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Temporale – Un paese in format

martedì, 5 Giugno 2007

La rubrica Ultimapagina su GQ diventa la rubrica Temporale, sempre su GQ.

Se avete un’idea cretina, non buttatevi giù, chiamatelo “format” e vedrete che sembrerà già meglio. E’ così che si fa la tivù, oggi. Perché diavolo avere mille buone idee quando si può avere un’idea cretina e venderla mille volte?
Il format può venire dall’Olanda, dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna (quasi mai dal Burkina Faso, come avrete notato), e alcuni autori vengono invitati a “italianizzarlo”, che nella pratica significa rendere l’idea cretina ancora più cretina. Spesso si lascia qualche elemento straniero nel format, per darsi un’aria internazionale: per esempio per quelli del Grande Fratello l’italiano è la seconda lingua. Diciamocelo: se in tivù si restasse feriti coi congiuntivi, sembrerebbe tutta un’enorme, interminabile puntata di Csi.

Ma non voglio sottrarmi alla sfida. Ci sono in giro teorici che sostengono che il format televisivo può raccontare la realtà. Gli infermieri li stanno cercando. Nonostante questo, è il momento di dare una mano alla creatività televisiva, di smuovere le acque, di proporre nuovi prodotti. Ecco qualche format che potrebbe avere un certo successo.

Conflitto d’interessi – Reality ad alto costo. Partecipanti: un migliaio divisi in due camere. Trama: per parecchi anni i concorrenti si sfidano in giochi di abilità per cercare di evitare che il potere politico coincida con quello economico e mediatico. Per parecchi anni non ci riescono. Format noioso ma molto redditizio. In prima serata sulle reti Mediaset. Attenzione, il format non è esportabile: in nessun paese del mondo ci crederebbero.

Vita in cantiere – Reality a basso costo. Partecipanti: dieci muratori albanesi. Trama: i concorrenti affrontano le insidie di un cantiere edile senza alcuna protezione, assicurazione, garanzia. Vince chi sopravvive e riesce ad andare ai funerali degli altri nove in Albania. Al pronto soccorso un medico della produzione userà la nota formula “Sei stato nominato” ad ogni decesso. Su Rai Tre alle quattro del mattino.

Fiaccolata della Lega – Reality in dialetto. Partecipanti: cinquanta padani. Trama: ai concorrenti viene fornita una fiaccola ed essi si precipiteranno verso i luoghi di stragi, omicidi o tragedie per organizzare una fiaccolata contro gli stranieri. Se poi risulterà dalle indagini che l’omicida è lo zio Pino di Busto Arsizio o il figlio scapestrato di Gallarate, i concorrenti verranno eliminati. Su Rai Due al posto del telegiornale. Esportabile in tutta Europa e negli Stati Uniti.

Family Life – Reality del filone medico.ambulatoriale. Partecipanti: cento coppie italiane dove il marito mena la moglie. Trama: rimane nel programma la concorrente che sopporta più a lungo, che al pronto soccorso dice: “Sono caduta dalle scale”, che nasconde meglio i lividi con i cosmetici (ottimo suggerimento per gli sponsor). Premio: una giornata al Family Day. In onda su Raiuno, domenica mattina.

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