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Per pagina99, Piede Libero di oggi. Riforme: ridefinire la parola “non”

mercoledì, 17 Settembre 2014

Le promesse, gli annunci, i “faremo”, i “vedrete” e le scadenze varie (in marzo, in aprile, in maggio, in cento giorni, in mille giorni…) rischiano di distrarre dalle solenni rassicurazioni. Tutti guardano a quel che burbanzosamente si annuncia di fare e pochi pensano a ciò che si è giurato di non fare. Non toccheremo l’articolo 18, che non è un problema, e invece ora si apprende che lo si toccherà per decreto. Non bloccheremo le retribuzioni del pubblico impiego (solennemente promesso in aprile e ribadito in agosto), che poi sono state bloccate. Non ci sarà una manovra correttiva, ma già se ne vedono segnali. Ora arriva, sul primo binario, un poderoso “non aumenteremo l’Iva” che non promette niente di buono, e si corona il tutto con un minaccioso “Non punto alle elezioni anticipate”. Urge ridisegno del vocabolario italiano e specialmente una radicale riforma della parola “non”.

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