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Per pagina99, Piede Libero di oggi. Acciaio: aridatece l’Iri

martedì, 4 Novembre 2014

Andavo alle scuole medie quando sentivo dire dai liberisti che “lo Stato non può fare le macchine”, l’acciaio, l’energia eccetera eccetera. Così le macchine (e l’acciaio, l’energia, eccetera) passarono ai privati, non sempre con risultati entusiasmanti.
Oggi mi pare di ringiovanire quando sento – anche da certi liberisti –  che una gestione statale della siderurgia in Italia sarebbe auspicabile. Dall’Ilva alla Thyssen si respira una gran voglia di Iri, perché l’acciaio ci serve, lo facciamo bene, ma evidentemente gli imprenditori privati non sono capaci. In pratica si sente alzarsi un timido coro bipartisan il cui sottofondo è: l’acciaio è troppo importante per lasciarlo fare ai padroni. Bello, tornare giovani. Più bello ancora che i lavoratori Thyssen di Terni prendessero il loro stipendio di ottobre, oggi negato perché stanno scioperando. Alla fine più che quale futuro bisognerebbe scegliere quale passato: quello novecentesco dello Stato che fa l’acciaio o quello ottocentesco dei padroni delle ferriere?

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