Per pagina99, Piede Libero di oggi. Grillo e i Beatles: Babbey Road
Ci sono vari modi di passare alla storia. Quello dei vertici Decca, la famosa casa discografica – gennaio 1962 – fu questo: “I gruppi chitarristici sono passati di moda, mister Epstein”. E si rifiutarono di firmare un contratto ai Beatles. Da mangiarsi le mani per un secolo. Chissà se conoscono questa storiella i tanti militanti del Movimento Cinque Stelle, o anche i loro rappresentanti e, tra i rappresentanti, magari, quelli che sbertucciarono Pierluigi Bersani in streaming trattandolo come un lavavetri al semaforo. Non si parla di politica, ovviamente, che fare la politica con i “come sarebbe potuta andare” è un esercizio stupido. No. Si parla di vedersi scorrere via le occasioni come sabbia dalle mani, di lungimiranza, di arroganza punita, di superbia, di impotenza nonostante la forza. Prevengo le obiezioni: Bersani non è Paul McCartney, il Pd non è (e non era) i Beatles, non si tratta di paragone, non è un parallelo e nemmeno un paragone omologo. Ma una cazzata, diciamolo, resta una cazzata.
Commenti (6)
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Tra 5-6 anni, all’insediarsi del primo governo Salvini, forse penseremo anche al M5S come occasione perduta…
durante le ultime elezioni europee sembrava che stesse per arrivare il finimondo. ci fu una mobilitazione sottobanco (perché il brand va salvato: la pagnotta, per chi “cià” ffamiglia, si deve difendere) per scongiurare l’avvento della singolarità.
di nascosto si tenevano tutti per mano per darsi coraggio o per invocare aiutini dall’aldilà.
la sciura merkel era in’anzia come tutti i suoi colleghi e del nostro parlamento.
perfino le borse si avvicinarono alla data con un mercoledì grigio, un giovedì nero, e un venerdì buio pesto, tranne a fine giornata quando iniziavano a circolare sondaggi non ufficiali su come sarebbe andata.
vabbè per la sciura merkel e i suoi compagni di merenda italiani e non.
ma le borse!
cheffiguradimmerda!
un applauso a grillo.
non è bravo solo a far ridere. ma anche a far venire i brividi. è raro trovare più qualità in un singolo attore. di solito sono monotoni: al massimo sono bravi in una cosa e lì scavano fino ad esaurimento.
un anno fa questo spazio era invaso da “stella” e “stelle” che non accettavano la minima critica… mah. Mi permetto di ripetere quello che avevo scritto qui: dando la fiducia al governo Bersani, Grillo avrebbe davvero potuto cambiare l’Italia. Invece, è andata come è andata. Direi che è ora di smetterla di sempre la colpa alla casta e a “quelli là”, in questi anni abbiamo sempre votato, non è stato come negli anni 20 e 30, stavolta gli elettori hanno colpe dirette della deriva.
Felice di ritrovare questo spazio ripulito dalle fesserie…
forse dovrebbero scegliersi come inno “un giorno credi” di Bennato
https://www.youtube.com/watch?v=Z5GowGpjaf4
montandoci sopra(per alleggerire), il video di supreme di Robbie Williams
https://www.youtube.com/watch?v=ULTtWUZhD9c
Mah, il De Profundis al M5S sembra la moda degli ultimi giorni (spiace che Robecchi non se ne sottragga), magari sarò io troppo prudente, ma ne ho sentiti ormai centinaia di Berlusconi ed è ancora tra gli zebedei.
Mi felicito per chi finalmente non avrà più grillini a scalfire la propria convinzione di superiorità intellettuale. Pochi ma buoni.