Questa non è una canzone d’amore. A Bologna giovedì 12 giugno (ore 21)
Bene, Questa non è una canzone d’amore è stato ristampato (grazie a tutti, e grazie a Sellerio editore). Altre novità arriveranno (diciamo… internazionali). Chi vuol vedere un po’ di rassegna stampa la trova qui. Intanto, ci saranno un po’ di presentazioni/chiacchierate in giro per l’Italia. La prima è giovedì 12 giugno, a Bologna, alle 21 in via Orefici (così vi fate un giro per piazza Maggiore, che è sempre un bel vedere…), davanti alla libreria Ambasciatori. Si chiacchiera di Questa non è una canzone d’amore, di gialli, di libri e di tutto quello che volete con Fabrizio Binacchi e con chi c’è. Altri appuntamenti ci saranno più avanti e li leggerete qui o anche altrove. Per il momento segnatevi la data di Bologna. Ci vediamo lì.
Commento
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più


molto bello il libro
a un passo dalla Letteratura, direi
geniale l’intreccio tra il programma televisivo e gli eventi del romanzo scanditi dal tema del programma televisivo
solo un dubbio: i beoti di dx sembrano un po’ troppo tutti di un pezzo (di m….) forse così la caratterizzazione è un po’ squilibrata. in fondo Manzoni spreme un po’ di pietà su Don Rodrigo quando prende la peste
peraltro a me Manzoni non piace
glk