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SansonettiGonfiabile/3 – Per Robecchi rieducazione nelle risaie?

giovedì, 24 Settembre 2009

Cari i miei 25 lettori (e con questo abbiamo già stracciato L’Altro), l’affare s’ingrossa. Dopo "indecente", "indegno" e  "un po’ incivile" (complimenti di Rina Gagliardi, leggi qui), ecco che ora il vostro povero Robecchi è anche capace di "insolita volgarità" e "livore puro" (parole e musica di Alfonso Gianni in una lettera al Manifesto di oggi, vedi immagine). E tutto questo ambaradan per il famoso (mio malgrado, devo ammettere) articolo di domenica scorsa sul SansonettiGonfiabile (leggilo qui). Grazie, grazie, amici, troppo onore, non dovevate… Ora, la lettera di Alfonso Gianni è qui, leggetevela e fatevi due risate. Quel che preme dire è che io faccio questo mestiere (la satira) da una ventina e passa di anni (Cuore, Piovono Pietre e altro…) e mai, dico mai, avevo avuto a un pezzo di satira simili spropositate reazioni. Cosa succede, compagni, ho toccato un nervo scoperto? Peché non vi date una calmata? Per una volta la tentazione è forte: parlare di politica. Ieri per attaccare un autore satirico e un pezzettino di critica a Sansonetti, Rina Gagliardi ha tirato in ballo  Walter Benjamin e il neo-revisionismo (me’ cojoni!). Oggi Alfonso Gianni tira in ballo "l’imbarbarimento della politica" (che nel caso, oggi, in Italia, sarei io!). Ma la cosa che veramente offende è un’altra: sia la Gagliardi che Gianni la prendono alla larga, ma alla fine si domandano la stessa cosa: chi è il mandante? Perché lo fanno? Perché attaccano Sansonetti? Quali oscuri motivi avranno? Cosa c’è dietro? Non so proprio come spiegarglielo, non so proprio come dirglielo: dietro non c’è niente. C’è un giornalista indipendente che si alza alla mattina, scrive un pezzo con quello che pensa, lo manda al suo giornale indipendente, che glielo pubblica rispettando il suo pensiero. E l’unica domanda a cui né Gagliardi, né Gianni, né tantomeno Sansonetti hanno risposto è una sola, semplice e diretta. Provo a fargliela, ma non credo risponderanno: In un paese dove il presidente del Consiglio non accetta un confronto democratico se non da lui controllato, querela le domande e denuncia in sede civile i giornalisti (anzi, le giornaliste), in cui nessuno gli può fare una vera domanda, Sansonetti ne ha avuto per due (due!) volte l’occasione, e in entrambe le occasioni ha fatto la figura del complice, del giornalista gentile, del tappetino. Perché Vespa quando c’è Berlusconi chiama Sansonetti? Ecco, è una domanda da semplice spettatore. Rispondete, prego. Se invece volete processare quel vile Robecchi, "indecente", "indegno", "un po’ incivile", "insolita volgarità" e "livore puro", per decidere quanti anni di risaia deve farsi per espiare, va bene, ditemi il giorno e l’ora e vengo volentieri. Basta che la facciamo finita, perché Sansonetti, gonfiabile o meno, non è un argomento così interessante!
PS) A Valentino Parlato, che mi ha difeso meglio di quanto so fare io con un centesimo delle parole che ho usato io, un abbraccio e un grazie di cuore.
Per leggere la lettera di Alfonso Gianni e la nriosposta di Valentino Parlato clicca sull’immagine (è un pdf)

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