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Razzisti, una risata vi seppellirà

domenica, 28 Luglio 2013

Chissà, forse persino nel grado zero del razzismo ci sono delle categorie che vanno, in diverse sfumature, da “molto schifoso” a “insopportabilmente schifoso”. Il gesto di tirare due banane al ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge denota una strana involuzione della specie: il fascista (di Forza Nuova) ascendente razzista con la luna in Calderoli andrebbe studiato negli istituti di antropologia, anche se siamo contrari alla vivisezione e agli esperimenti sugli animali. Il fatto è che, dopo alcuni secoli e millenni, siamo ancora lì: uomo nero, uguale scimmia, scimmia uguale banane, uh, che ridere! Una faccenda che sembrava definitivamente sorpassata dai tempi delle pitture rupestri e che sopravvive solo in certi ambienti molto degradati, tipo Forza Nuova, appunto, o l’ufficio del vicepresidente del Senato.
Che poi Cécile Kyenge abbia risposto come ha risposto (“Che spreco di cibo! Uno schiaffo alla povertà”), con ironia e leggerezza, non fa che amplificare le differenze culturali tra una persona nera fuori e con il cervello dentro e farabutti bianchi con un frullato (di banana!) dentro il cranio. Insomma, ministro Kyenge, assoluta solidarietà, però… Però contro certi ceffi… le piace vincere facile, eh!
Non c’è dubbio che la leggerezza e l’ironia del ministro siano l’arma vincente: non c’è miglior modo di contrastare chi si sente “razza superiore” che farlo sentire un cretino e dimostrarlo al mondo. E però, siccome la provocazione delle banane non è stata l’unica, a Cervia, in occasione della visita del ministro, il discorso potrebbe allargarsi. I balilla minus habens di Forza Nuova, infatti, hanno fatto gli straordinari e sparpagliato manichini (neri, guarda un po’), imbrattati di sangue, abbelliti con la scritta “l’immigrazione clandestina uccide”. Ma siccome l’immigrazione clandestina uccide soprattutto gli immigrati clandestini, anche questa provocazione sembra un autogol da metà campo, il che dimostra che certi nipotini non sono più intelligenti di certi nonni – parlo di quelli in orbace – di cui vorrebbero ricordare le gesta (e quanto a idiozia ci riescono benissimo). Come si sa, lo zelo fa fare grossi errori. Un altro Calderoli, un altro paio di banane, altre gesta di intrepidi arditi e la ministra Kienge diventerà una specie di cartina di tornasole, capace con la sua sola presenza, di dimostrare nei fatti la stupidità di fascisti, razzisti e imbecilli. Da sola, senza muovere un dito, senza violenza, senza indignazioni di cartapesta e senza alzare i toni. Del resto che un cretino è un cretino si può dire anche sottovoce, e capiscono tutti.
Quanto al fatto, poi, che un fascista di Forza Nuova riesca ad entrare a una festa del Pd, a tirare due banane verso un ministro e ad andarsene tranquillo e incolume sulle sue gambe, è una faccenda che lasciamo – anche questa – agli antropologi. Chissà, forse buone, vecchie, care tradizioni come l’antifascismo, la vigilanza e il servizio d’ordine sono state rottamate di recente. Nessuno ci aveva avvertito, ma tant’è.

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