Per pagina99, Piede Libero di oggi. Oh, yes!
Le autocritiche degli sconfitti all’indomani delle elezioni sono sempre una lettura esilarante, ai confini con il teatro dell’assurdo. Casaleggio che dice “dobbiamo sorridere di più” mette i brividi perché significa che prima non sorridevano, e se ne deduce che quando parlavano di “tribunali del popolo” lo dicevano seriamente.
Quanto a Forza Italia, segnalerei la portentosa analisi di Edoardo Sylos Labini, responsabile del dipartimento cultura (wow!) di quel partito che dice: “Basta con gli yes men! Servono persone competenti ed energiche vicine a un leone come Berlusconi”. Tradotto in italiano suona un po’ come: bisogna cambiare gli yes men, ma non l’uomo a cui si deve dire yes. Niente male come autocritica, un po’ come curare l’alcolismo dicendo: basta col whisky! Da domani, vodka!
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Sì ma qui è necessaria sopratutto l’autocritica dei vincitori, visto che la vittoria di un partito di sinistra esalta confindustria, la banca e la borsa e non esalta praticamente nessuno di sinistra (scusate, sto diventando un petulante brontolone col deprone)
un tribunale del popolo non lo augurerei a nessuno, neanche al peggior nemico.
però,
se uno me lo proponesse con un bel sorriso, magari all’uscita dalla chiesa dopo aver assistito alla messa con una “regolare” consorte, con i propri capelli tagliati corti e facendogli pure la riga.
se Casaleggio me lo proponesse così, magari anche con il soprabito abbottonato saltando un bottone.
se quando gli chiedessi spiegazioni, con un brivido lungo la schiena per aver osato tanto, lui tagliasse corto con frasi tipo: “stai sereno!”
se quando insistessi con tremolio nella voce, lui ancora più deciso mi eliminasse di torno, con tono perentorio, gridando “…del popolo chi!?”
e allora cambia tutto ragazzi.
non si può avere paura di uno così.
sparisce subito il terrore, la rabbbia … vieni travolto dalla lieve speranza.
cazzo, uno così ti apre il cuore. ma senza tribunali. senza preliminari. perché fare attendere il piacere.
affanculo il kama sutra.