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Oggi esce I cerchi nell’acqua. In tutte le librerie (chiuse). Letterina ai lettori, e a tutti noi. Qui le recensioni, le interviste e i vostri commenti

giovedì, 12 Marzo 2020

IMG_2489 2Oggi, 12 marzo, è il giorno dell’uscita del mio nuovo romanzo, I cerchi nell’acqua (Sellerio).IMG_9197

Oggi, 12 marzo è il giorno in cui le librerie sono chiuse per decreto.

Lo trovo giusto: fermare il più possibile l’ondata del virus, liberare posti negli ospedali, comportarsi responsabilmente, non cedere alla paura, all’irrazionalità. Insomma, starci con la testa, non farsi travolgere.

Credo e spero che quando tutto questo sarà passato, un barlume di normalità tornerà tra noi, e allora riapriranno le librerie e tutto il resto, e si potrà andarci, e guardare e sfogliare, e leggere le prime righe di tutto, come si faceva, si è sempre fatto e si farà. E parlarne con gli altri.

Sul nuovo romanzo, con quello che ci accade, non è il caso di dilungarsi. Metto qui il risvolto di copertina, l’esergo, insomma quello a cui dareste un’occhiata tra i banchi di una libreria. Posso dire che ora, davanti all’inimmaginabile, che è una storia noir cheCerchi risvolto parla di uomini – soprattutto i miei due sbirri Ghezzi e Carella – cioè di vite, dubbi, paure, incertezze, schiene dritte e decisioni, giustizia e ingiustizia correnti. Carlo Monterossi osserva basito, incredulo, un mondo così distante da lui. Lo vede, se lo fa raccontare, dalla sua posizione di comodo privilegio, dai piani alti, mentre la storia è una storia da piani bassi, marciapiedi e brutta gente. Due mondi.

Libro a parte, devo dire grazie a molti. Prima di tutto alle librerie indipendenti, le piccole, le grandi, le biblioteche, i festival, i circoli di lettura, le associazioni che mi hanno invitato a parlare de I cerchi nell’acqua. Ne ho incontrate a decine, a centinaia, per i libri precedenti, e insieme a loro i lettori, attenti, o matti, o acutissimi, curiosi, che parlano dei miei personaggi come se fossero amici, o conoscenti, o gente incrociata davvero nella vita.

IMG_2539 2Un altro grazie va a quelli che tengono in piedi, letteralmente, i libri. Perché scrivere è una cosa privata e intima, personalissima, ma c’è un momento in cui il lavoro diventa collettivo, coinvolge persone, passioni, intelligenze, tempo. Da un file di word allo scaffale della libreria c’è un mondo che lavora, pensa, elabora, si sbatte, s’incazza o festeggia.

Quando tutto questo sarà passato, quando avremo vinto anche perché abbiamo saputo fermarci, sarà un grande piacere tornare là dentro, in libreria, e anche rimettere in piedi tutta l’agenda, gli incontri, le chiacchiere, le presentazioni e tutto il resto.

Ora non è quel tempo, ma quel tempo arriverà.

Chi riesce a mettere le mani sul I cerchi nell’acqua può dire, ovviamente, che ne pensa.

E noi ci vediamo in giro, presto.

Qui, come sempre, trovate le recensioni, la rassegna stampa e i vostri commenti

 

 

 

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