Per pagina99, Piede Libero di oggi. Pensiero personale
Mentre il paese stremato dalla suspence attendeva la lista dei ministri, il blog di Beppe Grillo informava il popolo sulla definitiva caduta in disgrazia del senatore Luis Orellana, “sfiduciato dal territorio”.
Pur non specificando quale parte dal territorio abbia sfiduciato Orellana, se i fossi, le Prealpi o l’appennino, la sentenza sembrerebbe definitiva.
La colpa del senatore Orellana sarebbe quella di aver parlato con vari mass media dicendo cose “frutto del suo pensiero personale”.
In effetti questa cosa di avere un pensiero personale è seccante, crea continui quiproquò e danneggia l’immagine di chi un pensiero personale non ce l’ha. Giusto, per carità, limitare la burocrazia, ma la creazione di un Ufficio Autorizzazioni Pensieri Personali non pare al momento rinviabile.
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Giusto una precisazione: il post sul blog è firmato “Gruppi M5S e Meetup della Provincia di Pavia”, e considerando che Pavia è la circoscrizione elettorale di Orellana, mi sembra abbastanza chiaro che territorio lo abbia sfiduciato.
Forse aiuta anche leggere il comunicato originale: http://www.listacivica5stellepavia.it/?p=6757#sthash.XsP70WlU.LtNWgjbW.dpbs
Dove sta la meraviglia?… Proprio oggi su La Repubblica Tommaso Ciriaco intervista Pippo Civati sulla lista dei ministri del Governo Renzi. Civati è deluso, “ma se non lo votiamo ci cacciano dal PD”… Sempre nella stessa pagina Gianni Cuperlo si interessa della segreteria del Partito: il doppio incarico “è un’anomalia”… Berlusconi cacciò il dissidente Fini… Dov’è allora la differenza fra i partiti cd democratici e liberali con il M5S il cui capo almeno ha dichiarato in diretta TV che non è affatto democratico? Io penso che un partito debba avere una linea comune al suo interno, però preventivamente concordata ed accettata dalla maggioranza in modo tassativamente trasparente. Nel caso in cui però, e in qualsiasi occasione, si arrivasse a limitare la libertà di opinione contraria col ricatto di espulsione, allora sì che determinerebbe davvero un’anomalia della democrazia. Mussolini, Hitler, Stalin usavano il bastone, questa gente utilizza un altro strumento, ma gli effetti sono ugualmente deleteri per la dignità degli interessati. Oggi non è più necessario eliminare i dissidenti con la soppressione fisica, è più che sufficiente la gogna espressa dai vari signorsì che, in quanto nominati dai capi, a comando se ne “devono” altamente fregare del bene del Paese. Meditiamo gente quando (forse) ci concederanno ancora di andare a votare in (pseudo) libertà democratica!…
Mah, guarda, tutti mi sentirei di criticare in questi giorni, tranne Beppe Grillo e il M5S. Non perché non siano criticabili in certi loro atteggiamenti, e più che mai lo è proprio il loro leader, però l’attacco che subiscono da ogni parte per aver “osato essere” e avere ottenuto risultati evidenti ed essere rimasti, nel complesso delle loro azioni, coerenti con quanto dichiarato nei loro programmi, mi sembra esagerato ed isterico, di pura paura del cambiamento che avrebbero e, forse, tuttora possono imprimere alla politica made in italy.
cavolo se non l’avevi ancora finito di scrivere piovono pietre, un capitolo sull’UAPP ci stava tutto! 🙂
Robecchi, leggiti bene con quali presupposti dei perfetti sconosciuti sono andati a roma a rappresentare, e solo rappresentare il popolo italiano e dopo scrivi e discetta su tali argomenti. Per contro, non mi dirai mica che ti affidi ai pensieri ed opere di una come la Madia che in sei anni di praticantato è riuscita a sbagliare ministero.
Le persone votate dal m5s devono darsi da fare per quello che hanno tacitamente sottoscritto. Quei 4 gatti che si dissociano lo fanno solo per avere un motivo diverso dalla codardia di lasciare il m5s per incassare l’assegno completo. La storia (degli altri insegna. Se hanno pensieri indipendenti si dimettono, espongono i loro bei pensiere e si ricandidano in qualche coalizione a loco confacente, ma la vedo dura per dei “nessuno come loro”. E scrivi un pò sul ggiovane ma già vecchio Renzie, che spero con tutto il cuore non gli sia data la fiducia. Saluti, Giuseppe Rigon