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È comodo, usa anche tu il generatore automatico di frasi di Matteo Renzi

mercoledì, 27 Aprile 2016

270416primailfattoquotidianoGli scienziati del Cern, in collaborazione con la Settimana Enigmistica, stanno mettendo a punto un generatore automatico di frasi di Matteo Renzi, un prezioso strumento che agevolerà i comunicatori del Pd in vista dei prossimi appuntamenti politici. Come si sa, è invalso in questo paese l’uso che ogni cosa si debba decidere sarà un referendum pro o contro Renzi, dalle trivelle alle amministrative, fino alla madre di tutte le battaglie, il referendum di ottobre sulle riforme costituzionali.

In chiaro affanno nel dimostrare che il capo ha sempre ragione, i guru della propaganda faticano a tenere il passo con le esternazioni del premier e hanno modificato i loro computer in modo che schiacciando un solo tasto ne escano frasi già costruite. L’auspicio è che anche i cittadini italiani, oltre ai più grandi giornali del regno, installino sui loro computer questo piccolo aggiornamento. La propaganda ne sarà agevolata, ma soprattutto si risparmierà tempo. Ecco i tasti dedicati.

F4: L’ira di Renzi – Qualcosa non va? Qualcosa non funziona? C’è qualche dettaglio che, nonostante la frenetica opera del Capo rimane negativo? Niente paura, schiacciando il tasto F4 si genererà automaticamente la frase “L’ira di Renzi”, e basterà poi riempire lo spazio bianco con il motivo di quell’ira. Esempi? A decine. Prendete Davigo e le sue dichiarazioni. Ecco “L’ira di Renzi” (Messaggero). L’Unità perde soldi? Ecco “L’ira di Renzi verso i circoli” (Corriere della Sera). Qualcuno copre le statue perché arriva il presidente iraniano? “L’ira di Renzi, qualcuno pagherà” (La Repubblica). Le ferrovie del Sud-est non funzionano? “L’ira di Renzi…” (Gazzetta del Mezzogiorno). Il tasto F4 velocizza e sintetizza il discorso. L’ira di Renzi è una piccola frase che dice: se fosse per lui sarebbe tutto perfetto e a posto, invece… maledizione! La frase è perfetta, non a caso fu un classico del fascismo: l’ira del duce contro i gerarchi serviva a scaricare la responsabilità dal capo ai sottoposti, che in fondo sono pagati per quello.

F5: Renzi ai suoi – Non è mai facile, anche in condizioni estreme, pubblicare una velina. Non sono più, ahimé, i tempi del Minculpop, e qualche presa di distanza dalle comunicazioni ufficiali bisogna pur fare finta di prenderla. Ci viene incontro in questo caso il tasto F5. Basta schiacciarlo e comparirà la scritta “Renzi ai suoi”, con la linea da seguire. In questo caso, la libera informazione prenderà due piccioni con una fava: comunicherà la linea, e al tempo stesso fingerà di aver scoperto cose nascoste (che invece sono arrivate con un sms).

F6: E’ finito il tempo di… – Altra frase comoda e diretta, adatta per ogni situazione e utile a sottolineare le promesse (un grazie a Flavio Bini che le ha messe in fila su l’Huffington Post). “E’ finito il tempo delle chiacchiere” (su Facebook), “E’ finito il tempo della tasse” (esilarante, Sky Tg24), “E’ finito il tempo del sei politico” (che comunque era finito già ai tempi dello sbarco sulla Luna, Porta a Porta), “E’ finito il tempo degli alibi” (al Forum di Cernobbio). Insomma, è arrivato lui ed è finito il tempo di un sacco di cose. La gente comincia a chiedersi: urca, ma prima come facevamo? Avvertenza: cosa sia finito è abbastanza irrilevante, quel che conta è l’accorato grido iniziale: “E’ finito il tempo di… (riempire a piacere)

F7: Democrazia decidente – Nuova formula per dire che la democrazia vecchia era brutta e immobile, e la nuova democrazia renzista invece è bella e decide. Il tasto F7 velocizza la propaganda in vista del referendum costituzionale di ottobre e fa risparmiare sul tempo di scrittura (si schiaccia un tasto solo, una volta sola, invece di molti tasti per 20 volte), e soprattutto evita refusi ed errori di battitura (qualora vi scappasse di scrivere “democrazia decadente”)

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