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Trent’anni senza Beppe Viola. Un maestro. Ecco la sua figurina

martedì, 16 Ottobre 2012

"Sono stato assunto in Rai dopo aver risposto negativamente alla domanda: lei è comunista?". Di tutti quelli che ci mancano, di quelli che ci hanno insegnato a scrivere anche se non li conoscevamo di persona, di quelli che sapevano cucinare una battuta come si deve, lui è quello che manca di più. Beppe Viola moriva trent’anni fa nella sede Rai di Milano, chino sulla macchina da scrivere. Faceva il giornalista sportivo nel tempo libero. Di lavoro, invece, giocava ai cavalli, mangiava, beveva, scriveva canzoni insieme al suo amico Enzo Jannacci, collezionava mal di testa e colesterolo, tirava tardi la notte, scriveva libri e racconti e altre cose le raccontava a voce, e viveva come un uomo libero, così libero che gli funzionava il cervello. Enorme battutista, filosofo da bar, mirabolante paroliere di canzoni (Quelli che…, Vincenzina), consulente per il dialetto milanese (Romanzo Popolare, di Monicelli), collaboratore di Linus… basta, la finisco qui. Prima di mettermi a dire che a quei tempi là Linus era Linus, e Milano era Milano e persino il calcio era più calcio di adesso. E, insomma, questo qui è uno che mi ha anche insegnato a scrivere, e a ridere, e a fare quello che faccio. Ciao Beppe. Beccati sta figurina e se mi capiti in sogno dammi un cavallo alla terza corsa. Non uno dei tuoi, uno che vince!

FIGU – Album di persone notevoli. Un programma di Alessandro Robecchi e Peter Freeman. Produttore esecutivo: Erica Vitellozzi. In redazione: Cristiana Turchetti, Paolo Zappelloni, Paola Ippoliti. Stagione 2009-2010, Rai Tre.


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