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L’Italia di Silvio & Walter: un ritrovato clima di serenità

Tiriamo un sospiro di sollievo. La ritrovata serenità del Paese, il clima meno astioso tra governo e opposizione renderà tutti più rilassati e meno nervosi. E’ bello essere finalmente un paese normale. Anche se dal campo rom di Ponticelli tutto questo clima di serenità, francamente non si vede. In ogni caso, è bello fornire ai frequentatori di questo piccolo sito alcune immagini della ritrovata serenità italiana nel Paese di Silvio & Walter. Saluti da Ponticelli.

17 commenti »

17 Commenti a “L’Italia di Silvio & Walter: un ritrovato clima di serenità”

  1. ti prego, non di prima mattina!
    non ce la posso fare…

    (ieri ho ascoltato sprazzi dei discorsi al senato, e non mi sono ancora ripresa dalla desolante constatazione di dover fare affidamento su di pietro e i suoi per uno straccio di rappresentanza. madonna)

    da redturtle   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 10:21

  2. Ma forse solo un brutto sogno.

    Sai cosa ti DICO che la mia speranza nel ualter obama veltroni e nelle sue future riforme civili mi costringe a sposarmi. Almeno però lo ufficializza Cirri e Solibello. Li ritengo molto più seri dei nostri politici.

    da nerodichina   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 11:46

  3. La cacciata dei rom dal campo di Ponticelli mi ricorda che il vero problema della Sicilia è… ‘i ttraffico. Quello di Napoli, invece, è un campo nomadi.
    Guardavo in televisione le scene provenienti da Napoli e pensavo a cosa sta diventando questo Paese. Dopo l’assedio alle baracche, la gente esultava per aver cacciato via quattro straccioni e gridava “abbiamo vinto, abbiamo vinto”. Tutto questo in una terra strangolata dalla camorra. E’ molto, troppo facile fare i forti con i deboli, ma del resto ormai questo è il nuovo clima di questo rasserenato, tranquillizzato Paese. Adesso tutti dialogano, parlano tra di loro, cercano soluzioni condivise. Ma per fare cosa? Per cacciare via la gente dalle baracche. O scovare lavavetri senza permesso di soggiorno ai semafori. Trattano i rom, o gli immigrati, con la severità con la quale dovrebbero trattare i banchieri, i petrolieri, le lobby affaristiche. E inculcano nella gente, rincoglionita da decenni di merda televisiva, la certezza che siano loro, quattro poveracci, il vero problema dell’Italia.
    Sono molto molto triste.

    Forza bambini rom di Ponticelli. Raccogliete i vostri orsacchiotti. Ve ne dovete andare. Non è un paese per rom.

    da albertazzo   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 12:23

  4. Stringiamoci tutti in difesa dei Rom!

    da Luigi   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 15:13

  5. Sicuramente d’effetto le immagini. Chissà come la pensano tutti quelli che sono stati derubati. Chissà come la pensano quelli a cui hanno stuprato la figlia. Oppure i genitori di quei ragazzi uccisi da un Rom ubriaco (e non era la prima volta) al volante di un mezzo. Vicino a me si costruiscono case gratis per i Rom. Io pago 850 euro di affitto. Io vivo in e per questa società, i Rom non vogliono affatto integrarsi.
    Con tutto questo non voglio dire o giustificare alcuna persecuzione. E’ stato fatto tanto tempo fa ed è giusto che che sia solo un ricordo che serva da monito. E’ un problema importante e serio e in tal modo va affrontato, senza strumentalizzazioni di nessun genere

    da enrico   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 15:37

  6. Wow! Paga 850 euro d’affitto! Chissà come è invidioso dei privilegiati che dormono con i bambini un una roulotte gelida d’inverno e rovente d’estate, senza servizi. Meno male che a fare un fuocherello ogni tanto ci pensa la nuova alleanza nazionale tra Lega e Camorra!

    da a.r.   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 15:47

  7. Io sono stata stuprata, da un lombardo, non rom, e molestata da giovane da un altro locale, sempre non rom. Che facciamo, mettiamo a ferro e fuoco la Lombardia?

    da Elisabetta   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 18:11

  8. Enrico, qui nessuno vuol giustificare i rom che rubano o stuprano, il problema è che in Italia oggi si sta creando, ripeto creando, un’emergenza dove non c’è e si sta organizzando una vera e propria campagna di odio nei confronti di gente che, ti assicuro, non costituisce un problema.
    Ma perché, chi ha avuto la figlia stuprata da un italiano è forse più contento; e se ti deruba uno di Ascoli Piceno è meglio che se ti deruba un rom? E com’è finita con quell’italiano che qualche mese fa ha ucciso quattro persone (mi pare a Fiumicino) falciandole con la macchina?
    Una giovane rom ha cercato di rapire un bambino: questo ci addolora tutti ma l’emergenza dei rom che rapiscono bambini, dati alla mano, non c’è. I rom in Italia sono 300.000. Pensi che un gruppo così esiguo possa tenere in scacco un’intera nazione come stanno cercando di farci credere? Ma andiamo… Oggi, invece, il gestore di un’autoscuola di Caserta, che aveva denunciato i suoi estortori camorristi è stato freddato a colpi di pistola mentre andava al lavoro. Forse la notizia non l’hai neanche sentita. E’ un’emergenza, questa, o no? Secondo me sì ma non credo venga creata intorno a questa notizia una mobilitazione generale come quella che si sta creando intorno ai rom.
    L’informazione gioca un ruolo importante: prima delle elezioni, ogni giorno c’era un fatto criminoso compiuto da rom; finite le elezioni, spariti pure i rom. Adesso il governo deve varare il pacchetto sicurezza: riecco i rom.
    Non è che magari vengono usati per i propri scopi, no, vero? Non è che magari si crea il pericolo perchè poi arrivi SuperSilvio a salvarti?

    da albertazzo   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 18:42

  9. Quel che dice Albertazzo è difficile da smentire. Ricordo a tutti (me ne occupai professionalmente) cos’erano i telegiornali Mediaset alla vigilia delle elezioni del 2001 (al Tg5 c’era Mentana): un bollettino di guerra quotidiano. L’Osservatorio di Pavia disse che dopo le elezioni (vinte da Silvio), i servizi su violenza e cronaca nera diminuirono del 60 per cento. La violenza c’è (le cifre dicono: molto meno di 20 anni fa), il problema è che si fa vedere di più o di meno a seconda delle convenienze politiche. L’anomalia italiana è che si parla di paura "percepita" e basta guardare la tivù per percepirla. La tivù è di proprietà di un signore che periodicamente passa all’incasso. Tranquilli, tra un mesetto o giù di lì, varato il pacchetto sicurezza, i rom non saranno più un problema. Incanalare la rabbia della gente verso sogetti deboli e indifesi è un trucco vecchio come il mondo, se hai una potenza mediatica come quella di SuperSilvio fai prima. Quello che si lamenta di pagare 850 euro d’affitto dovrebbe prendersela con il mercato immobiliare o con il padrone di casa, invece se la prende con i rom. Questo è comodo (soprattutto per il mercato immobiliare e per il padrone di casa). Lo scandalo è questo, ma anche no. Lo scandalo è come mai una sinistra pur moderata e riformista abbia deciso di mollare totalmente su questo punto, di arrendersi. Il risultato è che, insieme ai Rom, è stata schiacciata malamente anche lei. Ha governato per sette anni negli ultini dodici e non è riuscita a cambiare questo stato di cose. Una prece.

    da a.r.   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 21:04

  10. l’attuale maggioranza ha giocato la sua carta cosciente di avere in mano un misero bluff. la cosa grave è che nessuno è andato a vedere. ha ingigantito a dismisura un problema perfettamente allineato nei numeri a quello dei principali stati europei, inserendolo al primo posto nella lista delle priorità, ammantandolo di una emergenza senza precedenti, dipingendo scenari mirati a infondere paura.
    il paradosso è che se dovessero sparire dalla faccia del suolo italico tutti gli ‘stranieri indesiderati’, verrebbe meno la necessità di rappresentare chi li ha votati.
    fossi in loro sarei più cauto.

    da daniele   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 21:33

  11. Bruciare abitazioni nei campi nomadi, non è un atto di razzismo, forse non è neppure omicidio se un bianco ubriaco, alla guida di un automobile, sbanda e travolge un nero che attraversa la strada fuori, dalle strisce pedonali.
    Se le autorità non intervengono, se lo stato manifesta forme di apatia nel controllo che le regole vengano rispettate, il cittadino è legittimato ed ha la piena autorità a farsi giustizia da solo.
    Verona, Ponticelli, sono il campanello d’allarme che ci avvisa del cambiamento, voluto da una campagna elettorale, basata sul terrorismo. E’ stata creata una minaccia in un paese, i cui dati emersi, collocano al quattordicesimo posto, in Europa, come afflusso immigratorio.
    Come una caccia alle streghe, si sta cercando il lato oscuro delle persone che provengono da altri paesi, senza giudizio alcuno, solo perché diversi, solo perché “non sono come noi”. Il pericolo sta nella diversità. Il problema è nella definizione del modello corretto da seguire. L’esempio è dato da chi impone le regole, ne deriva che il modello è dato dai politici che le dettano.
    Non posso rimanere impassibile dopo questa mi affermazione, sono desolato ma io non ho condanne e quindi non sono degno di appartenere a questa falsariga.
    Non me la sento di legittimare queste azioni di violenza, non me la sento di appoggiare le nuove manovre politiche presentate per la soluzione del problema dell’immigrazione, clandestina o no e con me non lo è anche gran parte d’Europa, Spagna in primis. Sono ideali ormai passati.
    Deportazione, campi di concentramento, reati razziali, censura alla stampa, sono cose già viste, quindi vorrei che non si etichettasse tutto questo, come “cambiamento” o “novità”, di nuovo non vedo neppure le facce che le propongono.
    La memoria deve rimanere sempre viva, ricordo degli anni passati e degli errori nella storia che hanno creato le grandi tragedie. Con l’omertà della stampa e dei mass media, si sta cancellando la storia. Non ci sono più i colpevoli, non c’è più vergogna. Senza timore, ecco che emerge tra la folla inferocita, una mano con un sasso, e lo lancia… e la storia si ripete.

    da Luca   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 22:37

  12. Non voglio certo accusare i rom se non ho casa e pago 850 euro al mese. Sarebbe molto sciocco. Come credo lo sia altrettanto non aiutare prima un connazionale oppure uno straniero che viene in italia con regolare permesso e posto di lavoro. Ci sono italiani che vivono in precarie abitazioni, ma i sussidi giornalieri e le abitazioni vengono spesso dati e costruite per i rom (andate a vedere cosa accade fuori Livorno, in Toscana, per esempio).
    Io rimango dell’opinione che chiunque può venire in Italia, se ha voglia di integrarsi nella nostra società. Il che vuol dire accettare le nostre leggi, lavorare, pagare le tasse e vivere onestamente. Su chi commette un reato infine non faccio distinzioni, deve pagare chi lo commette, sia esso italiano o straniero

    da enrico   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 22:43

  13. vorrei ricordare a a.r. che non è una fortuna o un piacere pagare 850 euro per un affitto. Non conosce la mia situazione quindi trovo poco simpatico scherzarci su

    da enrico   - venerdì, 16 maggio 2008 alle 22:45

  14. Nel nostro paese siamo troppo buoni. Chi sbaglia deve pagare e pagare duramente. Questo è il messaggio del terrore. Di quel terrore che uno stato di polizia inculca per celare il malgoverno della sua prepotenza. E’ lo stesso messaggio violento di Genova del 2001, quando una strategia irresponsabile aveva cercato di fare passare alla gente la voglia della piazza. I rom… Ma che cavolo fanno i Rom. Personalmente mi fanno solo tenerezza… Qualche mela marcia non fa la regola in nessun cesto. Certo il nostro mondo è molto cambiato. Noi ora abbiamo perfino la presunzione di stare bene, anche se poi in realtà non riusciamo ad arrivare alla fine del mese senza indebitarci. Vogliamo la pace e il silenzio intorno a noi. Vogliamo la tranquillità assoluta a costo di rinunciare alla nostra dignità personale. Al limite ci facciamo spiare anche in bagno senza fiatare e senza vergogna pur di calmare la paura. Qualcuno intorno a noi, meno fortunato, però non ce la fa a stare zitto perché altrimenti morirebbe di stenti nell’indifferenza generale. Le sue urla sono però fastidiose per il nostro orecchio ormai fuori allenamento. Ora noi ci reputiamo perfino civili. Capirai!… Sì… Proprio civili come quelli che danno fuoco ai villaggi di povera gente gridanto vittoria? Non scherziamo, suvvia!… La verità è che chi sta vistosamente male ci mette a disagio ed è quindi facile per alcune reminiscenze neo-fasciste spingere pro domo sua un popolo fesso e pecorone ad odiare gli stracciati piuttosto che aiutarli. Scaricare il proprio disagio sui deboli fregandosene altamente della camorra, della mafia e delle altre divolerie criminali del genere è sicuramente più facile per qualsiasi governo. Non ci ricordiamo come eravamo noi subito dopo gli odii della guerra civile del 1943/1945? In maggioranza eravamo come i rom. Moltissime famiglie non avevano l’acqua in casa e tante nemmeno i servizi… La grande solidarietà di allora ci aveva aiutato e con molta responsabilità eravamo riusciti a mettere insieme delle istituzioni più responsabili e più capaci dell’attuale combricola di autoeletti che hanno invaso il Parlamento fra le grida da stadio di evviva Silvio di gente poveraccia inebriata dalla sua ricchezza. Ogni regime prepotente ha sempre trovato povera gente da dare in pasto alla violenza della massa incapace di ragionare nell’euforia generale…

    da Vittorio Grondona   - sabato, 17 maggio 2008 alle 00:57

  15. a.r., cattivone!

    io ne ho pagati per anni 620 a fronte di uno stipendio di 1100, ma mai e poi mai mi è venuto in mente di mettere le due cose in relazione.
    cosa c’entrano i rom con la follia del mercato immobiliare?
    mah, sono perplessa.
    qua pare proprio che non siamo capaci di stare al mondo, senza avere il nostro malaussene quotidiano…

    da redturtle   - sabato, 17 maggio 2008 alle 09:54

  16. (Rispondo a Enrico)
    Ho il sospetto che la rabbia che viene manifestata contro l’immigrato clandestino, sia solo uno sfogo: se un immigrato in Italia trova lavoro (nero), se un immigrato in Italia abita abusivamente in campi o appartamenti senza un regolare contratto, se un immigrato arriva in Italia irregolarmente, se un immigrato in italia riesce anche avere dei permessi o documenti falsi, se i reati cadono in prescrizione molto presto o spesso non si riesce a esercitare a pieno la giustizia per questi, chi è che glielo permette? Chi se la prende con i Rom, non ce l’ha con loro,solo che sfogarsi con un poveraccio, è più facile e meno pericoloso…

    da Luca   - sabato, 17 maggio 2008 alle 14:00

  17. A proposito di legalità ( a senso unico, s’intende ) forse è meglio ricordare le imprese del primo governo Berlusconi con Maroni ministro dell’interno.

    IL POLO DEI DILETTANTI

    Repubblica — 18 luglio 1994 pagina 1
    ERA appena due mesi fa, una calda mattina di metà maggio, e i ministri del primo governo della Destra salivano gli scaloni del Quirinale col passo deciso di soldati che, dopo lungo assedio, entrano nel palazzo reale finalmente espugnato. Avevano vinto, sorridevano e dicevano: da oggi l’ Italia è liberal-democratica. Erano felici, non lo nascondevano e giuravano: con noi comincia una nuova e lunga era, aspettate, aspettate e lo vedrete. Sono passati sessanta giorni o poco più, e dopo le feste e i bivacchi nelle stanze del potere conquistato, la foto più fedele dello stato delle truppe della Destra l’ ha scattata ieri pomeriggio, in diretta tv, uno dei primi ufficiali del folto esercito berlusconiano. Ministro Giuliano Ferrara, siamo forse sull’ orlo di una crisi di governo? Risposta secca, inequivoca e lapidaria: “Sì”. E’ PERSINO stupefacente la rapidità con la quale questa eterogenea maggioranza s’ è sfaldata. Ancora due settimane fa, c’ era chi ottimisticamente vagheggiava il “partito unico” della Destra: anzi, il Partito delle Libertà. E ascoltateli, invece, i proclami con i quali Berlusconi, Bossi e Fini ieri si sono minacciati. Ecco Berlusconi: “Le dichiarazioni del ministro Maroni costituiscono offese pretestuose al Consiglio dei ministri ed al suo presidente. Attendo una lettera di smentita oppure le dimissioni”. Ecco Bossi: “Maroni non deve né dimettersi né chieder scusa. Se Berlusconi vuole andare ad elezioni anticipate si dimetta lui quando in aula gli bocceremo il decreto”. Ed ecco Fini: “Così come è, il decreto non sarà approvato. Berlusconi deve prenderne atto e alleantare la pericolosa tensione creata nelle ultime ore. Nessun italiano comprenderebbe una crisi sul decreto-Biondi…”. Diciamoci la verità: non è solo che gli italiani forse non capirebbero (o forse, al contrario, la capirebbero benissimo…) una crisi sul decreto salva-ladri, se e quando la crisi ci sarà; è che già oggi non riescono proprio a comprendere come diavolo abbiano fatto, questi illuminati profeti della Destra, a ficcarsi in un pasticcio così. Sin dall’ inizio di questo grottesco braccio di ferro, era apparso chiaro che la vicenda rischiava di avere due sole vie d’ uscita: o una modifica del decreto (con evidente sconfitta di Berlusconi) oppure una possibile crisi di governo, con l’ ipotetico sbocco verso elezioni antipate, che il polo della Destra – però – avrebbe dovuto affrontare avendo contro l’ onda di una vastissima protesta popolare. Già messo così, era un pessimo affare. Ma evidentemente non bastava: tanto che, nelle ultime ventiquattro ore, l’ allegrissima brigata è riuscita nell’ impresa di peggiorare la situazione ancor di più. E l’ ha peggiorata, per altro, esponendo al ludibrio generale (che resta: comunque finisca la faccenda) non un suo esponente qualsiasi, ma addirittura il ministro dell’ Interno. “Berlusconi e Biondi mi hanno imbrogliato”, ha accusato il titolare del Viminale. E ha aggiunto: sono stato ingenuo, ho sbagliato, mi sono fidato… Vogliamo provare a fare delle dichiarazioni di Maroni una sintesi malevola? Eccola: sono stato un cretino. Ora, è facile immaginare il gran balzo in avanti del prestigio del ministro dell’ Interno: e non solo agli occhi della pubblica opinione, ma soprattutto alle orecchie sempre attente (e quasi mai benevole) di prefetti e capi della Polizia, di spie, spioni, questori e reparti investigativi. Magnifico, no? No, evidentemente. Perchè – in maniera veramente impietosa – il portavoce del governo (ma è meglio dire il portavoce di Berlusconi, ormai…) ha pensato che al pasticcio mancava giusto un pizzico di pepe. Ed ecco, dunque, Ferrara dichiarare: “Se Maroni dice che in Consiglio dei ministri ci sono degli imbroglioni, immagino che non voglia più stare in mezzo a gente così: e suppongo, quindi, che si dimetterà…”. Giunti a questo punto, è necessario aggiungere qualcosa? La cronaca dice che la situazione precipita e che il governo capitombola e rotola. Sì, è vero: imitando i vituperati leader della Prima Repubblica, Berlusconi, Bossi e Fini stanno tentanto di imitarli nell’ arcinoto giochino del “fiammifero acceso”. La crisi la apri tu; no, sei tu che ti dimetti; guarda che per la verità siete voi che ci cacciate… Insomma, si rimbalzano la responsabilità della possibile rottura. Ma è un copione mal interpretato: e più che sorridere mette tristezza. “Dilettantismo politico” ha detto – sempre Ferrara – a proposito della retromarcia di Roberto Maroni. Ha ragione, non c’ è dubbio. Ma è proprio certo che il tandem Berlusconi-Biondi abbia invece dimostrato, in questa vicenda, doti di grande “professionalità”? E la si potrebbe finire qui, se non restasse un interrogativo, questo sì, davvero serio: perchè Berlusconi ha voluto, fortissimamente voluto, il decreto salva-ladri? “Non hanno messo in piedi tutta questa macchina soltanto per metter fuori De Lorenzo – ha spiegato il Maroni – ma per evitare che i magistrati potessero arrivare al vero bersaglio grosso”. Ce l’ aveva – in tutta evidenza – con Berlusconi, le sue imprese e i suoi affari. Tesi interessante, naturalmente, e da più parti sussurata. Ha elementi per sostenere quel che dice, Roberto Maroni? Perché sarà pure uno che, stavolta, si è lasciato imbrogliare: ma finchè resta al suo posto, è pur sempre il ministro dell’ Interno… – di FEDERICO GEREMICCA

    da Marco   - domenica, 18 maggio 2008 alle 23:26

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