Voi siete qui – La Padania esiste e ho le prove
Titolo su La Padania: “Io esisto e sono padano”. Ecco, se uno comincia a ripetersi, “Io esisto, io esisto, io esisto…”, è il momento di chiamare lo psichiatra. Ma dire che il popolo padano non esiste è un’esagerazione. Esiste Maga Magò? Certo che sì. E lo yeti? Forse. Ecco qui di seguito alcune prove inconfutabili di esistenza in vita della Padania, del suo popolo e dei suoi illuminati dirigenti.
Le ronde. Le famose ronde non esistono. Pigrizia padana. Eppure in Italia (che esiste) si è parlato di ronde tutti i giorni su tutte le prime pagine, per mesi e mesi, anche con densi e dotti interventi di pensatori (?) della sinistra (?) che dicevano “perché no…”.
Malpensa. L’aeroporto di Malpensa esiste. E’ un lungo campo di bocce vicino a Varese che paga alcuni milioni di euro ai suoi incapaci dirigenti padani. Per essere una cosa che non esiste, la Padania ci costa parecchio.
Il pacchetto sicurezza. Affossato dalla Corte Costituzionale, il grottesco insieme di leggine e regolamenti e ordinanze per sindaci mitomani non esiste più. Eppure, con gran strepito del padano Maroni, l’Italia intera ne parlò per mesi e mesi come se fosse una cosa reale.
Il porcellum. Pur avendo le ore contate, la legge elettorale più schifosa del mondo l’ha scritta Calderoli. Per essere una cosa che non esiste, la Padania produce cazzate notevoli.
Il reato di clandestinità. Esiste, riempie le galere di innocenti ed è il più clamoroso esempio di esistenza della barbarie padana.
Sono solo alcuni casi, ma forse bastano per dire che il popolo padano, i suoi politici, i suoi ministri, esistono. Purtroppo. Per fortuna, invece, si stanno estinguendo da soli e speriamo facciano in fretta. Solo, una volta estinti i padani, dovremmo affrettarci a cancellare anche i segni che hanno lasciato tra noi. Andiamo, chi vivrebbe in un posto dove i dinosauri sono spariti ma restano a terra enormi, gigantesche, cacche di dinosauro?
Commenti (12)
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Gloriosa la metafora: Cacche di Dinosauro!
Fantastico Robecchi.
La Lega ha imparato benissimo il mestiere politico di chi non possiede elementi concreti di valore per la carica rivestita: zitti e cuccia è la prassi. Ai padani convinti di esistere, ma che in realtà non esistono, è sufficiente mostrare il dito medio contro l’Italia, unica risorsa politica del loro leader. Il cittadino padano virtuale si accontenta: basta ammirarlo con compassione in tuta verdognola con le corna in testa, sembra una figura medievale di vero macho normanno sbarcato in padania direttamente dai fiordi scandinavi, o contemplarlo stupiti mentre pascola le sue mucche superdotate che producono più latte di quello consentito alle mucche normali. Tanto i suoi dirigenti addosseranno le relative multe al popolo italiano, quello sì che esiste per davvero ed è super tartassato anche per colpa sua… Per fortuna il vero nord d’Italia è molto diverso da quello rappresentato dagli opportunisti dirigenti leghisti, avidi solo di potere e di quattrini che per ottenenrli “incuccano” nella testa della loro ingenua gente favole ignobili di secessione e di odio razzista…
Maroni è di Varese, Bossi è di Gemonio, prima di incontrare il Po o la Pianura Padana devono farsi un centinaio di chilometri…Quando arriverà uno di Reggio Emilia, magari starò a sentire cosa dice della Padania – ma non è mica detto, se ha la faccia di un “ubriaco da bar” (definizione di Umberto Bossi fatta da Silvio Berlusconi negli anni intorno al 1995) allora giro al largo.
per il resto, mi associo a Tarkus!
🙂
Malpensa… Ecco dove sono finiti i 70 miliardi di euro che, secondo il dire del politico d’eccellenza Matteo Salvini, il virtuale popolo leghista ha messo sul tavolo italiano in più rispetto agli altri italiani… Malpensa è stata proprio mal pensata. E’ proprio vero, siamo arrivati al punto che in Italia il “virtuale” costa molto di più del “reale”. Spero che presto incominci a spuntare qualche verdognola testa dal sacco dell’illusione leghista…
Un paradosso è che a Roma nel parlamento italiano vi sono sogetti che si dichiarono non italiani. Con tutti i loro riti propiziatori le loro bandiere ecc. ecc. Ma non si staccano dalla poltrona e non se ne tornano nelle gallie a spiegare alle loro folle i veri motivi perchè hanno graziato Romono, Milanese….
Io esisto e sono padano, io esisto e sono siculo, io esisto e sono toscano, io esisto e sono romano…….e allora? Che facciamo, ognuno si fa lo statarello a piacere? Il solito slogan e distintivo con i citrulli che abboccano. Padani quali? Tra terroni venuti dal sud a lavorare da più di cento anni, guerre di confine e migrazione di passaggio, andiamo a controllare gli antenati? Da che generazione? E poi ,come scrisse Enzo Biagi a proposito della “razza Piave”, e padana: “dopo anni di fronte militare pochi possono giurare sulla virtu’ delle proprie nonne!”
Mah, io continuo a leggere necrologi per B. mentre mi pare che illo stia sistemando egregiamente tutto quello che gli interessa (intercettazioni, lodo Mondadori e prox su questi schermi la giustizia). Il tutto nella totale o quasi indifferenza della popolazione italiana, quella che secondo Grillo (e non solo) doveva fare la rivoluzione d’ Ottobre. A riprova che ormai tutte le inibizione sono cadute, un po’ di sere fa il vecchio Gigi Moncalvo ha infranto l’ ultimo tabù svelando il segreto di Pulcinella (pardon, di Arlecchino, dato che stiamo parlando di padani), cioè che Bibì tiene per le palle Bibò in quanto gli ha ripianato i debiti del partito. In compenso le opposizioni sono prese freneticamente a rubarsi i voti (al momento puramente teorici, visto che prima del 2013 non c’ è trippa per gatti) tra di loro.
Fa piacere che a qualcuno tutto ciò ricordi uno spettacolo comico, a me fa venire in mente paralleli un po’ più inquietanti, tipo gli ultimi giorni di Weimar.
Saluti
Avete solo paura che la Padania ovvero il nord ,quello che produce ed è obbligato a mantenere i lazzaroni parassiti,si stacchi; la festa è finita!!!
se i commenti attendono l’apèprovazione di un rosso a posto stiamo!
a democrazia non è cosa vostra….
Prego tutti di leggere i due commenti qui sopra. Alle 22.36 un tale Stefano, affetto da leghismo, scrive un paio di leggeri insulti e minaccia che la festa è finita (cazzo, c’era una festa? Non me n’ero accorto). Alle 22.38 si lamenta, denuncia un complotto politico ai danni del suo intelligentissimo post e parla di democrazia… Non trovate che in tanta sopraffina cretineria si trovi tutta la Lega? Forse non tutta… mancano ancora le quote latte…
Secondo me il non meglio precisato signor Stefano è un bravo figliolo che nel suo piccolo tenta di capire dove si trovi in questo momento storico. La padania, si sà, non esiste. E qui lui fa opportunamente un distinguo: la padania è il nord… E’ un primo passo importante verso la ricerca della verità e bisogna dargliene atto. La festa è finita aggiunge poi con la stizza dei bambini che tendendo la mano minacciano di riferire alla maestra un torto ricevuto. Povero nord… Per il resto il sig. Stefano è da capire, le considerazioni sciocche sono un fatto fisiologico di ogni scolaro che tenta di assimilare le lezioni difficili. Non è certo facile rimuovere le convincenti argomentazioni di Bossi inculcate nelle teste dei giovani adoratori del Po… Fondamentalismo padano?… Mah!… Chissà se anche fra loro usciranno dei martiri. La meta agognata è il paradiso padano, un premio quest’ultimo scaltramente promesso dai dirigenti leghisti alla loro base più ingenua…
dal commento di Stefano manca anche la Banca della Padania, compreso Fiorani, eccetera (lo scrivo perché loro dicono sempre, in tv, che nessuno della Lega è coinvolto, solo quelli del pdl rubano, eccetera) (a prescindere dal fatto che tra chi ruba e chi tiene il sacco la legge non fa una gran differenza, e la Lega Nord il sacco lo sta reggendo da vent’anni).
PS, ad personam: ohi Stefano, guarda che io ho tutti gli antenati intorno al Po, tra Veneto ed Emilia: ma mica mi faccio prendere in giro dal primo che passa…