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Ven
13
Mar 09

Incredibile! Il padrone che licenzia ha un sosia deputato del PD!

Una vicenda incredibile, un caso più unico che raro, una somiglianza davvero strabiliante, e un ancora più incredibile caso di omonimia. Ecco la storia. La signora Maria Paola Merloni siede nel consiglio di amministrazione della Indesit, l’azienda di elettrodomestici che ha annunciato la chiusura del suo stabilimento di None (Torino), e al contempo assunzioni nella sua fabbrica polacca. In pratica: seicento lavoratori torinesi a casa, seicento famiglie sul lastrico in piena crisi e delocalizzazione per sfruttare i più bassi salari polacchi. E’ una cosa veramente disgustosa, gente! Ma ancora si più si sono disgustati gli operai di None, quando si sono accorti che una onorevole del Pd, eletta alle ultime elezioni in quota "imprenditori illuminati" (ah, ah) è praticamente identica alla signora Maria Paola Merloni. E’ davvero una curiosità, si sono detti i seicento operai dell’Indesit, e la loro incredulità è aumentata quando hanno saputo il nome della deputata del Pd: Maria Paola Merloni. Le coincidenze si fanno davvero un po’ troppe: uguale la faccia, uguale il nome e pure il cognome, uguale il lavoro che fanno… Vuoi vedere che… I lavoratori della fabbrica Indesit di None vorrebero ora fare una serena chiacchierata con Walter Veltroni, Goffredo Bettini, e chiunque altro abbia collaborato a comporre le liste elettorali del Pd alle ultime elezioni. Promettono di incontrarli disarmati.
Nella foto a destra, maria Paola Merloni, del consiglio di amministrazione della Indesit. Nella foto a sinistra, Maria Paola Merloni, deputata del PD.

14 Commenti a “Incredibile! Il padrone che licenzia ha un sosia deputato del PD!”

  1. Beh, ma un’ideuzza sul PD ce l’eravamo già fatta quando ha candidato un Calearo ed un Colninno (a proposito, che fine hanno fatto?)…ma questa è la ciliegina sulla torta, anzi un altro po’ di cicuta per i lavoratori.E’ un’associazione a delinquere tra destra e simil-sinistra…
    Ora sarei curiosa di sapere che ne pensa Franceschini…è così che ci si riavvicina ai lavoratori, a quelle categorie che si guadagnano il pane onestamente e non fregano lo Stato?
    Ieri sera ho avuto il “dispiacere” di ascoltare Renzi, il candidato sindaco di Firenze (vabbè che pure l’attuale non ha scherzato!)…se questo è il nuovo che avanza, anzi il vecchio rivestito di viola!!!

    da mietta   - Venerdì, 13 Marzo 2009 alle 16:04

  2. Anche dalle nostre parti (Vicenza) abbiamo un Massimo Calearo, industriale a favore delle basi da guerra americane, che si chiama come un deputato del PD. Sarei anche curioso di conoscere la sua posizione sulle leggi fasciste contro il diritto di sciopero.
    Proprio oggi ho letto sul manifesto che i sindacati confederali hanno sottoscritto un accordo con il prefetto di Roma per ……… ridurre gli spazi di democrazia. Sarei curioso di sapere se lo hanno fatto anche da altre parti. Ancora un piccolo sforzo.
    Cosa aspettiamo a fare qualcosa?

    da antonio   - Venerdì, 13 Marzo 2009 alle 16:14

  3. Io sarei curiosa di sapere che ne pensa l’operaio della Thyssen candidato insieme agli imprenditori illuminati. Pare che abbia protestato. Ma non è un po tardi, compagno lavoratore?

    da Antonella   - Venerdì, 13 Marzo 2009 alle 16:46

  4. Questa si che è gente in grado dare lezioni di moralità alla destra!!

    da Luigi Bucolo   - Venerdì, 13 Marzo 2009 alle 18:02

  5. Per quanto riguarda Rienzi sono d’accordo con Mietta. Spero di sbagliarmi, ma di solito quelli che parlano a ruota libera, troppo sicuri di sè, mi danno più l’idea degli imbonitori all’ingrtesso del teatro che degli attori sul palcoscenico. Mi auguro che l’esuberanza dirompente di Rienzi dipenda solo dalla sua giovane età. Per quanto riguarda la tragedia Indesit, io penso che si tratti di una brutta fuga di interesse che non ha nulla a che vedere con la solidarietà verso i Paesi della Comunità Europea. Penso altresì che sia il dovere principale della politica di ciascuna nazione comunitaria impedire alle imprese interne, ivi compresa anche la Fiat per quanto riguarda l’Italia, di delocalizzare le produzioni, intervenendo con direttive ben precise per le scelte dirigenziali in cambio delle risorse necessarie al mantenimento dei posti di lavoro nel Paese di origine. L’operazione, se ben condotta, costerebbe certamente meno della cassa integrazione. Per contro la Comunità Europea nel suo insieme, si dovrebbe fare carico in prima persona di aiuti concreti, ma di natura diversa dalle delocalizzazioni, ai Paesi bisognosi.

    da Vittorio Grondona   - Venerdì, 13 Marzo 2009 alle 18:30

  6. Mi scuso per intervenire di nuovo, la risposta alla mia domanda sulla liberta’ di manifestare sta qui ….

    —–Messaggio originale—–
    Da: franco berardi [mailto:franberardi@gmail.com]
    Inviato: venerdì 13 marzo 2009 16.36
    A: rekombinant@liste.rekombinant.org
    Oggetto: [RK] Perché mi hanno denunciato per un reato che non è un reato?

    Oggi ho ricevuto una notizia. La Questura di Bologna mi ha denunciato per violazione della direttiva sull’ordine pubblico che vieta le manifestazioni politiche il sabato e la domenica, oltre a vietarle sempre in luoghi definiti sensibili. La direttiva, emanata dal Ministro Maroni, i cui meriti intellettuali sono troppo noti perché io debba soffermarmi a lodarli, è stata prontamente ratificata e resa esecutiva dal Prefetto e dal Sindaco di Bologna, noto nel mondo per la sua liberalità.

    Insieme a me ha denunciato Valerio Monteventi, candidato sindaco per la lista Bologna città libera, Serafino D’Onofrio, consigliere comunale del gruppo Il Cantiere, Roberto Panzacchi, consigliere comunale del gruppo Verde, e Tiziano Loreti, fino a poche settimane fa segretario cittadino di Rifondazione comunista e ora candidato alla provincia per la lista Terre Libere.

    Cosa abbiamo fatto io e i miei quattro amici per essere denunciati col rischio di non so quanti mesi di detenzione e non so quanti euro di multa?

    Abbiamo violato una direttiva che a sua volta viola patentemente l’articolo 17 della Costituzione, secondo cui ogni cittadina e cittadino ha il diritto di manifestare pubblicamente il suo pensiero in qualsiasi luogo del territorio nazionale. Senza portare armi, aggiunge l’articolo 17. E noi non portavamo armi. Ma violavamo una direttiva che palesemente viola la Costituzione.

    Perché il Ministro Maroni ha deciso di compiere una scelta tanto grave come la violazione palese di un articolo della Costituzione Repubblicana?

    E soprattutto, che rapporto c’è tra la direttiva Maroni e quello che sta succedendo nelle fabbriche, nelle scuole, negli uffici di tutto il paese? Che rapporto c’è tra una direttiva chiaramente liberticida e la violenza di una recessione di cui i lavoratori non sono certamente responsabili, visto che da vent’anni sono costretti ad accettare continui aumenti della produttività, continue riduzioni del potere d’acquisto del loro salario, aumento sistematico dello sfruttamento, incidenti mortali quotidiani sul lavoro?

    Ieri ho partecipato a un’assemblea operaia che si teneva a Modena nella sede della CGIL. La sala era piena di lavoratori delle fabbriche Maserati, Ferrari, Terim, FIAT, Iris e altre. Modena era una città tranquilla e abbastanza ricca fino a pochi mesi fa. Da gennaio in poi il panorama è completamente mutato: migliaia di licenziamenti, cassa integrazione per mesi e mesi. Famiglie che non riescono a pagare il mutuo della casa. Orizzonte nero. Ha parlato il segretario della CGIL modenese, Pivonti, ha parlato Cremaschi, segretario della FIOM, e infine ho parlato io cercando di descrivere le linee di sviluppo della recessione e la necessità di un cambiamento profondo della cultura sociale di fronte alla decrescita ormai in atto – irreversibilmente – nel sistema economico mondiale.Dopo di noi ha preso la parola un operaio della Terim. Ha descritto in modo chiaro e drammatico la situazione che si vive nelle fabbriche, il dramma dei precari che perdono ogni possibilità di reddito, il dramma delle famiglie che fra poco non avranno più i soldi per comprare il necessario. Cosa dobbiamo fare? Ha chiesto il lavoratore. Anche a Bologna i cassintegrati sono diciassettemila. Cosa debbono fare?

    Coloro che da venti anni promettono che le misure liberiste porteranno benessere a tutti, coloro che hanno aumentato enormemente i loro profitti, coloro che ci hanno spinto a indebitarci illimitatamente per rincorrere modelli pubblicitari – costoro sono i responsabili di questa catastrofe. E ora cosa sanno fare? Sanno soltanto agitare le manette davanti ai nostri occhi. Sanno minacciarci e prometterci galera. Questo sanno fare coloro che hanno preparato la peggiore catastrofe che la nostra generazione abbia visto mai. Si preparano a colpire duro contro coloro che oggi alzano la testa e che domani scenderanno in strada a migliiaia a centinaia di migliaia.

    Preparano forse la guerra contro i lavoratori coloro che oggi ci vietano di manifestare?
    Minacciano leggi speciali contro gli sfruttati?

    Domani, sabato, io intendo manifestare contro la denuncia che mi ha colpito, e intendo parlare pubblicamente per spiegare ai cittadini che vorranno ascoltarmi che la minaccia è rivolta non contro di me, ma contro di loro, contro tutti i lavoratori, i precari, gli studenti.

    da antonio   - Venerdì, 13 Marzo 2009 alle 19:31

  7. Indesit, eh? e’ un nome che mi devo ricordare la prossima volta che compro una lavatrice…

    da zioFa   - Venerdì, 13 Marzo 2009 alle 19:49

  8. Sono letteralmente disgustato per quello che è successo ad Antonio ed ai suoi amici, però per obiettività devo ricordare che l’art. 17 della Costituzione dice anche: “Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”. Non so se Maroni nella sua direttiva abbia esplicitamente comprovati i motivi di sicurezza e di incolumità pubblica per giustificare il suo autoritario divieto… Sembra però strano che tali motivi siano ipotizzabili tutti i sabati e tutte le domeniche… E poi, chi si è inventato l’esistenza di luoghi sensibili? La situazione è grave. Questi signori che ci governano, culo e camicia con il peggiore capitalismo in bolletta che vive
    e prospera spandendo a destra ed a manca carta senza valore come se fosse denaro sonante, tanto da avere provocato un disastro economico mondiale, sta muovendo le carte per dare la mazzata di grazia al mondo operaio. Da una parte, per esempio, tollera senza fiatare la delocalizzazione della produzione provocando dolorosissime disoccupazioni e dall’altra sbriciola solo contentini da elemosina, peraltro destinati solo a pochi, facendoli addirittura passare ipocritamente per ammortizzatori sociali. Prende poi accordi separati con i sindacati CISL, UIL, UGL con la chiara intenzione di dividerli dal più grande e glorioso sincacato di sinistra CGIL con dànno enorme per tutti i lavoratori che, in mancanza di unità nella lotta, si troveranno presto facilmente ricattabili. La nuova schiavitù
    si trova ormai dietro l’angolo…

    da Vittorio Grondona   - Sabato, 14 Marzo 2009 alle 01:47

  9. Grazie, Antonio. Tutta la mia solidarietà a te, e a quelli che come te mi danno l’esempio per resistere, per tener duro e non mollare, sia mentalmente che nel senso di esprimerci e manifestare, sempre, più che si può, alla faccia dei Maroni, delle Merloni, e di tutta quella (sempre più) nutrita serie di personaggi, non so se più comici o più tragici, che ci è toccata in sorte.
    Come una calamità, i cui danni, a livello morale non meno che economico e sociale, riescono quotidianamente a stupirci per l’escalation della loro entità.
    E così spero di quella degli Antonio.

    da siu   - Sabato, 14 Marzo 2009 alle 10:48

  10. Chiedo scusa, ho citato per errore il nome di Antonio nel mio ultimo post anziché quello di Franco Berardi (Bifo), reale autore del messaggio originale che Antonio ci ha solo riportato.

    da Vittorio Grondona   - Sabato, 14 Marzo 2009 alle 11:43

  11. C’è una sola cosa che servirebbe :- avere una risposta dall’on. M.P. MERLONI. Una spiegazione .

    da giacono   - Sabato, 14 Marzo 2009 alle 19:43

  12. la verità è poliedrica.Non è impossibile che La Indesit sia talmente responsabile dal punto di vista etico che si rifiuta di produrre in un paese che ormai è solo il simulacro di una democrazia in dissolvenza.Un manager di quel gruppo mi ha confermato che in Russia i lavoratori guadagnano si solo 150 euro al mese,ma gli stessi quattrini bastano per una vita dignitosa e le garanzie sindacali sono una certezza che noi possiamo scordarci

    da diamonds   - Sabato, 14 Marzo 2009 alle 20:07

  13. Vien proprio voglia di rivotare pd..

    da stellavale   - Sabato, 14 Marzo 2009 alle 21:10

  14. Relativamente rilevante in questa vicenda, ma rende l’idea degli interessi che guidano queste persone,
    segnalo che una parte
    dei profitti privati con denaro pubblico via Enel
    (la truffa dei Cip6, le energie “assimilate alle rinnovabili” invenzione tutta italiana calpestando la direttiva 2001/77) sono andati ANCHE alla Merloni-Emmepie.

    Quando si cita “socializzare le perdite” e incamerare profitti, in Italia, abbiamo grandi IMprenditori.

    ….il totale della truffa in 16 anni è 53 miliardi di euro estorti agli italiani via Enel, promessi alle energie rinnovabili e finiti a grandi gruppi e gestori di inceneritori.
    Un discreto articolo ne parla anche sul Manifesto di domenica scorsa “la banda dei rifiuti”, fanno solo confusione sul particolare di una norma europea “abolita” che in realtà non è mai esistita: è una truffa tutta italiana.

    A Colleferro e Albano, comitati e associazioni scendono in Piazza in questi giorni: chi può gli dia una mano, come meglio riesce, anche passando parola

    da Roberto   - Martedì, 17 Marzo 2009 alle 00:07

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