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Per pagina99, Piede Libero di oggi. Silvio nella clessidra

lunedì, 20 Ottobre 2014

E’ una regola della politica: i vuoti vengono riempiti. Oggi le grandi praterie dove ieri scorazzavano i voti della destra sono deserte, giganteschi pascoli per nuove mandrie, che infatti arrivano. Chi, come Renzi, tentando l’inclusione di quell’elettorato, ammiccando e insinuando che in fondo siamo tutti una grande famiglia; chi, come Salvini, tentando il salto mortale di trasformare in nazionalista una forza politica nata come secessionista. In entrambi i casi il mercato è quello che fu del povero Silvio: sono i suoi clienti che cambiano negozio, sono i suoi militanti che non militano più. Forse una fine di Berlusconi con botto (la prigione, l’esilio) avrebbe suscitato qualche colpo di coda dei suoi tifosi, così no, così è peggio: il lento dissolversi nell’inconsistenza non consente reazioni d’orgoglio. Tutti questi anni passati a gridare alla “giustizia a orologeria” per scoprire che l’orologio non era un feroce cronometro, ma una lenta, inesorabile clessidra.

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