Per pagina99, Piede Libero di oggi. La festa dell’Unità? Dedicatela all’Unità
Ampio e serrato dibattito nel Pd: a chi dedicare la festa nazionale dell’Unità? Sarebbe il sessantesimo anniversario della morte di Alcide De Gasperi, dice Beppe Fioroni. Però sarebbe anche il cinquantesimo anniversario della morte di Palmiro Togliatti, fanno notare altri. E sarebbe il trentesimo anniversario della morte di Enrico Berlinguer, come sanno tutti. Che fare?, si chiederebbe Lenin, di cui tra parentesi cade il novantesimo anniversario della morte? Forse ripiegare sul presente anziché sul passato, perché è pur sempre il decimo anniversario dell’elezione di Matteo Renzi alla provincia di Firenze. Oppure, si potrebbe dedicare la festa dell’Unità all’Unità, glorioso giornale nato nel 1924, giusto novant’anni fa (altro anniversario) e da poco defunto che forse, in mezzo a tanti morti illustri, una vita nuova la meriterebbe.
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A proposito di feste (anniversario morte imperatore Augusto) Mattia Feltri sulla Stampa di oggi si esibisce in un bel “quando c’era Lui”:
“(…) Lo si è detto un sacco di volte: la cultura deve autofinanziarsi, ed è l’unica benzina che oggi ci sia rimasta. In fondo, settantasette anni fa, nel 1937, quando organizzò la Mostra augustea della romanità per i duemila anni dalla nascita di Augusto – coi mezzi e il sussiego dell’epoca, e non in tempi di turismo di massa – Benito Mussolini attirò un milione di visitatori. Oggi quasi non ci siamo accorti di nulla”.
Robecchi, ti voglio bene. E non aggiungo altro.
Ridare la vita a chi è morto suicida è veramente un atto di bontà?
quelle riccorrenzr le festeggieranno ne 2018. Ora devono concentrarsi sulle decisive riforme che li terranno impegnati nei prossimi semestri. A partire da quella che prevede la graduale abolizione della normativa sulla pallacorda e del tamburello
E’ inutile. Oggi mancano gli antichi sapori della festa dell’Unità, quindi, secondo me, le dovrebbero cambiare nome e poi, beh, e poi la dedichino pure a chi vogliono. A me personalmente rimane impresso nel cuore il clima di allegria di quando le feste dell’Unità si facevano ai Giardini Margherita di Bologna. Alla sera come tante formichine tutte le vie che portavano a giardini brulicavano di tante “forichine” che si recavano alla festa dove con pochi soldi si poteva ballare e cenare per una sera in compagnia di solidarietà sociale… Oggi è diventata una risorsa economica di tutto rispetto. Chi se ne frega, mi vien volgarmente da dire, io non ci vado più…