pagina99, chi, come, dove e perché. E quando: domani mattina in edicola
Bene. Come molti di voi sanno, domani nasce un nuovo giornale.
Si chiama pagina99, sarà un quotidiano di carta (dal martedì al venerdì), un settimanale (il numero del sabato, in edicola fino al lunedì) per farvi leggere nel week end, un sito che seguirà l’informazione in tempo reale un app per dispositivi mobili e un account twitter. Si tratta di un’avventura strana, perché sanno tutti che l’informazione non gode di buona salute in questo paese (e nemmeno negli altri), come tutto il resto, d’altra parte. Ma proprio per quello, perché i tempi sono duri, una voce in più diventa preziosa. Purché sia una voce diversa, curiosa, capace di raccontare con inchieste e opinioni quello che ci gira intorno.
Non la faccio lunga, se volete, leggete cose scritte da chi è più bravo di me, ha lanciato la sfida e l’ha portata fino a oggi (cioè a domani, all’edicola).
Qui c’è una specie di manifesto d’intenti firmato dai tre direttori, che sono Emanuele Bevilacqua, Jacopo Barigazzi e Roberta Carlini.
Qui c’è una riflessione più ampia.
Questo per chi ama leggere, e mentre legge vuol sapere chi scrive quello che sta leggendo, di chi è, chi paga (nessun contributo pubblico, ovviamente, solo noi e voi).
Personalmente faccio questo lavoro da più di trent’anni e quindi il sacro fuoco dei facili entusiasmi mi è passato da un pezzo. Ho lavorato per molti giornali e molti quotidiani, tra cui l’Unità, il Manifesto, il Fatto Quotidiano (per cui scrivo tutt’ora) e, ora, per pagina99. Ho avuto sempre la fortuna di poter scegliere giornali su cui scrivere – che sono poi quelli che avrei scelto da lettore – e dunque è, sì, in qualche modo un novo inizio.
Dunque, niente proclami e niente trombette e bande musicali con le majorettes. Le persone che mi hanno coinvolto in questa nuova avventura mi piacciono, con alcune ho già lavorato molto bene (Roberta Carlini era vicedirettora del Manifesto gestione Barenghi), altre le leggevo, altre ancora hanno fatto cose egregissime (Emanuele Bevilacqua con l’Internazionale), ci sono giovani in gamba e vecchi campioni, quindi mi sento in ottima compagnia. Il “piede libero” che vedete da qualche giorno su questo sito (e sul sito di pagina99, ovvio), finirà anche sul giornale di carta, oltre ad altri pezzi, se me li chiederanno e se riuscirò a scriverli.
A chi frequenta questo posticino artigianale e riparato dai venti, questo porticciolo, chiedo di dare un’occhiata a pagina99, di dire che ne pensa, di leggerlo, di maneggiarlo, di vedere se per caso gli serve un giornale un po’ diverso. E poi, magari, di dire che ne pensa.
pagina99 è in edicola da martedì 11 febbraio. E’ fatto di carta rosina, tipo salmone. Parla di economia e di cultura, il che vuol dire che parla di tutto il resto. Mi raccomando.
Commenti (9)
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Lo comprerò!!
in bocca al lupo!
ci si vede domani in edicola 🙂
A domani
Lo comprerò perché ho stima umana per Robecchi. Essendo già abbonato al Manifesto non so se potrò farlo continuativamente. Spero andiate a cercare lettori che non amano il grillismo del Fatto. Auguri.
Spero che arrivi qui, nella lontana Sardegna di Ugo 🙁
Nulla di nuovo. Gli articoli sul sito sono un mix innocuo di cose note e banalita`. Non cè` nessun punto di vista o opinione nuova, sembra roba presa dalla rete e rimasticata un po`. Poca documentazione (il pezzo sull`allagamento di Ostia Antica) e`perfetto nella sua “vuotezza”. La sezione scienza (che posso valutare meglio) e`innocua, solo un paio di parole corrette sul neo-luddismo. Il pamphlet su Stamina chiama in causa gli scienziati, categoria monolitica che esiste solo nella zucca dell`aticolista. Non un numero, non un dato, non un riferimento ad altre fonti per approfondire.
Pagina 99 per ora sta allo stesso livello di un foglio informativo di una universita`italiana. Peccato, perche`vista l`incompetenza assoluta dei giornalisti italiani, non dovrebbe essere difficile fare meglio di corazzate come Repubblica e Corriere. Non accenno neanche a quanto poco il sito sfrutti le potenzialita`della rete (manco un link, articoli brevi, etc.) perche` la cosa e`francamente imbarazzante.
Non mi meraviglio che come ho letto in una Vs.precedente pagina elettronica in un’edicola il giornale sia stato dato come supplemento del IlSole24Ore: perché scegliere il solito colore roseo dei giornali che si occupano di economia. Un colore sul grigio o verdino o azzurrino p.e. non andava meglio? Non era più originale? Grazie.
Oggi l’ho cercato in stazione centrale a Milano ma ne’ alla Feltrinelli ne’ ad un’edicola “normale” ne sapevano nulla..
Aggiungo che condivido parzialmente quanto dice Enrico Marsili. Nel senso che sul sito ho visto molte potenzialita’ non sfruttate e diversi articoli scritti malaccio.. ma d’altra parte, il livello mi sembra comunque ben al di sopra di Corriere e Repubblica (ed anche del Fatto, spesso un po’ troppo isterico).
Forse un po’ di notizie di cinema-teatro e di musica non ci starebbero male… FUORI TEMA: mi piacerebbe che il Direttore Roberta Carlini spiegasse meglio il concetto del contante sostituito dalla moneta elettronica. Io non l’ho capita da Bersani, da Monti e nemmeno dalla stessa Carlini poco fa a Ballarò. Quando un uomo con la carta di credito incontra un uomo con il contante, l’uomo con la carta di credito è un uomo perdente, palesemente sfruttato dalle banche e dal governo… Davvero si pensa che con la scomparsa del contante si combatta efficacemente l’evasione?… Non prendiamoci in giro!… La carta di credito e le carte simili elettroniche sono strumenti utili, ma dovrebbe essere libera la loro accettazione. Chissà perché a noi italiani piace avere sempre dietro le spalle un spia che ci controlla ogni movimento…