Passa al contenuto principale

Agnelli ci voleva pecore, Marchionne peggio ancora! Firma l’appello di Micromega

martedì, 4 Gennaio 2011

Bene, gente, non sono un gran firmatore di appelli. Però è anche vero che quando ce vuo’ che vuo’ e questo mi sembra un caso che ce vuo’. Il fatto è che quando tra qualche anno ci troveremo a chiederci perché e percome certi diritti sono scomparsi (come quello di rappresentanza sindacale, dico a caso), non sapremo esattamente darci una risposta. E’ successo quando (per un decennio o già di lì) andava tanto di moda la parola "flessibilità" e la usavano tutti, dalla confindustria a certa "sinistra", e ora siamo così flessibili che un trentenne attuale prenderà di pensione 122 euro se gli va bene. Lo stesso trucchetto fetente lo stiamo vedendo con la parola "merito": ne raccoglieremo i frutti tra qualche anno, magari risentiamoci tra un po’. Per quanto riguarda Marchionne e la Fiat, invece, il salto indietro è semplicemente spaventoso. Valletta guadagnava come 20 operai Fiat, e durante la sua gestione si vendevano le macchine, Marchionne guadagna come 400 operai Fiat e durante la sua gestione le macchine non si vendono. E questo sarebbe il meno. Il tentativo di togliere rappresentanza ai sindacati che non firmano l’accordo (come la Fiom) non è nemmeno da anni Cinquanta, ma da anni Trenta. In sostanza Marchionne sta facendo da solo la marcia del 40.000, protetto e appoggiato dal potere politico (non solo di destra, va detto) che vede in un ridimensionamento della democrazia sindacale (e non solo sindacale, je piacerebbe!) una nuova frontiera del fascismo soft che avanza nel Paese. Oggi a Torino e a Pomigliano e domani a tutti noi, l’avvertimento è chiaro, per niente velato, come per niente velato è il ricatto che sta alla base della strategia Fiat: o così o niente, o pecore o si chiude e tanti saluti. Per questo, e per altri motivi, mi sembra il caso di alzare un po’ la voce, questa volta. E tra gli altri motivi ci metto pure quello che non vorrei, tra qualche anno, svegliarmi con le anime belle e dire: ma come siamo arrivati a questo punto? Ecco, vediamo di non arrivarci. Micromega, mettendo in campo un bel po’ di belle firme (Camilleri, Hack, Flores D’Arcais, don Gallo, Tabucchi, Fo, Strada, Rame, Gallino e tantissimi altri) si propone di raccoglierne almeno centomila prima dello sciopero indetto dalla Fiom. E’ una specie di missione impossibile: un Paese anestetizzato pensa che quel che riguarda la Fiat non riguardi necessariamente anche lui, e dunque oltre che anestetizzato è anche un po’ scemo. Firmate. Fate girare. Ditelo in giro. Spiegatelo ai vostri amici. Fatelo. Non sono un gran firmatore di appelli, ma stavolta…
Clicca qui per firmare l’appello di Micromega, Sì ai diritti, No ai ricatti.

Commenti (25)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


Ultimi articoli