Noi la Fornero, lui il cane Empy
La tragedia di un uomo ridicolo è andata in onda dopopranzo. Siccome non è ridicolo solo l’uomo, ma anche un po’ il Paese che ha governato, Mario Monti con le sue vibrate proteste per il regalo sgradito del cane Empy era l’altra sera l’apertura di praticamente tutti i telegiornali. Insomma, un pomeriggio di un Paese da cani. Riassumiamo: nel pieno della campagna in cui il Tecnico Supremo fece il suo frontale con gli elettori, uscendone malconcio, Daria Bignardi gli mise in braccio un cane. Si cercava di dimostrare che il cyborg Monti avesse un cuore. E lui, lo sventurato, sorrise. Non solo sorrise. Gongolò. E fece lavorare il suo staff su quell’operazione simpatia, con tanto di servizi fotografici, video per la rete, dichiarazioni della signora Monti sull’amore per i cani del senatore, eccetera eccetera. Si sentì un esperto di comunicazione come uno che corre dietro al tram può sentirsi Usain Bolt. Poi, l’altro giorno, la doccia fredda: quell’amore di cagnolino diventava non solo un peso e una feroce trappola, ma addirittura un complotto ai suoi danni. Ora, va bene, fingiamo di seguire il ragionamento del senatore Monti: ti mettono in braccio un cane, che puoi fare? Dire pussa via davanti a tutti? Non sta bene. Però… Però per uno che ci ha dato la Fornero avere in cambio un cane non è poi così grave, no? Voglio dire: nello scambio ci abbiamo rimesso noi, non c’è dubbio. Il fatto poi che Monti si dispiaccia delle battutine di Gasparri (ma sì, sarebbe Gasparri in persona quell’”alta carica istituzionale” che lo prende in giro) aggrava la sua posizione: almeno scegliersi bene i comici, no?
Ma sia. Prendiamo atto di vivere in una specie di cartoon dove la politica sembra una puntata di Braccobaldo. Se Monti si lamenta del cane Empy (lo battezzò in diretta giocando con la parola “empatia”, e ho detto tutto), non c’è titolo di giornale su Berlusconi che non faccia cenno a Dudù. E siccome di Silvio ce n’è uno solo (per fortuna), giova ricordare che questa faccenda dei cani va avanti da un pezzo. Prima si fece fotografare con Puggy, il cagnolino della Biancofiore, poi toccò a Vittoria, la cucciola della Brambilla, e quindi il tripudio con la star Dudù. In questo caso nessun complotto: la vittima è complice del carnefice e forse è solo una metafora che abbaia: Dudù è l’unico nel PdL che ancora lo prende sul serio. Resta il fatto, assai deprimente, che viviamo nel Paese dove la legge elettorale si chiama Porcellum, attorno al monumento al decaduto invece dei piccioni ci sono falchi e colombe, e i cani sono la notizia principale. Sinceramente, poteva andare peggio? No.
Commenti (6)
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A proposito di animali: Gasparri, “con quell’orgoglioso sguardo bovino” mi fa sempre sorridere quando parla. E’ veramente il segno che tutti possono farcela…
Robecchi ti adoro! (ma solo un po’, eh…)
Notoriamente, il cane prende sul serio il padrone, perchè è colui che gli dà da mangiare. Che Dudù sia l’unico è il vero dramma del vecchio erotomane delinquente, visto che sono ancora miriadi le bestie che sfama (dentro e fuori il pdl)…
“…E lui, lo sventurato, sorrise.” 😀 😀 😀
il monumento al decaduto è meraviglioso… il dramma è che glielo faranno davvero…
poteva piovere