Per pagina99, Piede Libero di oggi. Cinquestelle: ognuno è casta a qualcun altro
Poi si sa come vanno le cose. Che c’è sempre qualcuno che ti supera: più gente della gente, più popolo del popolo, eccetera eccetera. E così sentire Paola Taverna, senatrice Cinquestelle dire ai furibondi abitanti di Tor Sapienza – quasi implorare – “Io nun so’ ‘n politico!”, mette quasi tenerezza. Taverna è molto amareggiata anche dopo, nelle interviste. “Ma te rendi conto? M’hanno chiamato politica!”, dice la senatrice della Repubblica Italiana, e non si capacita dell’offesa sanguinosa che però è costretta a tenersi. Ora, chissà se il piccolo episodio indurrà un intero movimento a interrogarsi sull’antipolitica, la retorica della casta, l’inutilità delle intemperanze, l’omologazione all’odiata classe dirigente, non mi farei troppe illusioni. E’ probabile invece che assisteremo a una reazione più soft. Come quella di Totò che, scambiato per Pasquale, prendeva ceffoni su ceffoni e ne rideva: “Che me ne frega a me? Io mica so’ Pasquale!”
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Alberto Sordi, ti prego ritorna
Tanto tempo fa le avrebbero detto ‘Politicastra’.
Non è più di moda ma non meno vero …
Come nel West: trovi sempre qualcuno più veloce di te a sparare. Cazzate, spesso. P.S. qualche mese fa a questa scena avrei sghignazzato di lei (di loro); adesso mi fa (mi fanno) un po’ pena. Sic transit M5S.
è vietato sputare.
è vietatissimo sputare nel piatto dove mangiano gli altri. bisogna avere rispetto del senso di schifo.
è schifoso farsi vedere che si mangia lo sputo nel proprio piatto, anche se è il proprio sputo.
al massimo è concesso negare, ribaltare, aggirare: non era un vero e proprio sputo, non è poi tanto male, è ancora caldo e quindi è ok, aiuta la digestione: contiene gli enzimi che iniziano a preparare metabolismo …
E’ vero, Paola Taverna, senatrice Cinquestelle non è un politico. Un politico infatti non si reca nella mischia per cercare consensi alla guisa di personaggi tipo Borghezio o Salvini, ma per portare le risoluzioni dei disagi del popolo. Renzi, per esempio, siccome nel suo manuale delle Giovani Marmotte non ci sono risoluzioni di problemi del genere, si guarda bene dal recarsi nel mezzo delle proteste, vuoi di quelle che hanno carattere di reciproca intolleranza sociale, vuoi di di quelle che hanno carattere di disastro ecologico come può essere l’esondazione di quei fiumi che disperatamente cercano il loro letto originale, scandalosamente modificato da politiche analoghe del passato. Ce lo chiede l’Europa o non ci sono soldi, sono frasi tradotte dalla linqua dell’impotenza della cattiva politica.