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Wall Street: azionista sopravvive sei giorni sotto le macerie

giovedì, 18 Settembre 2008

Si scava ancora a Wall Street per cercare di salvare in extremis qualche vittima del crollo che ha sconvolto il quartiere degli affari di New York. L’onda sismica si è sentita fino a Londra, Parigi, Francoforte, Tokyo e Milano. Ieri J. D., broker trentaseienne di Lehman Brothers è stato estratto dalle macerie denutrito e disidratato, un salvataggio che ha del miracoloso a tanto tempo dal crollo. I medici sono ottimisti: non è in pericolo di vita, se la caverà diventando povero. Si discute intanto sulle cause dell’incidente. Secondo un azionista infuriato, "L’11 settembre lo hanno fatto quegli altri, ma il 15 settembre ce lo siamo fatti da soli". Gli analisti sostengono che le regole del capiotalismo finanziario vanno riscritte: "La Fed non può salvare tutti, saranno scelti per il salvataggio con le casse pubbliche solo i veri figli di puttana". Ribatte un columnist del Financial Times: "E allora perché Lehman Brothers no?". Intanto, in tutto il mondo si scatena la gara di solidarietà. Un pensionato di Civitavecchia costretto a mettere il suo tfr in un fondo pensione, ha scritto al presidente Bush: "Grazie, ora mi sento parte del capitalismo mondiale. Mi manderebbe due cipolle per la cena?".
Nella foto, tutto sotto controllo a Wall Street

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