Per pagina99, piede libero di oggi. Matteo capoclasse
Il rappresentante di classe, Enrico, balbetta spesso, è un po’ indeciso, non ha fascino.
Quello del primo banco, Matteo, non perde occasione per criticarlo e prenderlo in giro. E’ un ragazzino sveglio che ha bellissimi voti: dieci in inglese, dieci in tecnologia, dieci in religione (il suo parroco intervistato da Chi? gli fa i complimenti), nove in riforma elettorale. Del tema sul Jobs Act ha consegnato solo il titolo, ma gli hanno detto bravo lo stesso, sulla parola.
Ha gli amici giusti, tutti carini, moderni, deideologizzati, finanzieri a Londra. La classe comincia a chiedersi perché non lo fa lui, il capoclasse, se è tanto bravo. Ma lui fa il finto modesto, dice che non vuole bruciarsi.
Peccato, ma sono cose che succedono, in queste vecchie scuole di tradizione democristiana.
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La rappresentanza mediatica politica è identica: bella presenza e mnemonica veloce esposizione delle direttive come da copione. Ecco perché non serve la rappresentanza popolare nella nuova legge elettorale in pectore. I capi da una parte assicurano l’inizio di ripresa economica, della quale in realtà non c’è nemmeno l’ombra, e dall’altra elencano da dizionario provvedimenti senza avere la minima idea degli effetti reali che gli stessi produrranno sulla società. “Ha da passà ‘a nuttata”(Napoli Milionaria di Eduardo De Filippo)…
uno che,sempre meglio non scordarselo,era tanto interessato a risolvere la questione italiana non puntando sulla condanna giudiziaria di Berlusconi ma mandando lo stesso a casa,che alla fine se l’è portato in salotto. Uno insomma che ha fatto dell’arzigogolo un life-style
secondo me oltre alle lodi (bravo Matteo, dai, vai!) gli è arrivato anche il filino di critiche, qualcuno mormora che potrebbe anche aver facilitato l’ascesa di B. (guarda l’altro democristo di Casini) e sta studiando a casa. Il rappresentante di classe, sornione, lo attende al varco.
faccio vari OT avendo appena letto che adesso Renzi dice che vuole allearsi con la sinistra
1. ma se uno è di sinistra non è già alleato con la sinistra?
2. chi è la sinistra, che dirà la sinistra ?
3. perchè, a distanza di pochi mesi, nessuno parla più dell’enorme astensionismo dal voto, che secondo me è il più grave problema democratico che abbiamo adesso, dei motivi che lo provocano e di come evitarlo ?
Chiudo dicendo che io ho sempre responsabilmente votato ma forse il prossimo giro me ne sto – tristemente – a casa, e non per snobismo elettorale ma perchè è stato di fatto svuotato un mio diritto/dovere democratico.
Io penso che tutti dovremo andare a votare anche quando, come in questo momento, siamo addirittura disgustati dalla politica. Il nostro partito del cuore forse non entrerà in Parlamento, ma almeno si saprà che non tutti sono d’accordo col capo unico e forte…
qui il problema non è il partito del cuore, il problema è che l’astensionismo, date le dimensioni raggiunte, comincia a diventare anche uno strumento di dissenso democratico;
aggiungo che “perdere” il mio voto perchè il partito scelto non governa non è mi preoccupa, ma che il mio voto venga utilizzato per legittimare queste scelte politiche comincia a non starmi più bene (anche nelle dittature votano tutti, per dire);
E’ vero, nelle dittature votano tutti, ma per lo stesso partito. Non votare può essere una forma di protesta, ma non giova a chi rinuncia al diritto. Anzi va a finire sempre che chi vince prende tutto come se avesse ricevuto i consensi di tutto il paese. Chi non vota, fra l’altro, non ha nemmeno il diritto alla protesta. Di solito si dice: non hai votato?, Beh, allora ti va bene così!