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Per pagina99, Piede Libero di oggi. Le donne del Sulcis che non hanno paura

martedì, 2 Dicembre 2014

Chi è entrato anche solo una volta in una miniera (ogni tanto quelle dismesse aprono ai visitatori) sa del freddo, dell’umidità e del buio. In una di quelle miniere, a Monteponi, nel Sulcis, una delle zone più povere del paese, dormono da quattro notti trentasette donne. Chiedono lavoro e stipendi arretrati, e chiedono che la Regione Sardegna faccia funzionare l’azienda che non le paga. A forza di dire e ripetere che “gli operai non ci sono più”, che sono residuali, che sono vecchi, sorpassati, conservatori e che i loro diritti (sempre meno) rubano qualcosa agli altri, il rischio è molti ci credano, anche se l’Italia resta la seconda potenza manifatturiera d’Europa. Così le donne del Sulcis devono dormire lì perché qualcuno si accorga che esistono, in un paese dove anche solo affermare la propria esistenza operaia è uno sport estremo. Hanno uno slogan, le ragazze: “Non abbiamo paura”. Noi, a vedere dove sta finendo la dignità del lavoro, un po’ sì.
 

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