Per pagina99, Piede Libero di oggi. Milano Uber Alles
Milano, Italia. Uber è una specie di servizio taxi alternativo che diventa molto utile quando i tassisti scioperano contro Uber e quindi il taxi non arriva e tu chiami Uber, di modo che i tassisti si incazzano ancora di più, scioperano ancora più convinti e tu chiami Uber sempre più spesso. Poi anche i tassisti milanesi si mettono a usare Uber, e lo fanno per beccare gli autisti di Uber e suonarli come tamburi e prendergli a calci le macchine, e quindi gli autisti Uber non sanno mai se li chiama un cliente che li pagherà o un tassista che li menerà.
E tutto questo dà l’idea dell’irrefrenabile modernità della bella città di Milano che aspetta 20 milioni di turisti per l’Expo che faticheranno a trovare un taxi e quando lo troveranno diranno: accetta la carta di credito? E il tassista dirà: no.
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Egregio sig. Robecchi, una doverosa precisazione:
tecnicamente i tassisti non scioperano, fanno una serrata.
Forse sarà ideologico ma certe cose è meglio continuarle a ricordare (altrimenti siamo tutti imprenditori e bella zio).
Un’altra cosa, questa non rivolta a Lei, perchè se un disobbediente brucia un cassonetto i giornalisti scomodano terrorismo devastazione e saccheggio e non succede lo stesso ai ai tassisti, anche se che vogliono linciare a tricchetracche un libero imprenditore.
Il pezzo mi ha molto divertito, ma ci tengo a fare alcune precisazioni. Uber è una multinazionale che non finge nemmeno di rispettare le leggi nel paese dove si presenta. Per questo motivo è gia stata messa fuori legge a Bruxelles e a Berlino; a New York un giudice ha vietato l’uso della app per stabilire le tariffe (una sorta di tassametro virtuale), altre città seguiranno e magari, speriamo, anche Milano. Uber pratica ciò che si chiama il “price sourcing” (ovvero a maggiore richiesta, maggiore spesa da parte dell’utente), grazie al quale a New York nel 2011 sono stati pagati 219 dollari per un tragitto di 7 miglia. Paradossalmente, gli utenti che vogliono contenere le tariffe dovrebbero utilizzare il servizio uber con una certa parsimonia, perché più saranno le richieste più salirà il prezzo della singola corsa. A Milano la vedo molto male a capodanno, o durante una nevicata, o nella settimana del mobile o della moda.
Uber è finanziata da google per circa 257 milioni di dollari e da goldman sachs, e a mio parere non vuole semplicemente allargare il mercato in nome dell’innovazione ma impadronirsene. Sai che novità… Ogni strisciata di carta di credito effettuata con uber finisce su un conto corrente di una società olandese, controllata da un’altra società olandese la quale è controllata a sua volta da un’altra società alle Bermude che è controllata da una società con sede nel Delaware (paradiso fiscale negli Stati Uniti). Il tutto ovviamente legale, per carità, ma nella sostanza uber non paga un centesimo di tasse o se quel centesimo lo paga non lo paga certo in Italia. Le tasche che si riempiono sono sempre quelle di quel 1% tristemente famoso. Ma cosa lo dico a fare? lo sa bene anche lei che questa è una delle facce del neoliberismo. Un cordiale saluto
P.S. Per l’Expo tutti i taxi accetteranno i pagamenti con carte di credito perché entro il 30 giugno il POS sarà obbligatorio per professionisti, artigiani e commercianti. Comunque già ora è presente sul 50% delle vetture.