” che dire per me è la versione vanziniana di “Novecento”
    ma siamo sicuri che è di tornatore ?
    sarà che anche lui s’offre come pansa,
    che siano stati contagiati entrambi dal nuovo virus la febbre supina ?

    da king Mob   - mercoledì, 7 ottobre 2009 alle 13:25

  31. @ king Mob

    Il tuo commento conferma ciò che avevo detto…anche Tornatore si è bevuto il cervello e si è appecoronato per far un film oleografico, brutta copia appunto di “novecento”, opera di ben altro spessore. Me ne ero fatta una idea quando lessi che il sultano lo aveva assai apprezzato…se apprezza lui meglio cambiar film!

    da mietta   - mercoledì, 7 ottobre 2009 alle 13:51

  32. Non vedrò baaria, faccio una scelta di campo chissenefrega. tutto quello che appartiene al pagliaccio non lo compro e non contribuisco alle sue case. Se facessero tutti come me in due settimane lo sbanchiamo.
    Tornatore ha fatto una pippa di film e quoto quello che dice mietta.

    da Maurizio   - mercoledì, 7 ottobre 2009 alle 18:02

  33. Per quanto riguarda i finaziamenti per esempio di questo Barbarossa, 30 milioni di euro, provengono per oltre il 60% da un consorzio di imprenditori privati, nella fattispecie piemontesi e per il resto prodotto da Rai Trade che così si è accaparrata i proventi della trasmissione nelle sale e in televisione. Il finanziamento statale del Fus, essendo un film di carattere e rilevanza storica per il paese, ammonta solo a poco più di un milione di euro. Il film girato in inglese ha gia’ riscosso un grande successo al Mipcon di Cannes dove, appena presentato, è già stato acquistato dai paesi dell’ex Unione Sovietica come Repubblica Ceca, Slovenia, Bulgaria nella versione televisiva e Russia nella versione cinematografica. Carlo Nardello Amministratore Delegato di Rai Trade, precisa che sono in corso contatti con distributori cinematografici e televisioni di Inghilterra, America Latina, Cina, Giappone e Stati Uniti. Mi dispiace per chi rema contro ma questo film sembra avere i requisiti giusti per conseguire un ottimo successo all’estero. E poi diciamoci la verità, fra Cesaroni, film sulla Mafia, quella noia mortale di Baaria (2 palle così), film sugli antichi romani ecc., per una volta che c’è un film che parla della storia del nord, della nostra gente, lasciatecelo vedere un po’ in pace!

    da Berto   - mercoledì, 7 ottobre 2009 alle 19:40

  34. Berto, speriamo che noi si possa NON VEDERLO in pace… sono ormai 25 anni che qui si vede solo e soltanto quello che vuole quello là.
    (25 anni, quasi trenta)

    da giuliano   - mercoledì, 7 ottobre 2009 alle 22:25

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