Passa al contenuto principale

Riace, tre facce di bronzo

domenica, 1 Maggio 2016

Fatto010516Alla ventiduesima fotografia del presidente del consiglio accanto ai bronzi di Riace diffusa dal ministero della propaganda, uno poteva pensare: “Ma guarda, sto Renzi, pure scultore! E anche bravo!”. Invece era l’ultimo taglio di nastro, inaugurazione finale di una cosa in parte già inaugurata (il ministro Bray nel dicembre 2013). Bello davvero, il museo archeologico di Reggio Calabria, a cui si lavora dai tempi di Prodi (e forse per quello contiene anche reperti del paleolitico). Il meglio, però, nella sala principale: le tre facce di bronzo più famose d’Italia, due sul loro piedistallo antisismico, l’altra impegnata nella campagna promozionale del suo governo. Firma del patto per la Calabria con il sindaco di Reggio, Falcomatà, la promessa di strade e treni veloci, il ministro Delrio al seguito, il ministro Franceschini che dice uh che bello, e come dargli torto. E chissà che piacere Renzi nel vedere le vestigia di tutte quelle civiltà rottamate dalla storia, chissà se ha chiesto “Dov’è la teca di Bersani?”.

Ma passiamo alla propaganda vera. La parola che più risuona è il Sì. Bisogna dire Sì, la solita solfa. C’è un’Italia che dice Sì e ancora, maledizione, un’Italia che dice No. Dal discorso non si capisce bene a cosa sì e a cosa no: ai Bronzi? Ai meteoriti? Al Crotone in serie A? Al referendum di ottobre? Insomma siamo la patria dove il Sì risuona e prepariamoci, perché ci attendono mesi di consimili spettacolini per dire che il Sì è bello e il No brutto, vecchio e cattivo. Esercizio già fatto pubblicando sull’Unità astrusi calcoli per dire che i tanti – quasi tutti – costituzionalisti che dicono No alla riforma Boschi sono vecchi (nell’era renzista, un reato federale, a meno che non vi chiamate Napolitano). E il tutto, il giorno dopo che un aitante, giovane e rinnovatore portatore di nuovo come Denis Verdini è entrato nella maggioranza di governo. E così nella sala dei bronzi, le facce di bronzo diventavano quattro: tre presenti e molto fotografate, e una aleggiante come un fantasma in attesa di prescrizione.

Divertente il siparietto della sciarpa del Crotone. Prima la chiede per piacionismo applicato, poi fa il tipo da bar che se ne intende (c’è un tizio di Firenze che gioca nel Crotone e lui lo rivorrebbe indietro). E poi quando la sciarpa gliela danno, torna politico con una rapida derapata, e dice che non bisogna mai cambiare squadra. Dato che il suo governo vive grazie a molti che hanno cambiato squadra confluendo nella sua, il discorso si faceva scivoloso… ops.

Insomma, il “Renzi Porca Miseria Si Vota Tour” ha dato il meglio di sé. Per finire con il tocco di genio: la moratoria sulle polemiche. Parlava della Calabria, certo, ma anche di tutto il resto: “Per i prossimi due anni le polemiche lasciamole ai professionisti della polemica”. Traduzione: io mi prendo Verdini, prendo a pesci in faccia tutto quello che trovo alla mia sinistra, vi faccio ciaone, e adesso… Stop polemiche per due anni! Beh, in quanto a faccia di bronzo persino i bronzi erano ammirati.

Commenti (8)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


Ultimi articoli