Solo un euro per i rimborsi elettorali, ma le elezioni si terranno ogni giovedì
Un onorevole compromesso tra le forze politiche: votare costerà meno ma si voterà più spesso. Accolta con favore la bozza Bersani: gli elettori dei partiti di opposizione verseranno il doppio e dovranno portarsi la matita da casa. I bilanci delle forze politiche saranno controllati severamente: già pronta una commissione di non vedenti. Alfano chiede garanzie: “Biglietti di piccolo taglio e non segnati”
Per una volta i partiti italiani sono tutti d’accordo: serve una soluzione urgente per risolvere la spinosa questione del finanziamento che indigna la popolazione e richiede azioni immediate. “Troppi soldi ai partiti e senza trasparenza è una vergogna tutta italiana – ha detto ieri Pierluigi Bersani – se ci date 20 milioni prepariamo al volo un disegno di legge”. Gli ha fatto eco Angelino Alfano: “E’ una questione di volontà politica: noi il disegno di legge lo facciamo per 18 milioni. Più Iva, però, perché vogliamo che sia tutto regolare”. Il primo passo, dunque, è la convocazione di un vertice con i segretari dei maggiori partiti italiani a cui parteciperà anche Pierferdinando Casini, “Ma solo – ha detto il segretario dell’Udc – se ci date 15 milioni”. Fin qui gli intenti comuni. Entrare nel merito delle proposte, invece, pare più complicato. Il Pd sta studiando un meccanismo di rimborsi elettorali bilanciato: ai partiti non arriverebbero più cinque euro per ogni elettore, ma solo tre. Tre euro per il voto alla Camera e tre euro per il voto al Senato. Secondo il PdL, invece, va rivisto tutto il meccanismo: “Stiamo studiando un rimborso ad assetto variabile: le elezioni sono una grande gara democratica, dovrebbe pagare chi perde”. Ma come fare tecnicamente? Secondo Casini la soluzione è semplice: “Ad ogni elettore vengono prelevati dieci euro al momento del voto. Poi, a risultati certi, si dà il resto a chi ha vinto”. La proposta piace a tutti i leader, ma presenta alcuni problemi pratici. Secondo la Corte dei Conti, infatti, il voto è segreto. Come farà chi ha vinto a reclamare i suoi soldi? I costituzionalisti stanno studiando una soluzione. Intanto si fa strada la proposta di Luciano Violante: “Se Pd, Udc, PdL e Fli si presentassero insieme alle elezioni vincerebbero di sicuro e i soldi li metterebbero gli altri”. A quel punto, però, gli elettori di IdV, SeL e Lega (quelli rimasti) dovrebbero pagare circa 3.200 euro a testa di finanziamento ai partiti. “Una cosa spiacevole – si legge nel comunicato congiunto dei tre segretari dei maggiori partiti italiani – ma sono i costi della democrazia”.
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Ritengo che convingere ogni elettore ad autotassarsi per mantenere in vita il proprio partito ddel cuore sia l’unico mezzo possibile per ottemperare ottimamente all’art. 49 della Costituzione. Questo articolo non dice espressamente di finanziare pubblicamente i partiti, come del resto vogliono farci credere gli sbadati interpreti parlamentari un tanto al kilo, ma dice testualmente che “tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Queste poche righe mi sono perfettamente chiare. Io, in qualità di elettore, ho il dovere di contribuire alle spese del partito al quale desidero associarmi per determinare appunto la politica nazionale anche con l’apporto sostanzioso delle mie convinzioni. Come italiano doc, poi, trovo disgustoso dovere obbligatoriamente pagare il mantenimento florido di un partito che, per esempio, lotta per la secessione…
Solo un euro, sì… ma con la fionda.
Grande Robecchi.
il finanziamento pubblico ai partiti è stato abolito con un referendum.
per cui soldi pubblici ai partiti sono semplicemente un FURTO.
non un euro q uesti LADRI TANGENTARI INCAPCI CORROTTI che hanno distrutto il nostro Paese.
già godo a vedere un sacco di lecchini radical-chic del PD costretti ad andare a cercarsi un lavoro.
Sul lastrico li voglio vedere questi inciucisti infami! a mendicare, maledette vendute sanguisughe piddine!!!
non riesco neppure a sorridere anzi, mi vien da piangere…purtroppo questi discorsi quella gentaglia li fa davvero, naturalmente non in pubblico…
Il PD in quattro anni si è mangiato 200 milioni di euro di rimborso elettorale. La bellezza di 387 miliardi e 254 milioni delle vecchie gloriose lirette. Per carità, tutto regolare. Tutto documentato… Davvero mi piacerebbe sapere come hanno fatto a spenderli proprio tutti visto che ora sono in trepida attesa della prossima rata per pagare addirittura dei debiti. Non mi risulta che il PD abbia fatto qualcosa di (utile) costoso a favore dei suoi seguaci e della popolazione che a parole sostiene di rappresentare. E le case del popolo?… Che fine hanno fatto? Conosco molti anziani che dopo il lavoro quotidiano settimanale nel giorno di riposo avevano lavorato gratis per costruirle. Ora sono tutte vendute o date in affitto ai privati… Altri soldi, quindi. Gli anziani loro malgrado devono quindi accontentarsi della panchina dei giardini pubblici. E’ l’ICI? Non c’è stato giorno in cui nei dibattiti il PD non ricordasse al PDL l’errore della soppressione di quell’odiosa tassa sulla prima casa. Ora sarà contento, il “Tassator Cortese Supermario” col cieco benestare degli inciuciosi ABC l’ha rispolverata, tripicandola addirittura e nel contempo pensando bene di farla pagare anche a coloro che ancora non ne sono i proprietari definitivi in quanto vincolata alle rate di usura del mutuo bancario. Bersani ora ce l’ha con i “movimenti”… Certo, con questo avido andazzo, è fisiologico che nascano movimenti di protesta… Cosa credeva, che gli taliani fossero degli sprovveduti pronti a credere alle favole del partito meticcio dai conti ancora separati e bascolante paurosamente verso il centro democristiano?