Vespa, si stampi. Il libro che minaccia le foreste
Siamo appena all’inizio. Per ora le dichiarazioni di politici italiani tratte dall’ultimo libro di Bruno Vespa si contano sulle dita di una mano: Alfano, Berlusconi, Renzi. Più avanti vedremo se nel poderoso volume comparirà anche qualche personaggio di sinistra. In ogni caso lo sapremo presto, perché il florilegio si protrarrà per settimane e mesi. Non ci sarà notizia di cronaca, politica, costume, sport, moda, design, hockey su prato che non sia anticipata dal libro di Bruno Vespa e debitamente recitata in tivù. Nessun ferito nel tamponamento all’Eur, come anticipato dal libro di Bruno Vespa. Rottura del menisco per il centrocampista del Milan, come anticipato nel libro di Bruno Vespa, e via così. Tra le tradizioni italiane quella dei libri di Vespa è una delle più nefande e resistenti, il che è un bel segnale di arretratezza per un paese che ha debellato lo scorbuto e la pellagra. Pur collocati dall’editore in una mediocre collana piena di volumi brutti e noiosi (“Collana I Libri di Bruno Vespa”), l’ultima fatica letteraria di Vespa potrà contare sul solito indomito battage. Delle 446 pagine del volume nemmeno una sfuggirà alla citazione, il che fa almeno 446 spot gratuiti, moltiplicati per tutte le reti nazionali. Una tragedia che si poteva evitare, soprattutto per il disboscamento delle grandi foreste pluviali (gli indios Tupinambà si sono estinti dopo che la loro foresta è diventata il libro di Vespa precedente, ora tremano i Baruntu della Nuova Guinea). Una manna, invece, per le redazioni, che da qui a Natale potranno colmare buchi nei notiziari e centimetri quadrati di giornale con righe prese a caso dal libro di Vespa: “Cosa dici, metto pagina 301? O l’ha già messa TuttoUncinetto?”. Rimane il mistero su chi, dopo aver sentito recitare per mesi le anticipazioni del libro di Vespa sia così disperato, solo o depresso da leggere veramente il libro di Vespa. E comunque, non crediate che io intenda sottrarmi al mio dovere: nel caso ancora non lo sappiate è uscito il nuovo libro di Bruno Vespa. Un po’ scomodo come freesbee, ma vi giuro che come sottopentola funziona.
Commenti (7)
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Occhio ai nazisti. Il perfetto manuale di Merz e Ursula per cadere dal pero
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
lo aspettavo con ansia per poter bilanciare il tavolo della sala che da quando ho acquistato il precedente libro di vespa pende paurosamente da un lato
ecco però! ti pare giusto? avere un libro di vespa una volta l’anno e uno tuo una volta e basta? uffff 🙂
(avere nel senso di veder pubblicato, non di acquistare né tantomeno leggere… il libro di vespa dico eh!)
non è quanti ne vende ma quanto gli danno per scriverli…
Grazie Alessandro, mi sentivo solo a pensare le cose che con ironica sintesi hai scritto in questo articolo.
Sentirsi meno soli è confortante, ed in questo periodo è già tanto.
Alessandro Ulivi – Pistoia
Alessandro… vero che ho il permesso di stampare l’articolo, incorniciarlo e appenderlo in casa?!
Potrei rileggerlo 100 volte, e cento volte rotolarmi dalle risate!!!
con una mono parola: GRAZIE !!!!
Avvespamenti in vista ovunque per la promozione dell’annuale plastico politico.